Nasce Progetto Pàtron – Infermiere dedicato
Nasce Progetto Pàtron – Infermiere dedicato
Viviana Dragani, conduttrice del programma radiofonico Itali-Echo in onda su WNTN Radio Boston, ha intervistato Giorgio Padovan, founder del progetto Pàtron.
In cosa consiste il “Progetto Pàtron – Infermiere dedicato”?
In Italia, e in tutta Europa si assiste, fortunatamente, a un progressivo allungamento della vita e un correlato incremento dell’età media, complice anche la diminuzione delle nascite.
Questa maggiore longevità porta con sé anche un aumento delle patologie croniche come la pressione alta, l’asma o problemi polmonari, situazioni che portano a una riduzione dell’autonomia delle persone.
In questo scenario i servizi e l’assistenza alla persona dovrebbero aumentare, invece assistiamo quotidianamente a una diminuzione degli stanziamenti pubblici e quindi a un conseguente minor numero di risposte e garanzie che l’utente trova, con medici di base sempre ultra impegnati e pronto soccorso congestionati.
Ed è per questo che abbiamo attivato il “Progetto Pàtron – Infermiere dedicato”, un servizio che vuole essere un punto di riferimento, sempre attivo per i suoi iscritti, in cui possono trovare risposte a problemi di salute in atto e, soprattutto, diagnosticare problemi prima che si manifestino o che diventino gravi.
- A microfoni spenti usavi appunto il termine “prendersi carico dell’utenza”…
Proprio così, gli infermieri del “Progetto Pàtron” si prendono carico dei propri assistiti in un’ottica preventiva prima che curativa. Preventiva perché il vero focus per noi è andare a trovare a domicilio le persone per controllare in modo assolutamente professionale la salute e intercettare i segnali di allarme.
- E quali possono essere questi segnali di allarme?
Ci sono diverse valutazioni che l’infermiere mette in atto quando è a contatto con l’utenza: la valutazione degli edemi, cioè delle gambe gonfie, la presenza di arrossamenti della pelle o comparsa di una respirazione problematica…
Questi sono solo tre esempi ma potrei elencarne innumerevoli citando più o meno tutti i testi di infermieristica.
- … di infermieristica appunto, in quanto sei e siete tutti infermieri nel progetto, corretto?
Beh si, gli operativi sì, poi ci sono gli amministrativi ma l’utente di norma sarà sempre affidato ad un infermiere a lui dedicato che noi chiamiamo Pàtron.
- Un servizio coraggioso e lungimirante, che non solo dà risposte concrete ai bisogni delle persone che vogliono e possono avere qualcosa di diverso dalle cure standard del sistema sanitario pubblico ma dà anche una nuova luce alla professione infermieristica italiana, dico bene?
Sì certo, dici benissimo, l’infermiere è un professionista autonomo e indipendente, non solo un mero tecnico esecutore.
Siamo a quasi 30 anni dall’abrogazione del mansionario infermieristico. Non dovrebbe più esistere la sudditanza dell’infermiere verso il medico e invece credo che il 99% delle persone pensi che l’infermiere sia il braccio operativo del medico.
Nel Progetto Pàtron – Infermiere dedicato si sviluppa proprio questa autonomia infermieristica…
- Abbiamo capito quindi che il progetto è rivolto alle persone della cosiddetta terza età, cosa fate dunque per loro… spieghiamolo meglio.
Il progetto è composto principalmente da 3 servizi:
- Una pronta risposta telefonica, cioè tutti i giorni, in orario diurno gli aderenti possono
contattarci, se vi è la necessità si potrà parlare con il proprio Pàtron ed eventualmente fissare un controllo a domicilio. Quindi non si deve impazzire a ricordare orari o giorni, noi ci siamo sempre! - Con cadenza regolare e programmata un professionista del “Progetto Pàtron – Infermiere dedicato” esegue dei controlli a domicilio, così da capire lo stato di salute delle persone a lui affidate. Monitoriamo sempre la situazione, non aspettiamo che le problematiche diventino insormontabili ma agiamo prevedendo.
- In caso di necessità, sia durante un controllo periodico o in sede di attività aggiuntiva (richiesta telefonicamente) l’infermiere può avvalersi di un consulto medico a distanza. Così il paziente è davvero sicuro di avere la migliore assistenza possibile.
