Il Governo riorganizza il Ministero degli Esteri: nasce anche il Servizio per la cittadinanza
Il Consiglio dei ministri ha approvato in esame preliminare un nuovo regolamento per la riorganizzazione del Ministero degli Esteri. Tra le novità, una struttura dedicata alle domande di cittadinanza degli italiani residenti all’estero.

La Farnesina si prepara a cambiare organizzazione. Il Consiglio dei ministri ha approvato il 16 settembre, in esame preliminare, un regolamento che modifica la struttura del Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, con l’obiettivo di adeguarla alle nuove disposizioni introdotte dalla legge del gennaio 2026.
Tra le principali novità c’è l’istituzione del Servizio per la cittadinanza dei residenti all’estero, destinato a occuparsi centralmente delle domande di riconoscimento della cittadinanza italiana presentate dagli adulti residenti fuori dall’Italia.
Una nuova struttura per la cittadinanza
Il nuovo Servizio sarà una struttura dirigenziale di primo livello della Farnesina. A partire dal 1° gennaio 2029 dovrebbe assumere la trattazione centralizzata delle domande di riconoscimento della cittadinanza italiana presentate dai maggiorenni residenti all’estero.
Alla nuova struttura saranno attribuite anche competenze relative al contenzioso in materia di cittadinanza e il compito di fornire supporto agli uffici italiani all’estero che continueranno a svolgere funzioni nel settore.
La centralizzazione viene presentata dal Ministero come uno strumento per rendere più uniformi e controllabili le procedure e contribuire alla prevenzione delle irregolarità.
Non cambia soltanto la cittadinanza
La riforma non riguarda però esclusivamente le pratiche degli italiani all’estero.
Il provvedimento approvato dal Governo prevede infatti una più ampia revisione dell’organizzazione del Ministero, con l’adeguamento delle competenze delle diverse strutture, della composizione del Consiglio di amministrazione e della dotazione organica.
Nella stessa riunione il Consiglio dei ministri ha inoltre approvato il “Codice delle Relazioni Internazionali”, destinato a riordinare in un unico testo le disposizioni relative alle competenze del Ministero degli Esteri.
Secondo la Farnesina, il nuovo codice dovrebbe rendere più organico il quadro normativo relativo alle relazioni internazionali e alla tutela e promozione degli interessi dei cittadini e delle imprese italiane all’estero.
Un cambiamento che interessa anche la rete consolare
Per gli italiani residenti fuori dall’Italia, la riorganizzazione della Farnesina assume particolare interesse perché riguarda anche il rapporto tra l’amministrazione centrale e la rete diplomatico-consolare.
Il Ministero dispone attualmente di una rete estera composta da ambasciate, rappresentanze permanenti, uffici consolari, consolati onorari e istituti italiani di cultura. Al 31 dicembre 2025 erano 130 le ambasciate, 85 gli uffici consolari e 332 i consolati onorari.
L’obiettivo dichiarato dal Governo è quello di razionalizzare le procedure e permettere alla rete diplomatica e consolare di concentrarsi maggiormente sui servizi destinati ai cittadini e alle imprese italiane all’estero.
Il nuovo sistema entrerà in vigore gradualmente
La decisione del Consiglio dei ministri rappresenta però ancora un passaggio preliminare. Il nuovo regolamento dovrà seguire l’iter previsto prima della sua definitiva entrata in vigore.
Per quanto riguarda in particolare il nuovo Servizio per la cittadinanza, la data indicata per l’avvio della gestione centralizzata delle domande degli adulti residenti all’estero è il 1° gennaio 2029.
Per milioni di italiani e discendenti italiani che vivono fuori dai confini nazionali, sarà quindi importante capire nei prossimi anni come verrà concretamente organizzato il rapporto tra la nuova struttura centrale della Farnesina e i consolati presenti nei diversi Paesi.
La riorganizzazione segna comunque un passaggio significativo nel modo in cui l’Italia intende gestire le proprie relazioni con la comunità italiana all’estero: più competenze centralizzate a Roma, ma con una rete consolare chiamata a continuare a garantire i servizi sul territorio.
