Colombia, un mese dopo il terremoto: migliaia ancora senza un rifugio
È passato un mese dal terremoto che il 10 agosto ha colpito violentemente l’ovest della Colombia, ma per migliaia di persone l’emergenza è ancora una realtà quotidiana.
Il sisma, di magnitudo 7,4, ha provocato 331 morti, oltre 4.500 feriti e 122 persone ancora disperse, secondo gli ultimi dati dell’Organizzazione Panamericana della Sanità. Complessivamente, più di 466 mila persone sono state colpite in 498 comuni distribuiti in 16 dipartimenti.
In alcune delle zone maggiormente devastate, soprattutto nel Chocó e nelle aree occidentali del Paese, molte famiglie continuano a vivere in tende, strutture provvisorie o all’aperto perché tornare nelle proprie abitazioni è ancora impossibile.

Una casa che non c’è più
A Pereira, una delle città colpite, alcune famiglie hanno trasformato parchi e spazi pubblici in accampamenti temporanei.
Per chi ha perso la propria abitazione, trovare una sistemazione alternativa non è semplice. Gli affitti sono aumentati e molti sfollati non dispongono delle risorse economiche necessarie per affrontarli.
Una situazione che rischia di trasformare una catastrofe naturale in una crisi sociale di lunga durata.
Il problema non riguarda soltanto le abitazioni. Sono stati danneggiati ospedali, scuole, infrastrutture comunitarie e servizi essenziali.
L’UNICEF segnala che, a un mese dal terremoto, più di 4.200 strutture educative presentano danni di diversa entità e che per migliaia di bambini la scuola non rappresenta ancora un luogo sicuro e regolare.

Una ricostruzione gigantesca
Le prime valutazioni internazionali mostrano dimensioni impressionanti.
Secondo una valutazione RAPIDA realizzata dal Programma delle Nazioni Unite per lo Sviluppo insieme alle autorità colombiane, i danni fisici alle strutture ammontano provvisoriamente a circa 13,28 miliardi di dollari, pari al 2,3% del PIL colombiano.
Sono state interessate oltre 217 mila abitazioni e circa 225 mila strutture complessivamente. Il terremoto avrebbe inoltre prodotto circa 16,9 milioni di metri cubi di macerie.
È una quantità enorme: l’equivalente, secondo
