Alle Eolie torna la Festa degli Eoliani nel Mondo: la memoria dell’emigrazione non si spegne
Dal 27 agosto al 6 settembre la XIV edizione attraverserà Salina, Lipari e Alicudi. Storie di emigrati, libri, musica e il ricordo delle comunità eoliane sparse nel mondo.

Le isole Eolie tornano a guardare verso il mondo.
Da domani, 27 agosto, al 6 settembre, Salina, Lipari e Alicudi ospiteranno la XIV edizione della Festa degli Eoliani nel Mondo, una manifestazione che ogni anno riporta al centro dell’attenzione la storia di migliaia di uomini e donne partiti dalle isole alla ricerca di una vita migliore.
Ma quella dell’emigrazione eoliana non è soltanto una storia del passato.
È una storia ancora viva, custodita dalle comunità che oggi abitano in Australia, negli Stati Uniti e in molti altri Paesi.
Ed è proprio questo il senso della festa: mantenere vivo il filo che unisce chi è partito con le proprie isole d’origine.
Dalle Eolie al mondo
Per generazioni gli abitanti delle Eolie hanno conosciuto il significato della partenza.
Valigie, fotografie, lettere, ricordi e una lingua che continuava a essere parlata nelle nuove comunità.
Molti emigrati non sono mai tornati definitivamente.
Ma hanno portato con sé qualcosa delle isole: i nomi delle famiglie, le tradizioni, la cucina, la fede, le canzoni e soprattutto la memoria del luogo dal quale erano partiti.
La Festa degli Eoliani nel Mondo nasce proprio per raccontare questa eredità.
Si comincia a Malfa
L’apertura della XIV edizione è prevista giovedì 27 agosto alle 19.30 a Malfa, nella Sala Multimediale di Piazza Immacolata.
Saranno presenti lo storico Marcello Saija, già professore ordinario all’Università di Palermo, e la storica Michela D’Angelo, già docente all’Università di Messina.
Il tema sarà quello della storia delle comunità eoliane emigrate e dei legami che, nonostante le distanze, sono rimasti vivi nel tempo.
Libri, storie e persone
Il programma non è costruito soltanto intorno alle celebrazioni.
Ci saranno anche libri e testimonianze, perché spesso la storia dell’emigrazione passa proprio attraverso le vicende delle singole famiglie.
Il 29 agosto verrà presentato il volume “Delle viti e dei vini di Sicilia”, mentre Grazia Messina presenterà “La Lezione di Josephine. La storia di un’emigrata in America”.
Ed è proprio attraverso storie come quella di Josephine che l’emigrazione smette di essere una statistica e torna a essere ciò che realmente è:
la storia di persone.
Melbourne, un’altra Eolia dall’altra parte del mondo
Il 3 settembre la manifestazione si sposterà a Santa Marina Salina, dove sarà raccontata la storia della comunità eoliana di Melbourne, in Australia.
Al centro ci saranno le iniziative promosse da Cristina Neri, impegnata nel mantenere vivo il rapporto tra la comunità australiana e le Eolie.
La serata sarà condotta da Giovanna Cirino.
Il giorno successivo, 4 settembre, l’appuntamento sarà a Rinella, sempre dedicato alla comunità eoliana di Melbourne.
Cento anni di una comunità a Brooklyn
La conclusione della manifestazione sarà particolarmente significativa.
Il 6 settembre ad Alicudi si celebreranno infatti i cento anni dalla nascita della Alicudi Society di Brooklyn.
Un secolo.
Cento anni durante i quali generazioni di emigrati hanno mantenuto un legame con la piccola isola dalla quale erano partiti i loro genitori, nonni o bisnonni.
Sarà anche l’occasione per rendere omaggio alla famiglia Taranto/Zagami.
E la festa si concluderà con la musica del duo “Nè Lapa né Musca”, che proporrà un repertorio di canzoni legate all’emigrazione.
Le canzoni che attraversano l’oceano
La musica avrà quindi un ruolo importante.
Ed è difficile trovare un linguaggio più adatto a raccontare l’emigrazione.
Le canzoni viaggiavano insieme agli emigranti.
Venivano cantate nelle case, durante le feste, nelle riunioni delle associazioni e nelle comunità italiane all’estero.
Molte persone nate dall’altra parte dell’oceano hanno imparato attraverso quelle canzoni qualcosa della terra dei propri genitori.
Una canzone può diventare una piccola patria.
La memoria come ponte
La Festa degli Eoliani nel Mondo dimostra che il rapporto con la terra d’origine non si interrompe necessariamente con la partenza.
Può cambiare.
Può trasformarsi.
Può diventare memoria familiare.
Un cognome.
Una ricetta.
Una fotografia appesa al muro.
Una storia raccontata ai figli.
Una visita alle Eolie dopo decenni.
Ed è proprio questa continuità che manifestazioni come quella di Salina, Lipari e Alicudi cercano di valorizzare.
Dagli emigrati ai loro discendenti
Oggi molti dei protagonisti delle comunità italiane all’estero non sono più emigrati di prima generazione.
Sono figli, nipoti e pronipoti.
Persone nate in Australia, negli Stati Uniti, in Canada, in Argentina o in altri Paesi che magari non parlano perfettamente italiano, ma conoscono il nome del paese o dell’isola da cui partirono i loro antenati.
Per loro le Eolie possono rappresentare qualcosa di diverso:
non necessariamente il luogo nel quale sono nati,
ma il luogo dal quale è cominciata la storia della loro famiglia.
Una storia che appartiene a tutti gli italiani all’estero
La vicenda eoliana non è un caso isolato.
Milioni di italiani hanno lasciato l’Italia tra la fine dell’Ottocento e il Novecento.
Siciliani, calabresi, campani, pugliesi, veneti, piemontesi, abruzzesi, sardi e italiani provenienti da ogni parte del Paese hanno costruito nuove comunità dall’altra parte del mondo.
E ancora oggi quelle comunità continuano a mantenere rapporti con le località d’origine.
La Festa degli Eoliani nel Mondo è quindi anche una piccola rappresentazione di una storia molto più grande:
quella dell’Italia che è partita e che, nonostante la distanza, non ha mai smesso di sentirsi italiana.
Non soltanto nostalgia
C’è però una cosa importante.
Ricordare l’emigrazione non significa vivere soltanto di nostalgia.
Significa comprendere come le comunità italiane abbiano contribuito alla crescita dei Paesi nei quali si sono stabilite.
Gli emigrati hanno costruito imprese, quartieri, associazioni, chiese, società sportive e istituzioni.
Hanno portato con sé il proprio patrimonio culturale e lo hanno mescolato con quello dei Paesi di accoglienza.
Da questa fusione sono nate nuove identità, che oggi fanno parte della storia sia dell’Italia sia dei Paesi nei quali gli italiani si sono stabiliti.
Un ponte che continua a funzionare
E allora la festa delle Eolie non è soltanto una celebrazione del passato.
È un modo per dire che quel ponte continua a esistere.
Da Salina a Melbourne.
Da Alicudi a Brooklyn.
Dalle piccole isole del Mediterraneo alle grandi città del mondo.
Migliaia di chilometri di distanza non sono bastati a cancellare la memoria.
Perché partire non significa necessariamente dimenticare.
A volte significa portare con sé un pezzo della propria terra e conservarlo per tutta la vita.
E quando quel pezzo di terra viene trasmesso ai figli e ai nipoti, la storia dell’emigrazione continua.
Dal 27 agosto al 6 settembre le Eolie torneranno quindi a incontrare i propri emigrati.
Non soltanto per ricordare chi è partito.
Ma per incontrare chi ancora oggi, dall’altra parte del mondo, continua a chiamare quelle isole “casa”.
