Il giornalista Emilio Buttaro: “Spalletti è l’uomo giusto per ripartire”
Sul nuovo corso della Nazionale di calcio abbiamo sentito il parere del collega Emilio Buttaro, spesso al seguito degli azzurri a Coverciano e da tempo impegnato per gli italiani all’estero sia in veste di giornalista che di presentatore.
“Luciano Spalletti avrà il compito di risollevare il calcio italiano – ci ha spiegato Emilio – reduce da un periodo un po’ contraddittorio. Il nostro nuovo commissario tecnico è l’allenatore del momento, uno dei più apprezzati anche a livello internazionale e si presenta fresco di scudetto sul petto. L’allenatore toscano ha appena vinto, anzi stravinto lo scudetto numero tre nella storia del Napoli, il primo senza Maradona. Credo che la sua nomina rappresenti un po’ un riconoscimento alla carriera ma anche all’entusiasmo e alle capacità di un professionista molto attento anche sul piano mediatico. Certo Spalletti – ha proseguito il collega Buttaro – è più un allenatore da tutti i giorni e stare al timone della Nazionale ovviamente non è la stessa cosa che guidare una squadra di club. Un conto è collaudare i meccanismi di un gruppo quotidianamente, un conto è rivedersi dopo alcuni mesi. Dovrebbe però dare continuità al 4-3-3 di Mancini sperando che nel passaggio dall’azzurro del Napoli a quello della Nazionale possa portare tanto di quel gioco vincente visto sotto al Vesuvio. Certo, gli interpreti sono diversi e l’Italia non ha a disposizione un Osimhen incontenibile ma Spalletti sa come valorizzare i giovani e dovrà confermarsi un super allenatore da subito perché gli impegni per la qualificazione agli Europei sono tra pochissimi giorni e le prossime due partite risultano già decisive.
Infine – ha concluso Emilio Buttaro – avrei visto molto bene anche Antonio Conte, tecnico vincente per natura con alle spalle un’esperienza azzurra e soprattutto capace di trarre il massimo dal capitale umano a disposizione. Sono fiducioso per il nuovo corso della Nazionale che con Spalletti ripartirà proprio dalla Macedonia del Nord, la squadra che non ci permise di giocare l’ultimo Mondiale in Qatar”.
