Le 5 cose che mi mancano dell’Italia, dopo 20 anni all’estero
Vivo all’estero da più di vent’anni. Amo il paese che mi ha accolto, ma ci sono cose dell’Italia che non mi lasceranno mai. E ogni tanto, quando meno me l’aspetto, mi tornano alla mente — e al cuore.
Ecco le 5 cose che mi mancano di più:
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Il caffè al bar
Non il caffè in sé, ma quel rito: entrare, scambiare due parole, il profumo, la tazzina bollente. -
Le chiacchiere in piazza
Anche se non conoscevi nessuno, bastava sedersi su una panchina per sentirsi parte di qualcosa. -
Il pane croccante del forno sotto casa
Quello che compravi caldo, lo spezzavi prima di arrivare a casa e ne mangiavi metà per strada. -
Il suono della lingua
Non il vocabolario scolastico, ma le espressioni, i dialetti, i “ciao bello”, i “ma va là”. -
La sensazione di essere “a casa”
Anche se l’Italia a volte è complicata, quando ci sei dentro senti che ogni pietra, ogni odore ti appartiene.
Tu cosa diresti? Cosa ti manca dell’Italia?
