Collovati: “Quando Anfield Road applaudì il mio Genoa” (VIDEO)
Il Campione del Mondo ha ricordato il suo Genoa e il compagno Gianluca Signorini.
Per Fulvio Collovati, lo Stopper che contribuì a portare la nazionale del 1982 sul tetto del Mondo, gli anni sembrano non passare.
L’eleganza e la disponibilità con le quali accetta di sedersi a chiacchierare con me sono le stesse di quando a intervistarlo erano le grandi firme del giornalismo degli anni ‘80 e ‘90.
Neanche il tempo di accoglierlo, presentandolo con gli onori dovuti ad un fuoriclasse come lui, che subito arriva la prima bacchettata; “non sono un fuoriclasse” dice con un’umiltà per niente costruita.
Gli ricordo che al termine del ‘Mundial’ vinto nel 1982 venne inserito nella formazione ideale del torneo ma anche questo non lo scompone.
Cambio rotta e gli chiedo di ricordarci il suo Genoa, “il Vecchio Balordo” (come lo chiamava il grande Gianni Brera) che nel 1992 arrivò a un passo dalla finale UEFA.
“Nel 1990-91 noi arrivammo quarti e la Sampdoria vinse il campionato (da genoano dico ‘purtroppo!); ci fu una gran festa a Genova per una doppia impresa che non credo succederà di nuovo.
Oggi con un quarto posto vai in Champions, noi andammo in UEFA e sfiorammo la finale; il mio Genoa fu la prima società italiana a espugnare Anfield, la “tana” di un Liverpool che due stagioni prima vinse il campionato e che al termine di quell’annata alzò la Coppa d’Inghilterra grazie a giocatori come McManhaman; il ricordo più bello di quella sera? Ovviamente la vittoria ma fu emozionante anche lasciare il campo tra gli applausi di tutti i 40.000 presenti allo stadio.
Per una società che ha sì vinto 9 scudetti ma in un’epoca nella quale né io né tanti altri eravamo nati, quel traguardo è stato un enorme risultato”.
Gli occhi di Collovati, che già brillavano nel ricordare il suo “Grifone”, si inumidiscono quando gli chiedo di ricordare Gianluca Signorini, il Capitano di quella squadra scomparso, a causa della SLA, nel 2002 a soli 42 anni.
“Quando vedo una sua immagine mi si apre il cuore; era il mio compagno di stanza, ho dormito con lui per anni ed eravamo grandi amici (così come erano amiche le nostre mogli); Signorini è stato un ragazzo sfortunato ed un calciatore sottovalutato; Sacchi lo voleva al Milan che però aveva Baresi.
Riuscì comunque a costruirsi una grande carriera ed io ancora oggi lo ricordo con commozione ed affetto”.
Gli occhi tornano sereni quando gli chiedo un’opinione su questo Genoa ed un parere su Dragusin.
“Il Genoa mi piace anche se, per inesperienza, ha buttato troppi punti nei minuti finali; anche Dragusin mi piace e non capisco perché la Juve lo abbia lasciato andar via”.
L’ultima battuta prima dei saluti è ovviamente sua; mi chiede come sta andando il Monza, la squadra di una delle tante città nella quale ha vissuto. “Il Monza?” dico io, “è come il Genoa. Butta troppi punti!”.
