Una polizza contro gli uragani per salvare le barriere coralline dei Caraibi
Può sembrare una di quelle notizie che appartengono a un futuro ancora lontano.
Invece è già realtà.
Per la prima volta è stata lanciata una polizza assicurativa parametrica dedicata alle barriere coralline, con l’obiettivo di fornire rapidamente le risorse necessarie per intervenire dopo il passaggio di un uragano.

E tra i territori interessati c’è anche la Repubblica Dominicana.
Il progetto pilota, sviluppato da Willis in collaborazione con il Caribbean Biodiversity Fund, proteggerà circa 1.800 chilometri quadrati di barriere coralline distribuite lungo le coste di Repubblica Dominicana, Giamaica, Saint Lucia e Saint Vincent e Grenadine.
Ma come si può assicurare una barriera corallina?
È questa la parte più curiosa della storia.
Non si tratta di assicurare un bene materiale come una casa, un’automobile o un’attività commerciale.
La polizza è costruita per finanziare gli interventi di emergenza e di ripristino dell’ecosistema corallino quando un uragano raggiunge determinate caratteristiche e interessa l’area assicurata.
Il sistema è chiamato “Dynamic Cat-in-Circle”.
La caratteristica innovativa consiste nel fatto che l’area interessata dalla copertura può adattarsi alla traiettoria dell’uragano, riducendo il problema dei cosiddetti near miss: situazioni nelle quali un ciclone passa molto vicino all’area assicurata, provocando comunque danni, ma senza entrare nel perimetro fisso previsto da una polizza tradizionale.

Perché proprio le barriere coralline?
Perché il corallo non è soltanto qualcosa di bello da osservare durante un’immersione.
È una difesa naturale delle coste.
Le barriere contribuiscono a ridurre l’energia delle onde e quindi a proteggere le comunità costiere dall’erosione e dall’impatto delle tempeste.
E nei Caraibi questa funzione assume un’importanza enorme.
La barriera corallina sostiene inoltre attività economiche fondamentali come pesca e turismo.
Quando un uragano danneggia un reef, quindi, non viene distrutto soltanto un ambiente naturale.
Viene indebolita anche una parte della protezione naturale della costa e può essere colpita un’economia che dipende dal mare.
La Repubblica Dominicana è direttamente coinvolta
Per noi che viviamo nella Repubblica Dominicana la notizia ha un interesse particolare.
Le coste dominicane sono una delle grandi risorse naturali e turistiche del Paese.
Il mare, le spiagge e gli ecosistemi marini rappresentano una componente fondamentale dell’economia turistica.
Ma i Caraibi sono anche una delle regioni del mondo maggiormente esposte agli uragani.
E quando un ciclone particolarmente forte attraversa una zona costiera, i danni possono essere enormi.
La nuova assicurazione introduce quindi un concetto interessante:
non aspettare che il danno sia diventato irreversibile per cominciare a cercare i soldi necessari per ripararlo.
I soldi arrivano quando servono
È proprio questa la forza delle assicurazioni parametriche.
In una polizza tradizionale bisogna normalmente valutare i danni prima di procedere al risarcimento.
In questo caso, invece, il pagamento viene attivato quando vengono raggiunti determinati parametri meteorologici prestabiliti.
Se un uragano raggiunge le condizioni previste dalla polizza, le risorse possono essere messe rapidamente a disposizione.
Questo è particolarmente importante per un ecosistema fragile.
Dopo una tempesta, infatti, il tempo può essere determinante.
Un intervento rapido può contribuire a salvare coralli danneggiati, ripristinare strutture e impedire che un danno iniziale si trasformi in una perdita molto più grande.
Non è soltanto una questione ambientale
C’è anche una questione economica.
Una barriera corallina in buona salute significa turismo, pesca, biodiversità e protezione della costa.
Il turista che arriva nei Caraibi non cerca soltanto una spiaggia.
Cerca il mare trasparente, i pesci tropicali, le immersioni, lo snorkeling e tutto quell’ecosistema che rende queste isole così diverse da molte altre destinazioni.
Se la barriera si deteriora, a lungo termine può deteriorarsi anche l’attrattiva turistica del territorio.
Proteggere il reef significa quindi proteggere anche una parte dell’economia caraibica.
Una nuova frontiera delle assicurazioni
La novità più interessante è forse proprio questa.
Per decenni abbiamo considerato l’assicurazione come uno strumento destinato a proteggere persone, aziende e beni.
Ora si comincia a pensare che possa essere utilizzata anche per proteggere i servizi che la natura offre gratuitamente.
Una barriera corallina non ha un proprietario nel senso tradizionale del termine.
Ma ha un valore enorme per milioni di persone.
Proteggerla significa quindi investire nella sicurezza e nell’economia delle comunità che vivono lungo le coste.
Il cambiamento climatico rende tutto più urgente
Il progetto arriva inoltre in un momento nel quale gli ecosistemi corallini sono sottoposti a pressioni sempre maggiori.
L’aumento delle temperature marine, lo sbiancamento dei coralli, l’inquinamento e gli eventi meteorologici estremi stanno mettendo a dura prova queste strutture naturali.
Gli uragani rappresentano una delle minacce più immediate.
Una barriera già indebolita dalle alte temperature può avere infatti maggiore difficoltà a recuperare dopo il passaggio di una tempesta.
Ecco perché prevenzione, protezione e intervento rapido diventano sempre più importanti.
Una buona notizia per i Caraibi
La nuova polizza non risolverà certamente tutti i problemi delle barriere coralline.
Non fermerà il cambiamento climatico.
Non impedirà agli uragani di arrivare.
Ma introduce qualcosa di nuovo: un meccanismo finanziario specificamente pensato per aiutare la natura a riprendersi dopo una catastrofe.
E il fatto che tra le prime aree interessate ci siano proprio le coste della Repubblica Dominicana rende questa esperienza particolarmente importante per noi.
Perché nei Caraibi la barriera corallina non è soltanto un patrimonio naturale.
È parte del paesaggio, dell’economia e della vita quotidiana.
E adesso, per la prima volta, c’è anche una polizza che prova ad assicurare il suo futuro.
