Dai Comites nel mondo un appello al Parlamento: «Non si spezzi il legame tra eletti e comunità italiane all’estero»
ROMA – La discussione sulla riforma della legge elettorale continua a suscitare forti preoccupazioni tra le comunità italiane all’estero. Da diversi Comites stanno arrivando prese di posizione che invitano il Parlamento a valutare con attenzione le modifiche alla Circoscrizione Estero, affinché non venga compromesso il rapporto diretto tra i parlamentari eletti e le comunità territoriali che essi rappresentano.

Tra gli interventi più significativi c’è quello del presidente del Comites di Sydney, Luigi Di Martino, che ha espresso forte contrarietà all’ipotesi di superare l’attuale articolazione territoriale della rappresentanza. Secondo Di Martino, la rappresentanza politica non può prescindere dalla conoscenza diretta dei territori, dalla presenza nelle comunità e da un rapporto costante con cittadini, associazioni e istituzioni locali.
Per il presidente del Comites di Sydney, un collegio unico o una riduzione delle attuali ripartizioni rischierebbe di cancellare, di fatto, la rappresentanza di realtà geograficamente lontane come l’Australia, dove gli italiani vivono problematiche molto diverse da quelle delle comunità residenti in Europa o nelle Americhe.
Una posizione analoga è stata espressa anche dal Comites della Tunisia, che ha invitato il Parlamento a individuare soluzioni capaci di preservare il legame diretto tra gli eletti nella Circoscrizione Estero e le comunità territoriali che sono chiamati a rappresentare. Secondo il Comites tunisino, gli italiani residenti fuori dai confini nazionali sono cittadini con gli stessi diritti e doveri di chi vive in Italia e rappresentano una risorsa fondamentale per il Paese.
Il tema va ben oltre la distribuzione dei seggi. Per i Comites, la rappresentanza parlamentare degli italiani nel mondo è efficace solo se gli eletti mantengono un contatto continuo con il territorio, conoscono i problemi dei connazionali, dialogano con i consolati, le associazioni e le istituzioni locali e possono farsi interpreti delle esigenze specifiche delle diverse aree del mondo.
La riforma della legge elettorale è ancora all’esame del Parlamento, ma il messaggio che arriva dalle comunità italiane all’estero è chiaro: modernizzare il sistema può essere necessario, ma senza indebolire quel principio di rappresentanza territoriale che, dalla nascita della Circoscrizione Estero, ha consentito agli italiani nel mondo di avere una voce diretta nelle istituzioni della Repubblica.
