I friulani nel mondo si ritrovano a Udine: una Convention nel segno del terremoto del 1976
Cinquant’anni dopo il terremoto che sconvolse il Friuli, i friulani sparsi nei cinque continenti torneranno a riunirsi nella loro terra d’origine per un appuntamento ricco di significato.

L’Ente Friuli nel Mondo ha organizzato la tradizionale Convention annuale dei Friulani nel Mondo, in programma il 24 e 25 luglio a Udine. L’edizione 2026 sarà dedicata al cinquantesimo anniversario del terremoto del 6 maggio 1976, una tragedia che provocò quasi mille vittime ma che divenne anche il simbolo di una straordinaria rinascita civile e sociale.
All’incontro parteciperanno rappresentanti dei Fogolârs Furlans, le associazioni che mantengono viva la cultura friulana nei diversi Paesi del mondo. Dall’Europa alle Americhe, dall’Australia al Sudafrica, centinaia di emigrati e loro discendenti si ritroveranno per rafforzare il legame con la terra d’origine e confrontarsi sui progetti dedicati alle nuove generazioni.
Il tema del terremoto del 1976 sarà al centro delle celebrazioni. Quel sisma non rappresenta soltanto una delle pagine più dolorose della storia del Friuli, ma anche un esempio di ricostruzione diventato un modello internazionale. La popolazione seppe reagire con dignità, determinazione e spirito di solidarietà, ricostruendo paesi, chiese, scuole e attività economiche senza abbandonare il territorio.
La Convention offrirà anche l’occasione per riflettere sul ruolo svolto dall’emigrazione friulana. Da oltre settant’anni l’Ente Friuli nel Mondo mantiene i rapporti con decine di migliaia di corregionali residenti all’estero, promuovendo iniziative culturali, incontri, programmi dedicati ai giovani e attività per conservare lingua, tradizioni e identità friulana.
L’appuntamento di Udine rappresenterà quindi molto più di una semplice riunione associativa. Sarà un momento di memoria, di riconoscenza verso chi contribuì alla rinascita del Friuli dopo il terremoto e di rinnovato impegno affinché le nuove generazioni di friulani nel mondo continuino a sentirsi parte di una comunità che, anche nei momenti più difficili, ha saputo trasformare il dolore in una straordinaria forza di rinascita.
