Il CGIE presenta una mozione per le elezioni Comites
In previsione delle prossime scadenze per il rinnovo della rappresentanza di base, Comitati degli Italiani all’Estero, e intermedia, Consiglio Generale degli Italiani all’Estero, delle rappresentanze degli italiani all’estero il CGIE sottopone alle valutazioni delle Commissioni Affari Esteri di Camera e Senato la seguente mozione:
Premesso che
nell’ordinamento nazionale la rappresentanza degli italiani all’estero, costituita dai Comitati degli Italiani all’Estero (Com.It.Es.) e dal Consiglio Generale degli Italiani all’Estero (CGIE), è giunta a compimento nel 2000 con la modifica costituzionale degli articoli 48, 56 e 57, che istituiscono la circoscrizione Estero. Tale sistema antesignano di rappresentanza è stato adottato da altri Paesi del mondo, prima fra tutti la Francia.
Considerato che
i profondi mutamenti intervenuti nella composizione delle Comunità italiane all’estero, che contano oramai oltre 6 milioni di cittadini iscritti nei registri consolari, rappresentativi di un abbondante 10% della popolazione nazionale italiana e decine di milioni di italo discendenti, nonché l’intervenuta riduzione del numero dei Parlamentari eletti nella circoscrizione estero, richiedono una riforma complessiva della rappresentanza a partire dai Com.It.Es., il cui rinnovo è stato rinviato con il Decreto legge 30 dicembre 2019, n. 162.
Rilevato che
la situazione pandemica in molti paesi extraeuropei in cui numerosa è la presenza di cittadini italiani non permette lo svolgimento e la partecipazione dell’intero corpo elettorale e, quindi, il pieno esercizio del diritto di voto resta lo strumento partecipativo essenziale per tenere le Comunità legate agli interessi dell’Italia, per cui è necessario un corretto svolgimento delle consultazioni, preceduto inderogabilmente da interventi immediati, anche legislativi.
Visto che
in preparazione alle nuove elezioni, annunciate di recente per il 3 dicembre 2021, è parere del CGIE affermare e garantire il diritto al voto dell’intero elettorato attivo e passivo, senza restrizioni, per eleggere una reale rappresentanza primaria delle nostre Comunità all’estero.
Impegna Governo e Parlamento
a intraprendere con urgenza, al fine di garantire che la prossima scadenza per le elezioni dei Com.It.Es. possa tenersi al meglio, tutte le dovute iniziative per assicurare il corretto svolgimento delle elezioni, valutando – tenuto conto della situazione pandemica e dei problemi da essa provocati e della conseguente impossibilità di tenere un regolare processo elettorale – la possibilità di procrastinare la data delle elezioni, da tenersi comunque nel primo semestre dell’anno 2022;
ad adoperarsi affinché nel frattempo si addivenga a incardinare e approvare le riforme delle leggi istitutive di Com.It.Es. e CGIE, per le quali il CGIE ha elaborato, approvato e attualizzato proposte di modifica, che rispondono anche ai cambiamenti per i quali si chiede l’istituzione in nuovi Paesi di emigrazione di ulteriori 12 Com.It.Es, e l’incremento del numero dei Consiglieri del CGIE;
a creare le condizioni per il lancio immediato di una massiccia campagna di comunicazione, gestita nel pieno rispetto delle leggi vigenti, anche sulla privacy, e delle norme della contabilità dello Stato, per informare tutti gli aventi diritto dei compiti dei Comitati e sollecitarne la partecipazione;
a prevedere un investimento finanziario congruo al reale numero delle elettrici e degli elettori aventi diritto di voto da espletare per corrispondenza e in alcune circoscrizioni consolari in maniera aggiuntiva e sperimentale per via telematica;
a istituire nell’immediato un costante dialogo fra gli Uffici preposti del MAECI e il CGIE per elaborare insieme i piani d’informazione – generalista e istituzionale – nel rispetto delle diversità delle condizioni delle comunità all’estero;
a semplificare le procedure per la presentazione delle liste dei candidati alle elezioni dei Com.It.Es., riducendo della metà di quelle previste il numero delle firme a corredo delle stesse, attivando anche la presenza dei Consoli onorari e l’utilizzo dei programmi interattivi dei portali della rete diplomatico-consolare per l’autenticazione delle firme;
a prevedere l’adeguamento del personale della rete diplomatico-consolare al numero di assegnazioni sufficienti per seguire e gestire l’intera fase elettorale facendo leva temporaneamente anche sul personale assunto in loco;
ad aggiornare anche la legge istitutiva del CGIE con particolare riferimento alla sua facoltà di proposta normativa in analogia o assimilabile a quella dei Consigli regionali italiani.
Con la richiesta del posticipo delle elezioni il Consiglio Generale degli Italiani all’Estero chiede la revisione della modalità di voto, ovvero l’opzione inversa introdotta nel 2015, che ha attestato la partecipazione del solo 4,5 % del corpo elettorale, contro il 31,4% degli aventi diritto registrato nella tornata precedente del 2004 tenutasi con il suffragio universale.

19 Giugno 2021 @ 21:38
Il voto per corrispondenza e’ un voto criticato da tutti anche per le poltiche e i referendum questi dirigenti del cgie per aumentare i votanti vorrebbero usare questo sistema che tra l’altro costa milioni e non garantisce la partecipazione perche’ molti indirizzi sono sbagliati ..
Invece il voto con registrazione e’ il piu’ corrretto .. chi vuo votare si registra fornendo i dati precisi del loro domicilio.
Speriamo che queste elezioni ci siano e finalmente si mandi a casa questa gente che rapprentano solo se stessi