Perché il Venezuela è uno dei Paesi più esposti ai terremoti dell’America Latina
Le immagini delle città distrutte, delle famiglie accampate nelle piazze e dei soccorritori impegnati tra le macerie hanno riportato una domanda al centro dell’attenzione internazionale: perché il Venezuela è così vulnerabile ai terremoti?
La risposta è scritta nella geologia del continente.

Il Venezuela si trova infatti lungo il confine tra la placca caraibica e la placca sudamericana, due immense porzioni della crosta terrestre che si muovono continuamente. Il loro lento ma costante sfregamento accumula enormi quantità di energia che, quando vengono improvvisamente liberate, provocano terremoti anche molto violenti.
La faglia più conosciuta è quella di El Pilar, che attraversa il nord-est del Paese, ma non è l’unica. Numerose altre faglie attive interessano la fascia costiera che comprende Caracas, La Guaira, Cumaná e gran parte del litorale caraibico.
È proprio questa posizione geografica a rendere il Venezuela uno dei territori più sismicamente attivi dell’America Latina.
Una storia segnata dai terremoti
Il sisma che ha devastato La Guaira è soltanto l’ultimo di una lunga serie.
Nel 1812 un violentissimo terremoto distrusse gran parte di Caracas provocando decine di migliaia di vittime.
Nel 1900 un’altra forte scossa colpì la costa centrale.
Nel 1967 Caracas fu nuovamente interessata da un terremoto che provocò centinaia di morti e migliaia di feriti.
Più recentemente, il Paese è stato interessato da numerosi eventi sismici di forte intensità, a dimostrazione di un’attività geologica che non si è mai arrestata.
Perché la costa è la più pericolosa
Le aree più esposte coincidono con quelle maggiormente urbanizzate.
Caracas, La Guaira e numerose città costiere sorgono infatti in prossimità delle principali faglie attive.
Inoltre, molti edifici sono stati costruiti prima dell’introduzione di moderne norme antisismiche, mentre anni di crisi economica hanno rallentato gli interventi di manutenzione e consolidamento.
Quando un terremoto di forte intensità colpisce queste aree, le conseguenze possono quindi essere devastanti.
E la Repubblica Dominicana?
Molti lettori di Fatti Nostri si sono chiesti se un rischio simile riguardi anche la Repubblica Dominicana.
La risposta è sì, anche se la situazione geologica è diversa.
Anche la Repubblica Dominicana si trova lungo il confine della placca caraibica ed è attraversata da importanti faglie attive, come quelle di Enriquillo e della Septentrional. Proprio per questo gli esperti ricordano da anni che il Paese deve continuare a investire nella prevenzione e nella sicurezza degli edifici.
Il recente terremoto venezuelano rappresenta quindi un monito per tutta l’area caraibica.
La lezione della natura
I terremoti non possono essere previsti.
Possono però essere affrontati con costruzioni sicure, piani di emergenza efficienti, una popolazione informata e soccorsi ben organizzati.
Il dramma che sta vivendo oggi il Venezuela ricorda a tutti i Paesi dei Caraibi che convivere con il rischio sismico significa prepararsi prima che la terra torni a tremare.
