Arrestato un italiano prigioniero dell’esercito ucraino: era ricercato per abusi su una bimba
“Buonasera, sono Giovanni e sono italiano”: con queste parole si era presentato sui social come l’italiano prigioniero di guerra in Ucraina. Del suo caso si era parlato un anno fa, quando era stato catturato dalle forze ucraine, tra il 7 e l’8 gennaio 2025, nella regione di Lugansk. I suoi video-appelli avevano fatto il giro dei social e sono invece serviti per identificarlo.
LA CONDANNA NEL 2022 PER ABUSI SU UNA BIMBA DI 7 ANNI
Così ieri sera, mercoledì 25 marzo, all’aeroporto di Fiumicino, al suo arrivo dall’Ucraina, è stato arrestato Gianni Cenni, 52enne pizzaiolo di origini napoletane, responsabile di violenza sessuale aggravata e irreperibile dal dicembre 2022. Era stato condannato 4 anni fa per abusi su una bambina di 7 anni, nipote di una sua ex compagna, ma aveva fatto perdere le sue tracce.
IN FINLANDIA, POI A FORMENTERA E INFINE IN RUSSIA: LA FUGA ALL’ESTERO
Nel corso delle attività investigative è stato documentato che l’uomo ha trovato dapprima rifugio in Finlandia e successivamente in Spagna, dove aveva rilevato una pizzeria all’insegna “Via Napoli” a Formentera del Segura. A gennaio 2025, le indagini hanno consentito di localizzare Cenni in Ucraina. Il pizzaiolo è stato riconosciuto in un video diffuso dall’esercito ucraino in cui dice: “Buonasera, sono Giovanni, sono italiano”.
LA CATTURA IN DONBASS
I carabinieri del Nucleo Investigativo di Napoli hanno attivato quindi il Servizio di cooperazione internazionale di Polizia che ha appurato che l’uomo, sposatosi con una cittadina russa, nel gennaio del 2025 è stato catturato dall’esercito ucraino in Donbass, poiché si era arruolato con le forze di occupazione russe ed era stato fatto prigioniero dall’esercito ucraino. Cenni è poi stato ricoverato in un ospedale di Kharkiv (Ucraina) dal quale è stato trasferito in una struttura di reclusione per prigionieri di guerra prima di giungere in Italia. Prima di diventare un combattente, lavorava in Russia, nella città di Samara, sempre come pizzaiolo, presso il ristorante italiano “Anima”.
L’ordine di esecuzione per la carcerazione, emesso dalla Procura della Repubblica di Napoli, è stato eseguito nell’ambito di attività d’indagine svolta dai carabinieri del Nucleo Investigativo di Napoli, con l’ausilio del Servizio di Cooperazione Internazionale di Polizia e, in fase esecutiva, coadiuvati dall’Ufficio di Polizia di Frontiera area di Roma-Fiumicino.
(video credit: orizzoneoccidente/tik tok)
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