Il giornalista Andrea Lucidi, fermato e poi rilasciato in Turchia, rientra in Italia
Il giornalista italiano Andrea Lucidi, conosciuto per i suoi reportage e la sua attività in aree di conflitto, è stato fermato dalle autorità turche a Istanbul lo scorso giovedì 19 febbraio durante una missione di raccolta informazioni nel Paese. Dopo circa 24 ore di detenzione, è stato rilasciato e questa mattina è ripartito alla volta dell’Italia.
Lucidi si trovava in Turchia insieme ad altri colleghi internazionali per una missione di osservazione sulle condizioni delle carceri di isolamento, note come strutture di “tipo S, R e Y”, indicate da organizzazioni di diritti umani per i loro regimi di massima sicurezza e isolamento.
Secondo il canale Telegram Donbass Italia, che ha diffuso notizie sull’accaduto, la delegazione – formata da giornalisti, avvocati e attivisti – era arrivata nel Paese il 18 febbraio per incontrare esperti e legali. Dopo un incontro mattutino, i membri sarebbero stati fermati per strada dalla polizia turca e condotti in un centro di espulsione nei pressi di Istanbul.
La Farnesina italiana e il Consolato Generale d’Italia a Istanbul si sono attivati fin dalle prime ore del fermo, rimanendo in stretto contatto con le autorità turche per ottenere informazioni e garantire assistenza consolare al reporter.
Nonostante le incertezze sulle motivazioni ufficiali del fermo – le autorità turche non hanno rilasciato accuse formali – alla fine Lucidi è stato rimesso in libertà e imbarcato su un volo diretto a Fiumicino. Prima della partenza gli è stato notificato un divieto di rientro in Turchia.
Andrea Lucidi è un giornalista italiano noto soprattutto per i suoi reportage da zone di guerra, come il Donbass, dove ha spesso raccontato i fatti dal punto di vista delle forze filorusse. Organizzazioni internazionali per la libertà di stampa, come Reporters Without Borders (RSF), lo hanno descritto come vicino alle posizioni della Russia.
foto Open.online
