Forte scossa nel Tirreno: terremoto da quasi 6 gradi al largo di Capri, ma il sisma arriva dal profondo della Terra
Nella notte tra il 9 e il 10 marzo, poco dopo la mezzanotte, i sismografi dell’INGV hanno registrato un #terremoto di magnitudo 5.9 nel tratto di mare tra il #Golfo di Napoli e l’isola di #Capri.
Il dato più sorprendente non è la magnitudo, ma la profondità: l’ipocentro è stato individuato a circa 414 chilometri sotto la superficie, un valore del tutto eccezionale per il contesto sismico italiano. È proprio questa caratteristica a spiegare perché, nonostante si tratti di una scossa tutt’altro che trascurabile sulla scala Richter, la popolazione non l’abbia praticamente avvertita e non si registrino danni a persone o cose. Qualche utente sui social ha riferito di aver percepito un leggero movimento anche lontano dall’epicentro, ma senza conseguenze di rilievo.
Dal punto di vista geologico, eventi sismici così profondi nel Tirreno sono piuttosto rari e originano nel mantello terrestre, ben al di sotto della crosta. La causa sarebbe riconducibile a una porzione di litosfera oceanica che da milioni di anni continua a sprofondare lentamente sotto il bacino tirrenico, generando ogni tanto scosse di questo tipo.
Gli esperti tengono inoltre a precisare un aspetto importante: il terremoto non ha alcuna connessione con l’attività vulcanica dei Campi Flegrei o del Vesuvio, trattandosi di un fenomeno puramente tettonico. La rete sismica nazionale continua comunque a monitorare la zona.
