Repubblica Dominicana. SOS salute
Il problema è molto grave e fioccano le lamentele degli assicurati.
È noto che nella Repubblica Dominicana il servizio sanitario pubblico è molto carente. Non è raro infatti che i nosocomi dello Stato presentino gravissime deficienze in fatto di prestazioni di servizi e di carenza di materiali. In questa situazione chi può, o personalmente o attraverso il proprio datore di lavoro, si assicura privatamente con una delle tante ARS (Assicurazione Rischio Salute) che pullulano nel territorio. Le cliniche convenzionate sono buone, e prestano servizi efficienti.
Da qualche tempo però l’associazione dei medici dominicani ha sospeso tutte le convenzioni con le principali ARS. Risultato: gli assicurati, quando hanno bisogno di farsi curare ed entrare in clinica, devono pagare anticipatamente di tasca propria le spese e poi farsi rimborsare dall’assicurazione.
È facile comprendere come la misura abbia suscitato le vibranti proteste di chi paga regolarmente un “seguro” e che, in caso di necessità, non dispone del denaro sufficiente per corrispondere con anticipo il costo del proprio ricovero.
Dalle proteste si sarebbe arrivati anche alle minacce. Infatti il presidente dell’ordine medico dominicano, Senen Caba, viaggerebbe con una scorta dopo aver ricevuto, dice lui, parecchie minacce di morte.
Facciamo nostro, in questa sede, il commento del giornalista italiano Armando Tavano che nel suo blog Comitaliasantodomingo, scrive: “Niente paura dr. Caba! Il suo rischio di finire dentro una “camicia di legno” secondo le minacce da Lei ricevute, è molto inferiore a quello di chi si reca in un Pronto Soccorso con delle gravi lesioni ma senza sufficiente liquidità in tasca!”.
