Dante Alighieri, personaggio straordinario
Dante è il personaggio storico che più mi ha interessato per la straordinarietà del suo essere letterato, politico, uomo di incommensurabile cultura.Su Dante sono stati pubblicati innumerevoli saggi per lo più inadeguati a cogliere la straordinarietà di un personaggio che viene indicato uno fra i tre più importanti per la cultura dell’occidente insieme a Omero e Shakespeare.
A riguardo vorrei soffermarmi sull’aspetto di iniziato, di uomo di cultura dotato di una sapienza esclusiva come quando descrive dettagliatamente un fenomeno astronomico che si renderà visibile solo dopo 400 anni! Mistero…
Proviamo a costruire un percorso… I presidenti americani giurano sulla bibbia, specificamente aperta non a caso ma su un capitolo della Genesi dove Giacobbe chiama al suo cospetto i dodici figli ai quali assegnerà a ciascuno un ruolo, a Giuda sarà assegnato il ruolo di guida di Israele. Nel capitolo citato si parla di vite (verde), di sangue, vino (rosso), di candidi denti (bianco), Giuda sarà il capostipite della stirpe di Davide, a questi sarà lo scettro del comando fintantoché arriverà il Messia (qui siamo nell’ebraismo).
A questa stirpe molto si è adoperato l’evangelista Matteo a far risalire Gesù che a scanso di equivoci nacque e morì ebreo, non cattolico come stigmatizzò giustamente “Frankie” attirando su di sé un sacco di critiche.
L’acronimo INRI sulla croce quindi può tranquillamente essere letto come Rex Iudarum (re dei giudei). Veniamo a Dante, cattolico, credente (immagino), ammiratore di Tommaso d’Aquino suo contemporaneo, filosofo sommo della corrente scolastica ancor oggi pilastro della dottrina cristiana cattolica, nutriva molte riserve sulla gestione temporale della Chiesa, riservò attenzione alla cultura orientale ancorché musulmana, il suo fraterno amico Cavalcanti era notoriamente Averroista (Averroè, filosofo musulmano trasmise il pensiero aristotelico ai musulmani), orientamento a quei tempi molto pericoloso.
Dante era affiliato ai “Fedeli in amore” una setta da cui trasse origine o quantomeno si ispirarono i Rosacroce il cui simbolo riporta la croce (da non confondere con quella cristiana, la croce è un antico simbolo precristiano esoterico usato nell’antico Egitto) e la rosa che rappresenta la sapienza orientale quindi la setta dei Rosacroce contempera le due massime culture del mondo antico.
Vorrei aggiungere che i Rosacroce vengono erroneamente, credo, associati ai Giordaniti (Giordano Bruno), si parla di 300 anni dopo.
Dante aveva rapporti con i Templari, conosceva dettagliatamente il pensiero di Averroè (filosofo musulmano che si incaricò di diffondere il pensiero aristotelico in oriente, al pari di S.Tommaso in contrapposizione a S Agostino, neoplatonico).
Dunque Dante aveva rapporti con la cultura orientale che conosceva e apprezzava.
Fra i tre grandi citammo Omero, questi narrò di una civiltà evoluta socialmente, tecnologicamente vissuta su una grande isola nell’oceano Atlantico, il sapere di questa civiltà scomparsa per ignote ragioni non andò del tutto perduta, in parte venne recuperata nell’antico Egitto e di lì trasmessa alla civiltà greca.
Questo scrisse Omero, i riscontri ci sono e sono evidenti.
Siamo partiti dalla bibbia (genesi), abbiamo ricordato il giuramento dei presidenti americani (gli USA sono ispirati da una setta massonica, gli Iniziati) e nel mezzo Dante che attraverso Beatrice metaforicamente simboleggia la civiltà occidentale (abbigliata con i tre colori), tutto questo mi sembra semplicemente straordinario!!
Avremo altre occasione di parlare del sommo poeta, sempre in modo non formale, questo lo fanno egregiamente già altri.
