I piemontesi nel mondo tornano a San Pietro Val Lemina: memoria, identità e nuove generazioni
Tredici delegazioni da quattro continenti hanno partecipato al secondo Incontro Internazionale dei Piemontesi nel Mondo. Al centro della giornata anche i cento anni di Michele Colombino, storico presidente dell’associazione.

Non è soltanto il ricordo di chi è partito. È anche il tentativo di mantenere vivo, attraverso le generazioni, un legame con una terra d’origine che per molti piemontesi emigrati continua a rappresentare una parte importante della propria storia.
È questo il significato del 2° Incontro Internazionale dei Piemontesi nel Mondo, che si è svolto domenica 13 settembre a San Pietro Val Lemina, nel Pinerolese. Alla giornata hanno partecipato tredici delegazioni provenienti da quattro continenti, riunite dall’Associazione Piemontesi nel Mondo insieme al Comune e con il patrocinio del Consiglio regionale del Piemonte.
Una comunità che continua a mantenere i legami
Il Piemonte, come molte altre regioni italiane, ha conosciuto una lunga storia di emigrazione. Argentina, Europa, Nord America e altre aree del mondo sono diventate nel tempo la destinazione di generazioni di piemontesi.
L’incontro di San Pietro Val Lemina ha riportato quelle comunità nel territorio di origine, in una giornata dedicata alla memoria ma anche al futuro. Il presidente del Consiglio regionale Davide Nicco ha sottolineato proprio la necessità di trasmettere alle nuove generazioni la storia dell’emigrazione piemontese e i rapporti costruiti nel corso dei decenni.
La scelta del luogo aveva inoltre un valore simbolico. San Pietro Val Lemina ospita infatti il monumento “Ai Piemontesi nel Mondo”, inaugurato nel 1974, e nel 1982 aveva già accolto un importante raduno internazionale delle comunità piemontesi all’estero.
I cento anni di Michele Colombino
La giornata è stata anche l’occasione per celebrare Michele Colombino, fondatore e storico presidente dell’Associazione Piemontesi nel Mondo, che quest’anno ha compiuto cento anni.
Nato a Pinerolo nel 1926, Colombino ha dedicato gran parte della sua vita ai rapporti con le comunità piemontesi emigrate. Il suo primo viaggio in Argentina risale al 1972 e da allora ha costruito relazioni con associazioni e famiglie piemontesi in diversi Paesi, raccogliendo nel tempo fotografie, documenti, lettere e testimonianze dell’emigrazione.
Nel 2021 la Regione Piemonte gli ha conferito il Sigillo della Regione Piemonte, la massima onorificenza dell’istituzione regionale.
Dall’Argentina all’archivio della memoria
Tra i rapporti costruiti nel corso degli anni occupa un posto particolare quello con l’Argentina. A Buenos Aires la comunità piemontese ha realizzato un monumento dedicato alla fratellanza con il Piemonte, mentre San Pietro Val Lemina è gemellata con Oliva, nella provincia argentina di Córdoba.
Una parte importante dell’attività di Colombino è stata inoltre dedicata alla conservazione della memoria. Il materiale raccolto nel corso dei decenni ha contribuito alla formazione dell’Archivio Museale Storico dell’Associazione Piemontesi nel Mondo, visitato dai partecipanti al termine dell’incontro.
Il futuro passa dalle nuove generazioni
La domanda che riguarda oggi le associazioni degli italiani all’estero è anche come trasmettere questa memoria a chi è nato lontano dalla regione d’origine dei propri genitori o nonni.
È un tema che riguarda il Piemonte ma, più in generale, molte comunità italiane nel mondo: mantenere una relazione con le proprie radici senza trasformarla soltanto in una celebrazione del passato.
A San Pietro Val Lemina questo rapporto è stato rappresentato attraverso le delegazioni provenienti dall’estero, le cerimonie, la musica e soprattutto attraverso il ritorno in un luogo che da decenni rappresenta la memoria dell’emigrazione piemontese.
Il messaggio dell’incontro può essere riassunto in una parola utilizzata dallo stesso Colombino come filo conduttore della sua lunga attività: “Non dimenticare”.
Per le comunità piemontesi nel mondo, ricordare significa infatti non soltanto guardare indietro, ma mantenere aperto un rapporto con il Piemonte anche per chi, oggi, vive a migliaia di chilometri di distanza.
