Australia. Canberra. aggiornamenti dall’Ambasciata per il rientro in Australia
A seguito della decisione, l’8 gennaio scorso, del National Cabinet, tutti i viaggiatori che si recano in Australia devono presentarsi al momento del check-in con la prova di un test COVID-19 negativo (PCR) effettuato nelle 72 ore prima del volo. Questo vale anche per coloro che hanno ricevuto il vaccino anti-COVID. È quanto riferisce l’Ambasciata d’Italia a Canberra in una nota in cui specifica che ciò si applica a tutti i viaggiatori di età pari o superiore a cinque anni con voli in partenza dal 22 gennaio 2021 in poi.
Se si transita per un Paese terzo durante il viaggio di ritorno in Australia, spiega ancora l’Ambasciata, è necessario verificare i requisiti locali nella destinazione di transito e seguire i consigli delle autorità locali in merito alle distanze e all’uso di maschere durante il transito.
Le esenzioni ai requisiti del test COVID-19 (PCR) verranno applicate solo in circostanze eccezionali, ad esempio quando non è possibile accedere ai test nel Paese di provenienza, chiarisce la nota.
L’Ambasciata invita a verificare con la compagnia aerea e le autorità locali l’esistenza di eventuali, ulteriori requisiti per l’imbarco. Ad ogni modo, ricorda, le mascherine devono essere indossate su tutti i voli internazionali, inclusi gli aeroporti.
All’arrivo in Australia, conclude l’Ambasciata, la quarantena di 14 giorni presso le strutture designate resta obbligatoria per tutti i viaggiatori a proprie spese.
