Israele bombarda l’Iran: colpito il ‘cuore’ del programma nucleare
Israele ha lanciato raid contro l’Iran e ha affermato di aver colpito il “cuore” del programma nucleare iraniano. Secondo i media di Stato di Teheran, nei bombardamenti è stato ucciso anche Hossein Salami, capo delle Guardie rivoluzionarie islamiche dell’Iran, un corpo di elite delle forze armate. A perdere la vita anche diversi scienziati nucleari.
Il primo ministro di Israele, Benjamin Netanyahu, ha riferito che si è trattato di “un’operazione militare mirata per contenere la minaccia iraniana alla sopravvivenza stessa di Israele”. Secondo il capo di governo, “se non fermato, l’Iran potrebbe produrre un’arma nucleare in brevissimo tempo”.
A Tel Aviv è stato dichiarato lo stato di emergenza in previsione di possibili rappresaglie “nell’immediato futuro”.
ISRAELE: 200 CACCIA CONTRO L’IRAN, COLPITI 100 OBIETTIVI
Nei raid contro l’Iran sono stati impiegati 200 caccia e sono stati colpiti oltre 100 obiettivi:
lo ha riferito Effie Defrin, portavoce delle forze armate di Israele. L’ufficiale ha parlato di bersagli centrati “in tutto” il Paese. Già sganciate, secondo Defrin, “oltre 330 munizioni di vario tipo”.
Defrin ha sostenuto che i bombardamenti israeliani fanno parte di “un’operazione precisa e sincronizzata” e che i piloti “stanno ancora colpendo obiettivi militari e legati al programma nucleare in diverse aree dell’Iran”.
RUBIO (USA): “LA PRIORITÀ È PROTEGGERE LE FORZE AMERICANE”
Il segretario di Stato americano, Marco Rubio, ha affermato che gli Stati Uniti non sono stati coinvolti nei raid di Israele contro l’Iran e che non hanno fornito alcun tipo di assistenza. Le sue dichiarazioni sono state rilanciate dalla Cnn e da altre emittenti degli Stati Uniti. “La nostra priorità principale”, ha aggiunto Rubio, “è proteggere le forze americane nella regione”.
IRAN, AIEA CONFERMA RAID ISRAELE SU SITO NUCLEARE A NATANZ
Il direttore dell’Agenzia internazionale per l’energia atomica (Aiea), Rafael Grossi, ha confermato che il principale impianto per l’arricchimento nucleare dell’Iran, situato a Natanz, è stato colpito dai raid israeliani nelle prime ore di oggi. In un post diffuso su X, si riferisce che non si ha notizia di un aumento del livello delle radiazioni nella zona della centrale.
L’Aiea sottolinea di essere stata informata dalle autorità dell’Iran. L’impianto colpito si chiama Bushehr. “Non è stato osservato un aumento dei livelli di radiazioni nel sito di Natanz” ha riferito l’Agenzia, sottolineando di essere impegnata a “monitorare da vicino la situazione profondamente preoccupante in Iran”.
IRAN, IN RAID ISRAELE UCCISO ANCHE CAPO STATO MAGGIORE
Anche il capo di Stato maggiore dell’esercito iraniano, il generale Mohammad Bagheri, è stato ucciso nell’attacco che Israele ha condotto contro il Paese nelle prime ore del mattino. Lo conferma l’emittente televisiva iraniana Irinn.
Con lui risultano così tre i vertici militari rimasti uccisi nei raid: il primo di cui è stata data notizia è il generale Hossein Salami, capo delle Forze rivoluzionarie islamiche, a seguire Gholamali Rashid, comandante del quartier generale Khatam-al Anbiya Central.
I droni israeliani hanno ucciso anche Fereydoon Abbasi, scienziato nucleare ed ex capo dell’Organizzazione iraniana per l’energia atomica, e Mohammad Mahdi Tehranchi, altro scienziato nucleare, coinvolto nel programma nucleare iraniano. Tel Aviv, che sostiene di aver preparato questa operazione per anni, sostiene che l’Iran intenda dotarsi di armamenti atomici a scopo bellico che rappresenterebbero una minaccia per Israele.
IRAN, UCCISO ANCHE CAPO NEGOZIATORE SU NUCLEARE SHAMKHANI
Non ce l’ha fatta Ali Shamkhani, consigliere politico della Guida suprema iraniana e capo negoziatore al tavolo dei colloqui con gli Stati Uniti. Nell’ondata di raid che Israele ha sferrato nell’ambito dell’operazione denominata “Il risveglio del leone”, è stato colpito anche l’appartamento all’ultimo di 11 piani di uno stabile a Teheran, dove Shamkani risiedeva.
Il diplomatico, subito trasportato dai soccorritori in ospedale, è morto tre ore dopo per la gravità delle ferite, come confermano diversi giornalisti iraniani e statunitensi su X. Le immagini dell’attacco mostrate dai media iraniani mostrano l’appartamento sventrato, mentre il resto dell’edificio apparrebbe intatto.
L’attacco di Israele giunge alla vigilia del sesto round di colloqui previsti a Muscat, in Oman, tra Iran e Stati Uniti per rilanciare l’accordo sul nucleare del 2015, che la prima amministrazione Trump stralcio nel 2018. Secondo il segretario di Stato americano, Marco Rubio, l’attacco israeliano non ha ricevuto il via libera della Casa Bianca. Già a marzo Israele aveva informato Washington dell’intenzione di condurre un’operazione su vasta scala contro siti nucleari e militari dell’Iran, un’azione cui gli Stati Uniti avrebbero opposto un veto. Per questo, come aveva ricostruito la stampa statunitense in quelle settimane, il presidente Donald Trump aveva proposto al governo di Teheran di riaprire i colloqui sul nucleare.
HAMAS: “FERMARE CRIMINI ISRAELE, AGGRESSIONE A IRAN PERICOLOSA”
Appello di Hamas affinché a livello internazionale sia adottata “una posizione unitaria per fermare” Israele e per “porre fine ai suoi crimini”. La presa di posizione è stata diffusa dall’organizzazione palestinese via Telegram, con un comunicato pubblicato dopo l’avvio dei bombardamenti di Tel Aviv contro l’Iran.
“L’aggressione rappresenta una pericolosa escalation che minaccia di destabilizzare la regione e riflette l’insistenza del governo estremista di Netanyahu nel trascinare l’area in confronti aperti” ha denunciato Hamas, in riferimento a Israele e al suo primo ministro.
Agenzia DIRE – www.dire.it
