Congo. Omicidio Attanasio: la Procura chiede la pena di morte
La Procura della Repubblica Democratica del Congo (RDC) ha chiesto la pena di morte per i sei sospettati dell’omicidio dell’ambasciatore italiano in quel Paese Luca Attanasio, morto nel febbraio 2021 in un attacco da parte di uomini armati, hanno riferito oggi i media locali.
Gli uomini armati hanno ucciso anche un autista congolese del Programma Alimentare Mondiale delle Nazioni Unite (WFP), Mustapha Milambo, e una guardia del corpo italiana dell’ambasciatore, Vittorio Iacovacci.
“Le vittime sono state rapite e portate in profondità in una foresta prima di essere giustiziate”, ha detto il procuratore militare Bamusamba Kabamba, che ha accusato i sospetti di omicidio, appartenenza a un gruppo criminale e possesso illegale di armi da guerra e munizioni.
Kabamba ha sollevato queste accuse mercoledì durante un’udienza presso il tribunale militare di Kinshasa-Gombe, situato nella prigione militare di Ndolo.
Da parte sua, l’avvocato dei presunti aggressori, Joseph Amzati, ha difeso l’innocenza degli imputati in un caso per il quale non è stata ancora resa nota la data di condanna.
Cinque degli imputati sono in stato di fermo, mentre il sesto è ancora ricercato.
L’attentato è avvenuto il 22 febbraio nei pressi della città di Goma, capoluogo della provincia del Nord Kivu (nord-est), quando sospetti ribelli delle Forze Democratiche per la Liberazione del Rwanda (FDLR), gruppo insorto di origine ruandese che opera nell’area, hanno intercettato un convoglio delle Nazioni Unite, secondo il governo congolese.
Tuttavia, il gruppo ribelle ha negato di essere dietro l’attacco.
Dopo l’omicidio, sui fatti sono state aperte diverse inchieste, sia da parte dell’Onu, della Procura di Roma e delle autorità congolesi.
swissinfo
