Crans-Montana, Moretti libero: l’Italia richiama l’ambasciatore
Genitori delle vittime “sconcertati” dalla decisione
La liberazione di Moretti, decisa dalle autorità giudiziarie svizzere, ha provocato una dura reazione diplomatica da parte dell’Italia, che ha annunciato il richiamo dell’ambasciatore presso la Svizzera per consultazioni.
La vicenda, legata a un grave caso giudiziario avvenuto a Crans-Montana e costato la vita a più persone, torna così al centro dell’attenzione internazionale, riaprendo una ferita mai rimarginata per i familiari delle vittime.
Secondo quanto emerso, la scarcerazione di Moretti sarebbe legata a valutazioni procedurali e a requisiti previsti dall’ordinamento elvetico. Una decisione legittima dal punto di vista formale, ma che ha suscitato profonda indignazione in Italia, dove l’opinione pubblica e le istituzioni si aspettavano segnali di maggiore fermezza.
Il Ministero degli Esteri italiano ha parlato di una scelta che “non può lasciare indifferenti” e ha definito il richiamo dell’ambasciatore un atto necessario per esprimere il forte disagio del governo.
Parole durissime sono arrivate dai genitori delle vittime, che si sono detti “sconcertati e feriti” dalla notizia.
Per loro, la liberazione dell’imputato rappresenta non solo una delusione sul piano giudiziario, ma anche un colpo emotivo devastante: “Abbiamo l’impressione – hanno dichiarato – che il dolore delle famiglie venga messo in secondo piano”.
La vicenda di #Crans-Montana assume ora un valore che supera i confini del singolo procedimento penale, trasformandosi in un caso diplomatico e in un simbolo delle difficoltà di armonizzare sistemi giudiziari diversi quando sono coinvolte vittime straniere.
Nei prossimi giorni si attendono chiarimenti ufficiali da Berna e possibili nuovi sviluppi sul piano politico, mentre resta aperta una domanda centrale: come garantire giustizia e rispetto alle vittime, oltre le procedure e i confini nazionali.
