Dolly Parton, l’America si ferma: l’Empire State Building si veste di rosa
New York rende omaggio alla grande artista scomparsa a 80 anni. Trump ordina le bandiere a mezz’asta in tutti gli Stati Uniti fino al 1° settembre
La morte di Dolly Parton continua a suscitare emozione negli Stati Uniti.
A poche ore dalla scomparsa della grande cantante, attrice, autrice e imprenditrice del Tennessee, New York ha voluto renderle un omaggio spettacolare: nella notte tra il 25 e il 26 agosto, l’Empire State Building si è illuminato di rosa, uno dei colori più legati all’immagine della star americana.
Non è stato un semplice cambio di illuminazione.
Il rosa è stato acceso alle 21.25, un riferimento diretto a uno dei brani più celebri di Dolly, “9 to 5”.
Per un’ora, dalle 21.25 alle 22.25, uno dei simboli più riconoscibili di New York ha quindi brillato in rosa per salutare una donna che, con la sua musica, era diventata un simbolo dell’America.
Un omaggio da New York
La scelta dell’Empire State Building ha un significato particolare.
Dolly Parton era profondamente legata alla cultura americana, ma la sua popolarità aveva ormai raggiunto dimensioni mondiali.
New York, capitale dello spettacolo e della musica, ha scelto quindi uno dei suoi simboli per salutare una delle artiste più amate di sempre.
E il colore rosa non è casuale.
Era parte integrante dell’immagine pubblica di Dolly: brillante, ironica, femminile, immediatamente riconoscibile.
Come lei.
Trump ordina le bandiere a mezz’asta
L’omaggio di New York è stato accompagnato da una decisione senza precedenti per un’artista di questo tipo.
Il presidente Donald Trump ha ordinato che le bandiere americane siano esposte a mezz’asta fino al tramonto del 1° settembre 2026.
L’ordine riguarda la Casa Bianca, gli edifici e i terreni pubblici federali, le installazioni militari e navali e le rappresentanze diplomatiche statunitensi all’estero.
È un gesto riservato normalmente a figure di particolare rilievo nazionale.
E dimostra quanto Dolly Parton fosse riuscita a entrare nel patrimonio collettivo americano, andando molto oltre il mondo della musica country.
Un’artista amata da tutti
Dolly Parton aveva una caratteristica rara.
Era riuscita a essere popolare senza appartenere veramente a una sola categoria.
Era amata dal pubblico country, ma anche da quello pop.
Era cantante, ma anche autrice.
Attrice, ma anche imprenditrice.
E soprattutto era diventata una figura riconoscibile anche da chi non aveva mai comprato un suo disco.
La sua immagine, la sua voce e il suo umorismo erano diventati parte della cultura popolare americana.
Il rosa dell’Empire State Building
La fotografia del grattacielo illuminato di rosa racconta forse meglio di qualsiasi discorso quello che Dolly Parton ha rappresentato.
Non c’è bisogno di una lunga spiegazione.
New York ha acceso una luce per lei.
E quella luce, per una sera, ha trasformato lo skyline più famoso del mondo in un enorme tributo alla cantante del Tennessee.
Un’eredità che va oltre le canzoni
La commozione americana non riguarda soltanto “Jolene”, “9 to 5” o “I Will Always Love You”.
Dolly Parton ha lasciato un’eredità molto più ampia.
Attraverso la sua attività filantropica ha sostenuto per decenni l’istruzione e la lettura dei bambini, mentre la sua Imagination Library ha distribuito centinaia di milioni di libri.
È stata inoltre una delle personalità dello spettacolo più impegnate nel sostenere iniziative benefiche.
E proprio questa capacità di unire successo personale e generosità ha contribuito a renderla così amata.
Il tributo di un Paese intero
Dalla musica al cinema, dalla televisione ai social network, il ricordo di Dolly Parton è esploso in tutto il Paese.
Colleghi, attori, musicisti e milioni di semplici ammiratori hanno pubblicato messaggi, fotografie e ricordi.
La sua morte ha creato quella rara situazione nella quale persone di generazioni e orientamenti completamente diversi si ritrovano unite nel ricordo della stessa persona.
Ed è forse questo il segno più evidente della sua grandezza.
Una luce che non si spegne
Dolly Parton era una donna profondamente legata alle proprie origini.
Era nata poverissima nelle montagne del Tennessee ed era riuscita a trasformare il talento e il lavoro in una carriera straordinaria.
Ma non aveva mai dimenticato da dove veniva.
Forse è proprio questo che spiega la forza della reazione americana.
Dolly non sembrava appartenere soltanto al mondo delle celebrità.
Sembrava appartenere alle famiglie americane.
Era entrata nelle case attraverso la radio, la televisione, il cinema e le canzoni.
E ora, mentre le sue luci si accendono sull’Empire State Building, l’America sembra voler dire una cosa molto semplice: grazie, Dolly.
La tua voce non c’è più.
Ma per una sera, almeno, New York ha cantato con la luce.
