Medio Oriente in crisi: circa 70 000 italiani nella regione, governo al lavoro per riportarli a casa
La crisi in Medio Oriente, con l’escalation di tensioni tra Stati Uniti, Israele e Iran, ha messo sotto stress migliaia di connazionali presenti nella vasta area che va dal Golfo Persico a Israele e oltre. Secondo quanto riferito dal ministro degli Esteri Antonio Tajani, sono circa 70 000 gli italiani attualmente presenti nella regione, tra residenti, lavoratori, studenti, famiglie e turisti.
Questa cifra comprende un’ampia varietà di situazioni: chi vive stabilmente in Paesi come gli Emirati Arabi Uniti, l’Israele, il Qatar e altri Stati del Golfo, chi è in viaggio per lavoro o vacanza, e chi è impegnato in studi o progetti professionali.
Il governo italiano ha dichiarato che la sicurezza dei connazionali è la priorità assoluta e ha messo in campo una serie di iniziative per garantire assistenza e, quando possibile, il rientro in Italia. Tra queste: l’attivazione di una “Task Force Golfo” con personale della Farnesina per coordinare i servizi diplomatici e consolari nella regione; la collaborazione con autorità locali per organizzare voli speciali e corridoi per tornare in patria; l’assistenza diretta nei principali hub internazionali per i cittadini che cercano di lasciare Paesi dove lo spazio aereo e i collegamenti sono fortemente ridotti.
Il ministro Tajani ha sottolineato che la maggior parte degli italiani nella regione non risulta coinvolta direttamente nei combattimenti, ma ha invitato i connazionali a mantenere alta la prudenza, seguire le indicazioni delle autorità locali e restare in contatto con gli uffici consolari italiani nei rispettivi Paesi.
Continueremo a monitorare la situazione e a fornire aggiornamenti puntuali sul rientro dei nostri connazionali e sull’evoluzione della crisi che sta coinvolgendo gran parte del Medio Oriente.
