Martin Scorsese presidente onorario dei David di Donatello: “Il cinema italiano ha plasmato il mio lavoro”
Il grande regista newyorkese ha accettato la proposta del ministro della Cultura. Un riconoscimento che celebra anche il legame profondo di Scorsese con le sue origini italiane.

Martin Scorsese e il cinema italiano hanno un rapporto che dura da tutta una vita.
Adesso quel rapporto assume anche una forma ufficiale: il grande regista newyorkese ha accettato la proposta del ministro della Cultura Alessandro Giuli di diventare presidente onorario dell’Accademia del Cinema Italiano – Premi David di Donatello. La nomina dovrà ora essere formalizzata dal Consiglio di amministrazione della Fondazione.
È un riconoscimento prestigioso per uno dei più importanti registi della storia del cinema americano.
Ma è anche qualcosa di più.
È quasi un ritorno alle proprie radici.
“Il cinema italiano è stato una fonte costante di ispirazione”
Scorsese ha accolto l’incarico attraverso una lettera indirizzata al ministro Giuli.
Nel messaggio ha ricordato quanto il cinema italiano abbia influenzato la sua formazione e il suo modo di fare cinema, sottolineando il ruolo avuto dai film, dagli autori e dalle tradizioni artistiche italiane nella costruzione della sua visione cinematografica.
Non è una dichiarazione di circostanza.
Chi conosce il cinema di Scorsese sa quanto sia profondo il rapporto con la cinematografia italiana.
Da Roberto Rossellini a Vittorio De Sica, da Federico Fellini a Luchino Visconti, il neorealismo e la grande stagione del cinema italiano hanno rappresentato per lui una scuola fondamentale.
E quella lezione è rimasta dentro il suo cinema.
Un americano con radici italiane
Scorsese è nato a New York nel 1942, nel quartiere di Queens, da una famiglia di origine italiana.
I suoi nonni paterni erano siciliani, mentre la famiglia materna aveva anch’essa radici italiane.
La sua infanzia newyorkese, vissuta soprattutto nel quartiere di Little Italy, ha avuto un’importanza enorme nella sua formazione personale e artistica.
È proprio da quell’ambiente che provengono molti dei temi che hanno caratterizzato il suo cinema: la famiglia, la religione, il senso di colpa, la violenza, l’appartenenza, il rapporto tra individuo e comunità.
L’Italia era lontana geograficamente.
Ma era presente nella vita quotidiana.
La lezione del neorealismo
Scorsese ha raccontato più volte quanto sia stato importante per lui vedere i grandi film italiani.
Il neorealismo gli mostrò un cinema nel quale la macchina da presa poteva entrare nella vita reale, raccontare persone comuni, quartieri popolari, conflitti interiori e drammi quotidiani.
Quella libertà lo affascinò profondamente.
E si può ritrovare in molti dei suoi film.
Il modo di raccontare la strada, i personaggi marginali, la famiglia e la città non è soltanto americano.
È anche figlio di quella tradizione cinematografica italiana che Scorsese ha studiato, amato e successivamente contribuito a far conoscere nel mondo.
Da “Mean Streets” a “The Irishman”
Il suo cinema ha attraversato più di mezzo secolo.
Da Mean Streets a Taxi Driver, da Raging Bull a Goodfellas, da Casino a The Departed, fino a The Irishman e Killers of the Flower Moon, Scorsese ha costruito una filmografia nella quale la violenza non è mai soltanto spettacolo.
È quasi sempre una conseguenza di rapporti umani, ambizioni, appartenenze e scelte morali.
Ed è anche questo uno dei motivi per cui il suo cinema ha avuto una tale influenza internazionale.
Un riconoscimento per il cinema italiano
Il ministro Giuli ha spiegato di aver proposto Scorsese perché pochi registi rappresentano con la stessa forza il rapporto tra la grande tradizione italiana e la storia del cinema mondiale.
La scelta assume quindi un valore simbolico.
Scorsese non è soltanto uno dei più grandi registi americani.
È anche uno degli uomini di cinema che più hanno contribuito a far conoscere la cinematografia italiana negli Stati Uniti e nel mondo.
Il suo lavoro di recupero e conservazione dei film del passato, attraverso la Film Foundation, è una parte importante di questa storia.
Una nomina che arriva in una fase di rinnovamento
L’ingresso di Scorsese come presidente onorario si inserisce inoltre nel rinnovamento della governance dell’Accademia del Cinema Italiano.
La Fondazione ha recentemente nominato Silvia Calandrelli alla presidenza e Gian Luca Farinelli alla direzione artistica.
La nuova struttura sarà completata con la nomina del Comitato di indirizzo artistico.
La presenza di Scorsese dà quindi alla nuova fase dei David di Donatello anche una forte dimensione internazionale.
Il significato per gli italiani all’estero
Per Fatti Nostri c’è poi un aspetto particolarmente interessante.
Scorsese rappresenta perfettamente quella parte della storia dell’emigrazione italiana nella quale le radici non scompaiono con la seconda o la terza generazione.
Un bambino nato a New York da genitori o nonni italiani può diventare uno dei più grandi registi americani della storia.
E contemporaneamente continuare a considerare l’Italia una parte fondamentale della propria identità culturale.
È una storia che si ripete in moltissimi campi: nella musica, nella letteratura, nella scienza, nell’imprenditoria, nello sport.
L’emigrazione non significa necessariamente perdere le proprie radici.
A volte significa portarle dall’altra parte dell’oceano e trasformarle in qualcosa di nuovo.
Scorsese e l’Italia: un rapporto che continua
Il nuovo incarico non cambia il fatto che Scorsese sia profondamente americano.
Anzi.
La sua grandezza nasce anche dalla capacità di aver trasformato esperienze italiane e italoamericane in una parte originale della cultura statunitense.
Ma il cinema italiano è rimasto un punto di riferimento.
E oggi Scorsese lo riconosce assumendo un ruolo istituzionale proprio all’interno dell’Accademia che assegna i David di Donatello, il principale premio cinematografico italiano.
Un presidente onorario molto particolare
Non sarà certamente un presidente onorario come gli altri.
Perché Martin Scorsese porta con sé qualcosa che va oltre il prestigio personale.
Porta una storia di emigrazione, di identità e di cultura.
È nato in America.
Ha costruito la sua carriera in America.
Ha raccontato soprattutto l’America.
Ma una parte del suo sguardo è nata guardando il cinema italiano.
Ed è forse proprio questo che rende la sua designazione così significativa.
L’Italia ha dato qualcosa a Scorsese.
E Scorsese, con il suo lavoro, ha restituito qualcosa all’Italia:
ha contribuito a far conoscere nel mondo la forza, la bellezza e l’importanza del nostro cinema.
Ora, con la presidenza onoraria dei David di Donatello, quel rapporto diventa ufficiale.
Un grande regista americano torna simbolicamente a casa.
Non per dimenticare New York, ma per ricordare da dove è arrivato una parte fondamentale del suo modo di vedere il mondo.
