Repubblica Dominicana, la vera emergenza sono gli stipendi: come si può vivere con una “canasta familiar” da 50 mila pesos?
Il costo medio del paniere familiare ha raggiunto quasi 50.000 pesos al mese, mentre oltre il 55% dei lavoratori formali guadagna meno di 30.000. Prima di chiedere ai cittadini di pagare di più per l’elettricità, bisognerebbe domandarsi con quali redditi possano sostenere il costo della vita.

C’è una domanda che dovrebbe accompagnare ogni discussione sull’economia della Repubblica Dominicana: quanto guadagna realmente una famiglia e quanto le costa vivere?
Perché possiamo discutere di tariffe elettriche, carburanti, trasporti, assicurazioni sanitarie e prezzi dei generi alimentari, ma alla fine tutto converge su un unico problema: il rapporto tra il costo della vita e il livello dei salari.
E i numeri disponibili raccontano una realtà che merita molta più attenzione.
Secondo gli ultimi dati del Banco Central, riferiti a settembre 2026, il costo medio della canasta familiar dominicana ha raggiunto 49.966 pesos al mese. Non a settimana, come potrebbe sembrare a prima vista, ma ogni mese.
Nella regione Nord, il Cibao, il costo medio è di 47.852 pesos, mentre nella regione Ozama, che comprende Santo Domingo e la provincia circostante, arriva a 57.384 pesos.
Sono cifre che dovrebbero far riflettere, soprattutto se confrontate con gli stipendi effettivamente percepiti dalla maggioranza dei lavoratori.
Più della metà dei lavoratori formali guadagna meno di 30 mila pesos
I dati della Tesorería de la Seguridad Social relativi ad agosto 2026, ripresi da un’analisi pubblicata da El Dinero, mostrano una situazione particolarmente significativa.
Su circa 2,57 milioni di lavoratori registrati nel sistema contributivo:
- Il 7,7% guadagna meno di 15.000 pesos al mese.
- Il 47,5% percepisce tra 15.000 e 30.000 pesos.
- Il 22,6% guadagna tra 30.000 e 50.000 pesos.
- Soltanto il 22,2% supera i 50.000 pesos mensili.
Il dato più impressionante è che il 55,2% dei lavoratori formali guadagna meno di 30.000 pesos al mese.
Il salario medio cotizzabile complessivo si aggira intorno ai 40.139 pesos, ma questa media comprende anche i lavoratori con redditi più elevati e non rappresenta necessariamente la situazione della maggioranza.
C’è poi un altro elemento da considerare: queste statistiche riguardano il lavoro formale. Non comprendono nella stessa maniera tutti coloro che lavorano nell’economia informale, dove i redditi possono essere ancora più instabili.
La “canasta familiar” supera lo stipendio di milioni di lavoratori
Mettiamo insieme i due dati.
Da una parte abbiamo una canasta familiar nazionale che sfiora i 50.000 pesos mensili. Dall’altra, oltre la metà dei lavoratori formalmente registrati guadagna meno di 30.000 pesos.
Anche il salario minimo delle grandi imprese, fissato a 29.988 pesos mensili, rimane molto lontano dal costo medio nazionale del paniere familiare.
Naturalmente, bisogna distinguere: la canasta familiar è un indicatore statistico del costo di beni e servizi per un nucleo familiare, mentre il salario minimo è la retribuzione di un singolo lavoratore. Non significa che ogni famiglia debba necessariamente vivere con un solo stipendio. Ma proprio qui nasce il problema: quante famiglie possono contare su due redditi regolari e sufficienti?
E cosa succede quando in casa lavora una sola persona, oppure quando ci sono figli, anziani o familiari a carico?
Il problema diventa ancora più evidente nelle piccole e microimprese, dove i salari minimi sono sensibilmente inferiori a quelli delle grandi aziende.
Il confronto con l’Europa: il prezzo dell’elettricità non è tutto
È proprio da questa situazione che nasce una riflessione sul sistema elettrico dominicano.
Si discute continuamente del costo del chilowattora, dei sussidi pubblici e delle perdite delle imprese distributrici. Si parla della necessità di aumentare le tariffe per avvicinarle ai costi reali del servizio.
Ma c’è una questione che sembra essere lasciata in secondo piano: il potere d’acquisto dei cittadini.
In diversi Paesi europei l’elettricità costa sensibilmente più che nella Repubblica Dominicana. Eppure, in molte di quelle economie, gli stipendi sono anche molto più elevati.
Questo non significa che gli europei non si lamentino delle bollette o che il costo dell’energia non rappresenti un problema anche per loro. Significa però che il prezzo di un servizio non può essere valutato isolatamente, senza considerare il reddito di chi deve pagarlo.
Un chilowattora può costare il doppio, ma se lo stipendio è tre o quattro volte superiore, il peso della bolletta sul bilancio familiare può essere molto diverso.
È questa la distinzione che dovrebbe entrare nel dibattito dominicano.
Prima di aumentare le tariffe bisogna aumentare il potere d’acquisto
Nessuno sostiene che il sistema elettrico debba continuare a essere finanziato all’infinito con denaro pubblico. Le perdite delle distributrici, gli sprechi, i collegamenti illegali e le inefficienze devono essere affrontati con decisione.
Ma sarebbe sbagliato pensare che la soluzione possa consistere semplicemente nell’aumentare il prezzo dell’elettricità e trasferire il costo sui consumatori.
Se una famiglia già fatica a pagare alimentazione, affitto, trasporti, scuola e assistenza sanitaria, ogni ulteriore aumento diventa un problema concreto.
La modernizzazione del sistema energetico deve quindi procedere insieme a una politica economica capace di migliorare i salari, aumentare la produttività, creare occupazione qualificata e rafforzare il potere d’acquisto.
Non basta che il Paese cresca nelle statistiche macroeconomiche. Bisogna che questa crescita arrivi anche nelle tasche delle persone.
La domanda che nessuno dovrebbe evitare
La Repubblica Dominicana è un Paese che negli ultimi anni ha registrato importanti risultati economici, attirato investimenti e sviluppato settori come il turismo, le costruzioni, le telecomunicazioni e i servizi.
Ma la crescita economica deve essere misurata anche attraverso la vita quotidiana dei cittadini.
Se il costo medio della canasta familiar è vicino a 50.000 pesos e oltre la metà dei lavoratori formali guadagna meno di 30.000, c’è evidentemente una distanza tra l’economia che cresce e quella che le famiglie sperimentano ogni giorno.
E allora la domanda è inevitabile: come può una famiglia dominicana sostenere il costo della vita con stipendi che, in molti casi, non arrivano neppure a coprire il costo medio delle necessità familiari?
Prima di chiedere ai cittadini di pagare bollette più alte, bisogna chiedersi se guadagnano abbastanza per poterlo fare.
Perché il problema non è soltanto quanto costa la luce.
Il problema è quanto poco, rispetto al costo della vita, guadagna chi deve accenderla.
