Haiti, allarme UNICEF: quasi un bambino su 13 sotto i cinque anni soffre di malnutrizione acuta
Il dato è salito dal 5,1% al 7,4% in tre anni. Insicurezza, povertà e difficoltà di accesso al cibo e alle cure mettono a rischio migliaia di bambini.

La crisi umanitaria ad Haiti continua ad aggravarsi e a pagare il prezzo più alto sono ancora una volta i bambini.
Secondo i risultati preliminari della National Nutrition SMART Survey 2026, pubblicati dall’UNICEF, quasi un bambino su tredici tra i 6 mesi e i cinque anni di età soffre di malnutrizione acuta.
Il dato è particolarmente preoccupante perché mostra un peggioramento rispetto agli anni precedenti: la prevalenza della malnutrizione acuta tra i bambini haitiani di età compresa tra 6 e 59 mesi è passata dal 5,1% del 2023 al 7,4% del 2026.
Una crisi che non riguarda soltanto il cibo
La malnutrizione infantile ad Haiti è il risultato di una situazione molto più ampia.
L’insicurezza, le difficoltà economiche e la crisi umanitaria stanno impedendo a molte famiglie di avere accesso regolare a cibo nutriente, assistenza sanitaria e servizi di prevenzione e cura della malnutrizione.
«Prevenire e curare la malnutrizione ad Haiti richiede un intervento urgente», ha sottolineato Yannig Dussart, vice rappresentante dell’UNICEF nel Paese.
Il problema è particolarmente grave perché nei bambini piccoli la malnutrizione acuta può evolvere rapidamente.
Quando è grave, soprattutto se associata a malattie e all’impossibilità di raggiungere un centro sanitario, può aumentare considerevolmente il rischio di morte.
Violenza e crisi umanitaria aggravano la situazione
A rendere ancora più difficile la situazione è il contesto nel quale vivono milioni di haitiani.
La violenza armata e l’insicurezza hanno compromesso l’accesso a servizi essenziali e hanno reso sempre più difficile raggiungere alcune comunità.
Secondo l’UNICEF, tra il 2023 e il 2025 le gravi violazioni contro i bambini sono triplicate. Tra queste figurano anche il mancato accesso agli aiuti umanitari e gli attacchi contro scuole e strutture sanitarie dove i bambini possono ricevere assistenza nutrizionale.
In altre parole, proprio quando un bambino avrebbe bisogno di cure, può accadere che la famiglia non riesca nemmeno a raggiungere il luogo dove quelle cure vengono offerte.
Quasi 5,7 milioni di persone a rischio alimentare
La malnutrizione infantile deve essere inserita in un quadro ancora più ampio.
L’UNICEF stima che quasi 5,7 milioni di persone ad Haiti, più della metà della popolazione, stessero vivendo o fossero previste vivere, all’inizio di giugno 2026, livelli elevati di insicurezza alimentare acuta.
Sono inoltre circa 2,8 milioni i bambini che hanno bisogno di assistenza umanitaria.
È quindi difficile affrontare la malnutrizione infantile senza intervenire contemporaneamente sulle condizioni economiche, sulla sicurezza e sull’accesso ai servizi fondamentali.
Non tutto è peggiorato
L’indagine dell’UNICEF contiene però anche alcuni dati positivi.
La malnutrizione cronica, quella che provoca un ritardo nella crescita, è diminuita dal 22,8% nel 2023 al 17,3% nel 2026.
Sono migliorati anche alcuni indicatori relativi all’allattamento.
L’avvio precoce dell’allattamento al seno è passato dal 48% al 68%, mentre l’allattamento esclusivo al seno è aumentato dal 17,5% al 33%.
Sono risultati importanti, perché dimostrano che anche in una situazione estremamente difficile alcuni interventi di prevenzione possono produrre effetti concreti.
Ma il peggioramento della malnutrizione acuta indica che la crisi alimentare continua a rappresentare una minaccia immediata.
L’UNICEF porta le cure anche nelle zone più difficili
Per raggiungere i bambini che non possono facilmente arrivare alle strutture sanitarie, l’UNICEF e i suoi partner stanno collaborando con il Ministero della Salute Pubblica e della Popolazione haitiano.
Sono stati potenziati lo screening e il trattamento dei bambini malnutriti attraverso operatori sanitari comunitari e squadre mobili, che operano anche nelle aree più isolate e insicure.
Queste squadre svolgono un lavoro fondamentale: individuare precocemente i bambini malnutriti significa poter intervenire prima che le loro condizioni diventino critiche.
Ma mancano i finanziamenti
Ed è qui che arriva un altro allarme.
L’UNICEF segnala un deficit di finanziamento superiore al 64% per gli interventi nutrizionali previsti dal suo appello umanitario del 2026.
Significa che una parte molto consistente delle risorse necessarie non è ancora disponibile.
Senza finanziamenti adeguati diventa difficile garantire la disponibilità degli alimenti terapeutici, mantenere i programmi di screening e assicurare l’accesso alle cure.
Gli alimenti terapeutici possono salvare vite
Tra gli strumenti utilizzati contro la malnutrizione acuta ci sono gli alimenti terapeutici pronti all’uso, conosciuti con la sigla RUTF.
Si tratta di alimenti ad alta densità nutritiva destinati soprattutto ai bambini colpiti da malnutrizione acuta grave.
Garantirne la disponibilità nei centri sanitari e nelle zone dove operano le squadre mobili è fondamentale per evitare che bambini già estremamente vulnerabili arrivino a condizioni irreversibili.
Una fotografia di Haiti che non può essere ignorata
I numeri dell’UNICEF raccontano quindi una realtà drammatica.
Un bambino piccolo su tredici colpito dalla malnutrizione acuta significa che intere comunità stanno pagando le conseguenze della crisi.
Non è soltanto un problema sanitario.
È il risultato di una combinazione di povertà, insicurezza, difficoltà nell’accesso al cibo, violenza e debolezza dei servizi essenziali.
E quando queste condizioni si combinano, sono proprio i bambini più piccoli a essere maggiormente esposti.
Haiti non ha bisogno soltanto di cibo: ha bisogno di sicurezza, cure e accesso ai servizi essenziali.
L’UNICEF avverte che la situazione richiede interventi urgenti e maggiori risorse.
La prossima analisi dei dati, che comprenderà anche una valutazione della sicurezza alimentare per la malnutrizione acuta, dovrebbe essere pubblicata nei prossimi mesi e servirà a orientare la risposta umanitaria.
Nel frattempo, per migliaia di bambini haitiani, ogni giorno senza cure e alimentazione adeguata può fare la differenza.
