Dopo le dimissioni del sottosegretario Silli, chi avrà la delega per gli italiani all’estero?
Le dimissioni del sottosegretario Giorgio Silli hanno riaperto una questione che da tempo preoccupa le comunità italiane nel mondo: chi assumerà ora la delega per gli italiani all’estero?
Si tratta di una responsabilità tutt’altro che secondaria. Milioni di cittadini italiani residenti fuori dai confini nazionali rappresentano una risorsa culturale, economica e sociale fondamentale per il Paese, ma anche una comunità che necessita di ascolto, servizi efficienti e rappresentanza istituzionale stabile.
Negli ultimi anni la delega è rimasta incardinata presso il Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, con risultati alterni e spesso condizionati da priorità diplomatiche che non sempre coincidono con le esigenze quotidiane degli italiani all’estero: consolati sotto pressione, servizi anagrafici lenti, cittadinanza, pensioni, assistenza sociale e scolastica.
Le dimissioni di Silli pongono dunque una domanda politica chiara: il governo nominerà rapidamente un nuovo sottosegretario con delega specifica, oppure la questione rischia di finire ancora una volta in secondo piano?
Per le comunità italiane nel Nord America, in America Latina, nei Caraibi e nel resto del mondo, la risposta non è indifferente. Senza un referente politico chiaro, il rischio è quello di una gestione frammentata e di un ulteriore allontanamento tra lo Stato e i suoi cittadini all’estero.
La necessità di un Ministero dedicato
In questo contesto, torna con forza una richiesta storica: ripristinare il Ministero per gli Italiani all’estero.
Un dicastero autonomo garantirebbe una visione strategica di lungo periodo sull’emigrazione e sulle nuove mobilità, un coordinamento efficace tra Farnesina, INPS, comuni e consolati, un segnale politico forte di attenzione verso milioni di italiani che continuano a sentirsi parte integrante della Repubblica.
Gli italiani all’estero non sono un capitolo marginale, né un tema da affrontare solo in campagna elettorale. Le dimissioni del sottosegretario Silli possono e devono diventare l’occasione per ripensare seriamente la rappresentanza istituzionale della diaspora italiana, restituendole dignità, centralità e ascolto.
