Legge elettorale, la riforma torna alla Camera: cambia anche il voto degli italiani all’estero
La riforma della legge elettorale torna alla Camera dei deputati per quella che, salvo ulteriori modifiche, dovrebbe essere l’ultima fase dell’iter parlamentare.
Il provvedimento, approvato dalla Camera lo scorso luglio e modificato dal Senato il 15 settembre, è nuovamente all’esame della Commissione Affari costituzionali di Montecitorio. Il testo dovrà essere esaminato in terza lettura prima del passaggio in Aula, previsto dal calendario parlamentare a partire dal 28 settembre.

Un sistema prevalentemente proporzionale
La riforma supera gli attuali collegi uninominali e introduce un sistema a prevalente base proporzionale per Camera e Senato.
Il meccanismo prevede un premio di governabilità: alla lista o coalizione che raggiungerà almeno il 42% dei voti validi in entrambe le Camere saranno attribuiti 70 seggi aggiuntivi alla Camera e 35 al Senato.
Restano inoltre le soglie di sbarramento del 3% per le liste e del 10% per le coalizioni.
Il testo prevede anche che le forze politiche indichino nel proprio programma il candidato alla Presidenza del Consiglio, nel rispetto delle prerogative costituzionali del Presidente della Repubblica.
Niente preferenze nel testo attualmente all’esame
Uno dei punti discussi durante l’iter parlamentare riguarda il sistema delle preferenze.
Nel testo approvato dal Senato e ora tornato alla Camera, il voto è espresso senza preferenze. Il tema potrebbe tuttavia essere nuovamente oggetto di emendamenti durante l’esame a Montecitorio. Il termine per la presentazione delle modifiche è fissato alle 16 di martedì 22 settembre.
La Commissione ha iniziato oggi le audizioni di costituzionalisti ed esperti. Dopo la scadenza per gli emendamenti, l’esame entrerà nella fase delle votazioni, con l’obiettivo di concludere i lavori entro il fine settimana.
Cosa cambia per gli italiani all’estero
Per gli italiani residenti fuori dall’Italia c’è un cambiamento particolarmente significativo.
La riforma interviene infatti sulla circoscrizione Estero, riducendo le ripartizioni territoriali alla Camera da quattro a due e al Senato da quattro a una.
Il provvedimento contiene inoltre modifiche alle disposizioni relative alla sicurezza del voto degli italiani all’estero.
La riduzione delle ripartizioni riguarda quindi direttamente milioni di cittadini italiani iscritti all’AIRE e rappresenta uno degli aspetti della riforma che saranno osservati con maggiore attenzione dalle comunità italiane fuori dai confini nazionali.
Il calendario della riforma
Il percorso parlamentare è ormai entrato nella fase conclusiva.
Dopo le audizioni di questi giorni, martedì 22 settembre alle 16 scadrà il termine per la presentazione degli emendamenti. Mercoledì 23 sarà esaminata la loro ammissibilità, mentre da giovedì inizierà la discussione delle proposte di modifica.
La Commissione dovrebbe concludere l’esame entro domenica 27 settembre, per consentire l’approdo del provvedimento in Aula alla Camera dalla settimana successiva.
Secondo il calendario parlamentare, il voto finale è atteso nei primi giorni di ottobre. La presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha inoltre anticipato l’intenzione del Governo di porre la questione di fiducia sul provvedimento.
La riforma, dunque, entra nella sua fase decisiva. Per gli italiani all’estero, oltre alle nuove regole generali per l’elezione di Camera e Senato, sarà soprattutto importante capire come cambierà concretamente la rappresentanza della circoscrizione Estero alle prossime elezioni politiche.
