Carmine Rimola Rubini: cronaca di un’eredità unificata tra Castrovillari e il Guatemala
Di Julio Francisco Lainfiesta Rímola
Ricostruire la vita di Carmine Rimola Rubini è stato un esercizio de archeologia emotiva e tecnica. Non si tratta solo di riscattare un nome, ma di unire i pezzi di un puzzle che abbraccia più di un secolo e due continenti. Questa cronaca è il risultato dell’incrocio tra la testimonianza storica della stampa del 1911, il rigore accademico della storia contemporanea e la memoria viva della nostra stessa famiglia.
Un viaggio di speranza e determinazione
La storia inizia nel 1898, quando Carmine lascia la sua natìa Castrovillari, in Calabria, per cercare un futuro in un paese che finì per adottarlo. Non intraprese il viaggio da solo; lo fece insieme a sua moglie, Maria Teresa Grisolia Catanzaro, e ai loro figli piccoli: mio nonno, Francesco Federico (di appena 4 anni), e suo fratello minore, Antonio Rocco (che all’epoca era solo un neonato).
Quella che era iniziata come la traversata di un “umile operaio” e falegname, si trasformò presto nella storia di un visionario che ridisegnò il paesaggio architettonico del Guatemala. Ma chi era veramente Carmine? Le fonti ci offrono oggi una visione completa:
Le voci che riscattano la storia
Per capire Carmine, dobbiamo ascoltare coloro che hanno scritto su di lui da diverse epoche:
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Luigi Saraceni e Il Moto (1911): Nel settembre del 1911, questo influente giornale di Castrovillari, diretto dall’avvocato e politico Luigi Saraceni, dedicò uno spazio per esaltare l’opera di Carmine. In un’epoca di comunicazioni lente, Il Moto fungeva da ponte d’orgoglio, informando l’Italia che Carmine era un esempio della “laboriosità italiana”. Questa pubblicazione fu la prima convalida internazionale del suo successo e della sua impeccabile etica del lavoro. - Vittorio Cappelli (Il rigore accademico): Il rinomato storico contemporaneo ha approfondito la dimensione intellettuale di Carmine. Cappelli lo identifica come uno dei “calabresi sovversivi” in Centroamerica, non per una militanza radicale, ma per i suoi saldi valori massonici e liberali. Come membro della Loggia Fénix No. 2 e primo presidente della Asociazione Italiana di Beneficenza, Carmine fu un libero pensatore che cercava il progresso sociale e il mutuo soccorso tra i connazionali.
- Karen Rimola (La precisione genealogica e tecnica): Attraverso le sue ricerche, Karen è riuscita a collegare i punti tecnici e familiari. Il suo lavoro è stato vitale per documentare la diffusione del talento dei Rimola nella regione e precisare le pietre miliari architettoniche che oggi sono orgoglio nazionale, unificando la storia dei discendenti in Guatemala e Costa Rica.
- Francesco Federico “Ciccio” Rimola (La fonte primaria): Mio nonno è stato il custode diretto di questa eredità. È stato lui a conservare le planimetrie, le lettere e a trasmetterci la mistica del lavoro ben fatto. È stato il ponte umano che ha permesso che i dati freddi degli archivi si trasformassero nell’identità viva della nostra famiglia oggi.
Dalla planimetria alla pietra: un retaggio di identità nazionale
Il talento di Carmine è rimasto impresso nelle strutture più emblematiche del Guatemala. A Quetzaltenango, la sua firma risiede nell’Instituto Nacional para Varones de Occidente (INVO), nel Pantheon Minerva, nella Camera del Lavoro e nel Banco de Occidente. Una menzione speciale merita il Monumento al Leone, un’opera che continua a custodire la storia della città e che fu frutto della sua maestria tecnica ed estetica.
Tuttavia, la sua influenza raggiunse anche la capitale della nazione: Carmine fu incaricato di realizzare le planimetrie originali per il Palazzo Nazionale del Guatemala, un’opera monumentale che riflette come la sua visione tecnica fosse all’altezza delle grandi sfide di Stato.
Conclusione: un’eredità viva
Unificando queste voci, scopriamo che Carmine Rimola Rubini non ha costruito solo con pietra e malta; ha costruito con i valori. La sua vita unisce la nostalgia della Calabria con il progresso del Guatemala. Oggi, come suo pronipote, presento questo racconto non come un finale, ma come un omaggio a una stirpe che, grazie alla guida di mio nonno e alla curiosità dei suoi discendenti, continua a guardare all’Italia con amore e al futuro con la stessa determinazione che Carmine ebbe più di un secolo fa.
Riferimenti Bibliografici (Norme APA)
- Cappelli, V. (2006). Entre hombros y manos: Italianos en Centroamérica. Editorial Universitaria.
- Cappelli, V. (s.f.). Tre calabresi “sovversivi” en Guatemala. Archivio Storico di Castrovillari.
- Lainfiesta Rímola, J. F. (2026). Archivio storico della famiglia Rimola-Grisolia: Corrispondenza e registri di migrazione. Guatemala.
- Rimola, K. (2025). Studio genealogico e tecnico della famiglia Rimola in Centroamerica. Archivio privato.
- Saraceni, L. (1911, 15 settembre). Carmine Rimola Rubini: Un esempio di laboriosità italiana all’estero. Il Moto.
