Napoli Campione d’Italia per la quarta volta
Il Napoli è campione d’Italia 2024-25 e per la quarta volta nella propria storia. I giocatori, Antonio Conte con il suo staff e il Presidente Aurelio De Laurentiis, hanno marciato trionfalmente, alcuni anche con le lacrime agli occhi, sul terreno del Maradona per raccogliere l’ovazione dei propri tifosi: medaglia d’oro e poi la coppa dello Scudetto, alzata al cielo per la seconda volta dal capitano Di Lorenzo, come solo Maradona ha saputo fare a Napoli.
Tra i più visibilmente emozionati, con i loro nomi scanditi ritmicamente a gran voce, sicuramente Scott Mc Tominay e Romelu Lukaku.
Il quarto scudetto degli azzurri è, senza dubbio, una magia della società, dell’allenatore e della squadra, con al timone il Presidente De Laurentiis, grande artefice del nuovo corso, che da oggi potrà dire di aver eguagliato gli scudetti di Ferlaino, anche senza Maradona. E poi, soprattutto, un’opera straordinaria di Conte, l’allenatore che ha fatto la più grande impresa della sua carriera, portando alla vittoria un’ottima squadra ma, probabilmente, non la più forte in assoluto.
Lo stadio Maradona è in festa, la squadra, la gente, i tifosi ballano e cantano, col sottofondo di una città che è, di per sé, già musica e stanotte letteralmente esplosa per lo scudetto. Caroselli di macchine ovunque come negli anni ’80, botti, fuochi d’artificio,
Piazza Plebiscito invasa da centinaia di migliaia di tifosi festanti tinti di azzurro, sovrastati da centinaia di bandiere e dal rosso dei fumogeni. I Quartieri Spagnoli, Via Toledo, la Galleria, Piazza Trieste e Trento, Piazza Municipio, Via Marina, il Rettifilo, un’unica onda azzurra a festeggiare uno scudetto sofferto e in bilico fino all’ultima giornata, ma forse per questo ancora più bello di quello di due anni fa. In migliaia a seguire la premiazione dal maxischermo di Piazza Plebiscito e, in ogni strada e vicolo, automobili e motorini, una sinfonia di clacson, trombe e tamburi, proprio come nei ricordi dei primi 2 scudetti napoletani, quelli targati Diego Armando Maradona.
