Alla Commissione Esteri della Camera l’audizione della Segretaria Generale del Cgie Maria Chiara Prodi sul disegno di legge di revisione dei servizi per i cittadini e le imprese all’estero
Proseguono alla Commissione Esteri della Camera dei Deputati le audizioni informali sull’esame del disegno di legge recante Disposizioni per la revisione dei servizi per i cittadini e le imprese all’estero. In questo ambito è stata ascoltata dalla Commissione la Segretaria Generale del Cgie Maria Chiara Prodi. “La settimana scorsa – ha ricordato nel suo intervento la Segretaria Generale – il Cgie si è riunito in Assemblea Plenaria ponendo al centro i punti che erano già stati focalizzati dalla fine del 2024: legge della cittadinanza, messa in sicurezza del voto all’estero e incentivi di rientro. La Plenaria della settimana scorsa è stata particolarmente importante, perché abbiamo incontrato le più alte istituzioni, nella piena disponibilità di trasmettere un messaggio da parte dei connazionali all’estero. Nell’incontro con il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, – ha continuato – abbiamo espresso i nostri sentimenti con il termine ‘spaesamento’, espressione che il Presidente ci ha fatto l’onore di riutilizzare. Questo descrive gli stati d’animo di chi da un giorno all’altro ha visto all’estero modificare in maniera decisiva e sostanziale la visione di cittadinanza del nostro Paese, con tutte le implicazioni della vita quotidiana”. Prodi dopo aver rilevato come negli incontri con il Ministro degli Esteri Tajani e soprattutto con il Capo dello Stato vi siano stati primi segnali di apertura per una possibile modifica della legge sulla cittadinanza, ha illustrato le proposte approvate dal Cgie per migliorare la legge: “Eliminare i limiti alla trasmissione della cittadinanza italiana per i residenti all’estero che sono già in possesso della cittadinanza italiana; Eliminare le limitazioni alla trasmissione della cittadinanza italiana da parte dei connazionali in possesso anche di altra cittadinanza; Eliminare qualsiasi termine massimo per la presentazione delle richieste di riacquisto della cittadinanza da parte di coloro che l’hanno perduta in virtù della normativa antecedente all’attuale legge; Riconoscere il diritto alla cittadinanza italiana agli italo-discendenti che dimostrino un legame culturale e linguistico con l’Italia; Riconoscere il diritto alla presentazione della richiesta di riconoscimento della cittadinanza a tutti che al 27 marzo 2025 erano già inserite nelle liste di attesa nelle nostre sedi consolari anche se a loro non sia stata ancora attribuita una data per la presentazione della domanda; Richiedere dati statistici sul riconoscimento della cittadinanza italiana, come per esempio i valori percepiti sul capitolo 7-bis della tabelle delle tariffe consolari di ogni sede consolare dal 2014 al 2025”. “Il dispositivo della legge precedente sulla cittadinanza – ha affermato la Segretaria Generale – era particolarmente generoso, e questo ha allargato a dismisura la platea degli aspirati cittadini. Su questo punto anche il Cgie non aveva nessuna difficoltà a riconoscere la necessità di una riforma. Una nuova legge che però fornisse al cittadino una vera visione, non esclusivamente di natura organizzativa e burocratica”. Una riforma fondata sul concetto di “cittadinanza consapevole” dove abbia centralità anche il legame linguistico e l’adesione ad una comunità civile. Prodi ha poi evidenziato come, per quanto riguarda le questioni anagrafiche degli italiani all’estero, da anni si assista ad una dicotomia di competenze tra il Ministero dell’Interno e il Maeci. Un aspetto di natura organizzativa non ancora risolto che, per la Segretaria Generale, andrebbe tenuto in considerazione nell’intraprendere iniziative burocratiche e organizzative di razionalizzazione del sistema. Prodi ha inoltre rilevato come la centralizzazione del servizio per la cittadinanza a Roma allontani “la relazione dello Stato con i cittadini all’estero intermediata dagli uffici consolari locali, e disperda il patrimonio informativo dei consolati e delle comunità locali in un contesto in cui gli aspetti bilaterali, per quanto riguarda le postille e le digitalizzazioni dei documenti, sono di natura diversa in ogni Paese. Richiamando i concetti di sussidiarietà e intermediazione previsti dalla legge la Segretaria Generale ha ricordato che “Le nostre organizzazioni di rappresentanza intermedia, come gli strumenti gestione dei servizi, che sono stati immaginati in questi anni dal nostro Paese, rappresentino una risposta concreta a questa necessità e chiedano di svolgere pienamente il loro ruolo”. Prodi ha infine espresso perplessità sull’invio in formato cartaceo della documentazione sulla cittadinanza e ha auspicato la rapida convocazione della Conferenza Stato – Regioni – Provincie Autonome – Cgie. Ha poi preso la parola il deputato del Pd, eletto nella ripartizione Europa, Toni Ricciardi che ha parlato della possibilità che il Cgie elabori un documento, per quanto riguarda la dicotomia fra Ministero dell’Interno e Maeci , contenete proposte concrete per quanto riguarda la cittadinanza, il diritto di voto e i servizi anagrafici . Ricciardi ha anche auspicato la richiesta al Maeci da parte del Cgie di indicazioni sulle modalità di applicazione da parte dei consolati della nuova legge sulla cittadinanza. Dal canto suo il deputato del Pd Fabio Porta, eletto nella ripartizione America Meridionale, dopo aver ribadito l’effetto di disorientamento che ha avuto sulle collettività l’entrata in vigore della riforma sulla cittadinanza, ha domandato in tema di sussidiarietà “se i patronati e il terzo settore, che svolgono il lavoro di prossimità sui territori, possano rappresentare uno strumento capace di ammortizzare l’impatto del nuovo disegno di legge sulla cittadinanza”.
In sede di replica Prodi ha ricordato come il Cgie si sia espresso molte volte sulla necessità di migliorare l’erogazione dei servizi anagrafici ai connazionali, in proposito ha evidenziato l’importanza di poter richiedere la carta d’identità elettronica anche in Italia, in vista della scadenza della validità dei documenti cartacei nell’agosto 2026. In proposito la Segretaria Generale ha ricordato un’altra proposta, cioè quella di non procedere più al rinnovo dei documenti oltre i 70 anni di età. Diposizioni già esistenti in altri paesi che sarebbero molto utili per snellire la gestione dei documenti. Dopo aver auspicato dati più precisi sull’aggiornamento dell’AIRE, Prodi ha rilevato come una visione ideale e chiara del senso di cittadinanza consenta di ridurre lo sforzo interpretativo della norma che crea differenze di applicazione da un consolato all’altro. “Si – ha precisato Prodi – ci sono delle interpretazioni diverse a seconda dei territori, ed assolutamente no, non abbiamo ancora ricevuto circolari né espresso pareri in proposito”. “I patronati – ha continuato la Segretaria Generale rispondendo alla domanda del deputato Porta – sono uno strumento di sussidiarietà. L’ho detto durante l’incontro con il Presidente della Repubblica, penso che la sussidiarietà sia un tema fondamentale, perché ci rende protagonisti della nostra vita civile, permette ad ogni cittadino di sentirsi parte non solo di un sistema di bisogni, ma anche di risposte”. “Noi – ha proseguito Prodi – abbiamo estrema fiducia, non solo nel corpo diplomatico consolare, che in tutto il mondo cerca di dare delle risposte ai nostri connazionali, ma anche nella capacità degli italiani all’estero di organizzarsi in strutture per poter accompagnare le comunità sia per i bisogni concreti amministrativi, sia per quelli legati all’insegnamento della lingua e della cultura italiana tramite gli Enti gestori. Penso – ha aggiunto – che ci sia un cambio di prospettive da fare, cioè passare da una visione dell’emigrazione italiana legata solo a tutto ciò che è stato costruito negli anni passati, a una visione che ci viene richiesta dai numeri, dalla quantità, dalla qualità delle nuove migrazioni. Se la popolazione italiana all’estero è raddoppiata, allora dobbiamo chiederci come le infrastrutture che la raggiungono, basate sulla sussidiarietà e la relazione diretta tra cittadino e Stato, debbano trasformarsi per rispondere a questo cambiamento. Il Consiglio Generale – ha concluso Prodi – è pronto per questo cambio di passo e speriamo che attraverso un ragionamento più stretto con le istituzioni in Italia sia possibile raggiungere questi risultati insieme e in maniera armoniosa”. (Lorenzo Morgia – Inform)
