El Salvador, con la riforma penale anche i minori rischiano l’ergastolo
In El Salvador è stata approvata una nuova riforma che cambia profondamente il sistema penale, introducendo la possibilità di condanne molto severe anche per i minori.
La novità più discussa riguarda proprio i ragazzi tra i 12 e i 18 anni: per reati particolarmente gravi, come omicidi, violenze o crimini legati alle gang, potranno essere condannati fino all’ergastolo, cosa che prima non era prevista per questa fascia d’età.
La misura nasce nel contesto della dura politica di sicurezza portata avanti dal presidente Nayib Bukele, che da anni ha dichiarato guerra alle bande criminali. L’obiettivo del governo è quello di colpire senza eccezioni chi commette reati gravi, indipendentemente dall’età.
Con questa riforma vengono di fatto eliminate molte delle tutele specifiche che in precedenza erano previste per i minori, avvicinando il loro trattamento a quello degli adulti. Tuttavia, la legge prevede anche alcuni meccanismi di revisione delle condanne nel tempo, legati all’età del condannato e alla gravità del reato.
La decisione ha acceso un forte dibattito a livello internazionale. Organizzazioni per i diritti umani e istituzioni internazionali hanno espresso preoccupazione, sostenendo che misure di questo tipo possano violare i diritti dei minori.
Dall’altra parte, il governo difende la riforma, ritenendola necessaria per contrastare in modo efficace la criminalità e porre fine all’impunità, anche tra i più giovani coinvolti nelle attività delle gang.
La nuova normativa rappresenta quindi un ulteriore passo nella linea dura adottata dal Paese contro il crimine, ma allo stesso tempo solleva interrogativi importanti sul piano giuridico e dei diritti umani.
