AIRE, tassa da 2.000 euro: Di Giuseppe e Di Sanzo tradiscono gli italiani all’estero. Solo il MAIE difende davvero chi ha meno
C’è un dato che non si può più ignorare: mentre milioni di italiani all’estero si indignano per la nuova tassa da 2.000 euro per accedere alla sanità italiana, due deputati eletti negli USA — Andrea Di Giuseppe e Christian Di Sanzo — hanno sostenuto o permesso questa norma iniqua.
La domanda è brutale ma inevitabile:
stanno rappresentando gli italiani nel mondo o stanno difendendo la loro poltrona negli Stati Uniti?
Una tassa che massacra i poveri, non i ricchi
Negli USA o in Canada 2.000 euro possono essere fastidiosi, ma non devastanti.
Nel resto del mondo, invece, questa cifra significa sei mesi di stipendio.
In Repubblica Dominicana, in Messico, in Perù, in Ecuador, in Filippine, in Marocco… significa esclusione totale.
Questa misura non è solo ingiusta.
È una discriminazione economica mascherata da “contributo”.
E i deputati eletti negli USA l’hanno proposta e appoggiata. Punto.
Mentre altri parlamentari si nascondevano dietro calcoli elettorali, il MAIE è stato l’unico a votare contro questa vergogna.
Ha difeso tutti gli italiani all’estero:
- quelli ricchi,
- quelli della classe media,
- e soprattutto quelli che vivono con 300 dollari al mese.
Una cosa semplice: nessun italiano è di serie B.
Una cosa che qualcuno in Parlamento sembra aver dimenticato.
Di Giuseppe e Di Sanzo: rappresentanti o proprietari del collegio USA?
Perché favorire una tassa che colpisce soprattutto chi vive in Paesi con stipendi bassi?
La risposta la sanno tutti:
perché quei cittadini non votano negli USA e non determinano la rielezione dei loro “onorevoli”.
Così nasce l’impressione — ormai diffusissima — che i due deputati eletti in Nord America stiano “pascolando il proprio orticello”, coccolando il loro blocco elettorale privilegiato e ignorando milioni di connazionali nel resto del mondo.
Non è rappresentanza:
è manutenzione del cadreghino.
La rappresentanza AIRE non può essere un privilegio personale
È arrivato il momento di dirlo chiaramente: chi siede in Parlamento per rappresentare gli italiani all’estero deve difendere tutti, non solo i più forti, non solo chi vive negli USA, non solo chi ha redditi alti.
Il voto del MAIE lo ha dimostrato: c’è chi rappresenta davvero e chi rappresenta solo se stesso.
Gli italiani nel mondo meritano verità, coraggio e rispetto.
Non calcoli elettorali travestiti da riforme.
