Malta, l’ambasciatrice italiana visita in carcere il 15enne Flavio Santoiemma: il caso resta aperto
Prosegue l’impegno delle autorità italiane nel seguire il caso di Flavio Santoiemma, il quindicenne italiano detenuto a Malta dallo scorso 25 maggio. Nelle scorse ore l’ambasciatrice d’Italia a La Valletta, Valentina Setta, ha effettuato una nuova visita consolare al ragazzo, verificandone personalmente le condizioni di salute e di detenzione.

Secondo quanto riferito dalla Farnesina, il giovane si trova in buone condizioni di salute ed è ospitato in un reparto separato dagli altri detenuti, ma non in regime di isolamento, precisazione arrivata dopo le preoccupazioni espresse dalla famiglia nei giorni scorsi. La visita rientra nell’attività di assistenza consolare che l’Ambasciata italiana sta garantendo fin dall’inizio della vicenda.
Le accuse e la posizione della famiglia
Flavio Santoiemma, che vive da alcuni anni a Malta con i genitori, è stato arrestato dopo un presunto procurato allarme nella scuola che frequentava. Secondo le autorità maltesi, il ragazzo avrebbe provocato un falso allarme bomba, circostanza che è ora al centro del procedimento giudiziario.
La famiglia, pur non entrando nel merito delle accuse, continua invece a contestare le modalità della detenzione. I genitori sostengono che il figlio abbia trascorso lunghi periodi in condizioni incompatibili con la tutela prevista per un minore e hanno chiesto l’intervento delle autorità italiane affinché siano garantiti tutti i suoi diritti.
La Farnesina segue il caso
Il Ministero degli Affari Esteri ha confermato di mantenere un contatto costante sia con la famiglia sia con le autorità maltesi. Oltre alla visita dell’ambasciatrice, un funzionario consolare aveva già incontrato il ragazzo lo scorso 26 giugno, mentre la rappresentanza diplomatica italiana ha partecipato alle prime udienze come osservatore e ha più volte sollevato la questione con le autorità locali.
La prossima udienza davanti al tribunale maltese è fissata per il 19 agosto, data nella quale potrebbe essere riesaminata anche la richiesta di rilascio su cauzione presentata dalla difesa.
Un caso che richiama l’attenzione sui diritti dei minori
La vicenda ha suscitato un ampio dibattito sia in Italia sia a Malta. Da un lato vi è il rispetto dell’autonomia della giustizia maltese, chiamata ad accertare le responsabilità del giovane; dall’altro resta aperto il tema delle condizioni di detenzione riservate ai minori e delle garanzie previste dalle convenzioni internazionali.
In attesa delle decisioni della magistratura, la Farnesina ha ribadito che continuerà a seguire il caso con la massima attenzione, assicurando al ragazzo tutta l’assistenza consolare prevista per i cittadini italiani detenuti all’estero.
