Frane e alluvioni tra Nepal e Tibet: la Farnesina segue 90 italiani presenti nella zona
Una vasta frana e violente inondazioni hanno devastato le vallate himalayane. Due turisti italiani sono rimasti bloccati, ma sono in buone condizioni.

È una situazione di grave emergenza quella che si è verificata nelle ultime ore al confine tra Nepal e Tibet, dove frane e improvvise inondazioni hanno devastato diverse aree montane.
Le autorità locali stanno facendo i conti con un bilancio ancora provvisorio di vittime e dispersi, mentre le comunicazioni con alcune zone sono difficili a causa delle strade interrotte e dei ponti danneggiati.
L’emergenza ha fatto scattare anche l’intervento della Farnesina, che sta verificando la situazione dei cittadini italiani presenti nell’area.
Circa 90 italiani registrati nella zona
Secondo i dati disponibili attraverso il portale “Dove siamo nel mondo”, sono circa 90 i cittadini italiani registrati tra Nepal e Tibet.
L’Unità di Crisi della Farnesina è in contatto con il Consolato Generale d’Italia a Calcutta, il Consolato onorario italiano a Kathmandu e l’Ambasciata italiana a Pechino per verificare le condizioni dei connazionali e fornire assistenza dove necessario.
Il dato dei 90 italiani non significa naturalmente che tutti si trovino nelle aree direttamente colpite dalla calamità.
La Farnesina sta proprio effettuando le verifiche per stabilire dove si trovino e quali siano le loro condizioni.
Due italiani bloccati, ma stanno bene
Al momento la notizia più importante per i nostri connazionali è positiva.
Due turisti italiani, insieme alla loro guida, sono rimasti bloccati a monte di una frana che ha interrotto una strada.
I due sono riusciti a mettersi in contatto con il Ministero degli Esteri e, secondo le informazioni diffuse dalla Farnesina, sono in buone condizioni.
Le autorità italiane stanno seguendo direttamente la loro situazione e predisponendo l’assistenza necessaria.
Il ministro degli Esteri Antonio Tajani ha confermato che i due connazionali stanno bene e che saranno aiutati a rientrare in Italia quando sarà possibile e quando lo riterranno opportuno.
Una catastrofe nelle vallate himalayane
Le immagini provenienti dalla zona mostrano una situazione impressionante.
Acqua e fango hanno invaso le vallate, trascinando automobili, camion, abitazioni e infrastrutture.
Tra le zone maggiormente colpite figurano Rasuwagadhi-Timure, Syabrubesi, Rasuwa e la valle del Bhote Koshi, sul versante nepalese.
La situazione è resa ancora più difficile dalla conformazione geografica.
Si tratta di una regione montuosa, con strade strette e difficili da raggiungere, dove una frana può isolare rapidamente intere comunità.
Un’ondata improvvisa e devastante
Secondo le prime ricostruzioni, una grande massa di roccia e ghiaccio avrebbe bloccato un corso d’acqua sul versante tibetano, provocando successivamente un’improvvisa ondata di piena verso il Nepal.
Le autorità e gli esperti stanno ancora cercando di ricostruire con precisione la sequenza degli eventi.
Il risultato è stato comunque devastante.
Il fiume ha trascinato con sé enormi quantità di acqua e detriti, trasformandosi in una forza distruttiva lungo le vallate.
Decine di vittime e centinaia di dispersi
Il bilancio è ancora in evoluzione.
Le fonti disponibili parlano di decine di vittime e centinaia di persone disperse, comprese numerose persone di nazionalità straniera.
Tra gli stranieri risultano cittadini indiani, britannici, statunitensi, malesi, sudafricani, australiani e olandesi.
Molti si trovavano nella regione per turismo o pellegrinaggi.
La difficoltà maggiore, in questa fase, è raggiungere le zone più isolate e stabilire con certezza quante persone siano effettivamente coinvolte.
Strade e ponti distrutti
Uno degli aspetti più preoccupanti riguarda proprio le infrastrutture.
La piena ha danneggiato o distrutto strade e ponti, rendendo difficili i collegamenti tra le diverse località.
In alcune zone i soccorritori devono quindi lavorare in condizioni particolarmente complesse.
E il rischio non è ancora completamente cessato.
Le autorità nepalesi hanno invitato le persone che vivono nelle vicinanze dei fiumi a spostarsi verso zone più sicure.
La Farnesina invita gli italiani alla massima prudenza
In questa situazione il Ministero degli Esteri invita gli italiani presenti nell’area a seguire attentamente le indicazioni delle autorità locali.
La Farnesina raccomanda inoltre di utilizzare l’applicazione “Viaggiare Sicuri” e di registrare la propria presenza sul portale “Dove siamo nel mondo”, proprio per consentire alle autorità italiane di intervenire più rapidamente in caso di emergenza.
Per eventuali emergenze è attiva anche l’Unità di Crisi della Farnesina.
Una regione difficile da raggiungere
Il Nepal è uno dei Paesi più esposti ai rischi naturali della regione himalayana.
Montagne molto alte, forti precipitazioni, ghiaccio, frane e corsi d’acqua rendono alcune aree particolarmente vulnerabili.
Quando si verifica un evento improvviso, la difficoltà non è soltanto soccorrere le persone.
È anche riuscire ad arrivare dove si trovano.
E proprio questo rende ancora più importante il lavoro delle squadre di soccorso e delle autorità locali.
Per gli italiani, una situazione ancora sotto osservazione
La notizia più rassicurante riguarda dunque i due turisti italiani coinvolti direttamente, che sono in buone condizioni e in contatto con la Farnesina.
Ma le verifiche sugli altri connazionali registrati nella regione non sono ancora terminate.
Il numero di 90 italiani comprende persone distribuite tra Nepal e Tibet e non significa che siano tutte nelle zone interessate dall’emergenza.
Le autorità italiane stanno quindi procedendo a controlli individuali per avere un quadro completo.
La priorità ora è raggiungere le persone isolate
La situazione rimane in evoluzione.
Le squadre di soccorso devono ancora raggiungere diverse aree colpite e il bilancio potrebbe quindi cambiare nelle prossime ore.
Per noi, il dato più importante rimane quello dei connazionali:
due italiani sono stati coinvolti e sono in buone condizioni; la Farnesina sta verificando la situazione degli altri cittadini italiani presenti nell’area.
Non è ancora il momento di trarre conclusioni definitive.
Ma è certamente il momento di seguire con attenzione quanto sta accadendo in una delle zone più impervie e spettacolari del pianeta, dove in poche ore acqua, fango e frane hanno trasformato le vallate himalayane in una zona di emergenza.
