Repubblica Dominicana: chi deve a chi? Scontro tra municipi ed EDE per oltre 36 miliardi di pesos
Chi deve davvero a chi? È questa la domanda che alimenta da anni il conflitto tra i municipi dominicani e le società di distribuzione dell’energia elettrica. Da una parte le EDE sostengono che i Comuni siano i principali debitori del sistema elettrico nazionale. Dall’altra, i rappresentanti municipali affermano che, applicando correttamente la legge, in molti casi sarebbero proprio le compagnie elettriche a dover restituire denaro ai municipi.

Secondo i dati del settore elettrico, a marzo 2026 il debito complessivo verso le aziende distributrici ha superato i 36 miliardi di pesos. Oltre la metà di questa cifra sarebbe attribuita agli ayuntamientos, cioè ai governi municipali, che rappresentano circa il 55% dell’intero ammontare dovuto alle società elettriche.
Le aziende elettriche sostengono che molti municipi accumulano arretrati da anni e che la loro condizione di enti pubblici rende difficile adottare misure coercitive per il recupero dei crediti. Secondo Edeeste, soltanto il Comune del Distretto Nazionale risulterebbe pienamente in regola con i pagamenti.
La Federazione Dominicana dei Municipi (Fedomu), però, contesta questa interpretazione. I suoi consulenti ricordano che la Legge Generale sull’Elettricità prevede un meccanismo di compensazione: le società distributrici devono infatti versare ai municipi il 3% della fatturazione corrente riscossa nel territorio comunale, mentre i Comuni pagano l’energia consumata per l’illuminazione pubblica. Secondo Fedomu, una corretta contabilizzazione di questi flussi produrrebbe in alcuni casi saldi favorevoli ai municipi.
Al centro della disputa c’è dunque il modo in cui vengono calcolati i crediti reciproci. Le EDE parlano di debiti accumulati che gravano sulle finanze pubbliche, mentre i municipi chiedono che vengano conteggiati anche gli importi che le distributrici dovrebbero trasferire alle amministrazioni locali in base alla normativa vigente.
La questione è tutt’altro che marginale. In un momento in cui il governo cerca nuove entrate fiscali e il settore elettrico continua a registrare perdite significative, chiarire chi debba pagare e quanto potrebbe avere conseguenze importanti sui bilanci pubblici e sui servizi ai cittadini.
Per ora una cosa appare certa: dietro i numeri c’è una battaglia legale e amministrativa che dura da anni e che, almeno per il momento, sembra lontana da una soluzione definitiva.
