Allarme dengue nella Repubblica Dominicana: registrato il primo decesso del 2026
La dengue torna a far paura nella Repubblica Dominicana. Dopo mesi in cui i contagi erano rimasti relativamente contenuti, le autorità sanitarie hanno confermato il primo decesso del 2026 legato alla malattia, mentre i medici segnalano una circolazione più aggressiva del virus in diverse province del Paese.

Secondo gli specialisti, l’aumento delle piogge e delle temperature elevate sta creando le condizioni ideali per la proliferazione dell’Aedes aegypti, la zanzara responsabile della trasmissione del dengue. A preoccupare è soprattutto la presenza di forme più severe della malattia, che possono evolvere rapidamente e richiedere un ricovero ospedaliero.
I medici invitano la popolazione a non sottovalutare i sintomi iniziali. Febbre alta improvvisa, forte mal di testa, dolori muscolari e articolari, nausea, vomito ed eruzioni cutanee possono rappresentare i primi segnali dell’infezione. Nei casi più gravi possono comparire emorragie, forti dolori addominali, difficoltà respiratorie e un rapido peggioramento delle condizioni generali, situazioni che richiedono un intervento medico immediato.

Il Ministero della Salute ha rafforzato la sorveglianza epidemiologica e intensificato le campagne di prevenzione, chiedendo ai cittadini di eliminare tutti i possibili ristagni d’acqua attorno alle abitazioni, dove le zanzare depongono le uova. Secchi, pneumatici usati, grondaie o contenitori lasciati all’aperto possono trasformarsi in pochi giorni in focolai di infestazione.
La Repubblica Dominicana non è l’unico Paese della regione a fare i conti con il dengue. Negli ultimi anni gran parte dell’America Latina e dei Caraibi ha registrato un forte incremento dei casi, favorito dai cambiamenti climatici, dall’urbanizzazione e dalle abbondanti precipitazioni. L’Organizzazione Panamericana della Sanità ha più volte richiamato i governi a mantenere alta l’attenzione per evitare nuove emergenze sanitarie.

Le autorità sanitarie raccomandano inoltre di evitare l’automedicazione, in particolare con farmaci antinfiammatori come l’ibuprofene o l’aspirina, che possono aumentare il rischio di emorragie nei pazienti affetti da dengue. In presenza di febbre persistente o sintomi sospetti è fondamentale rivolgersi tempestivamente a un medico o a una struttura sanitaria.
Con l’inizio della stagione delle piogge, il messaggio degli esperti è chiaro: prevenzione, controllo dei focolai di zanzare e diagnosi precoce rappresentano le armi più efficaci per limitare la diffusione della malattia e ridurre il rischio di nuovi casi gravi.
