Guatemala, il caro carburante fa esplodere la protesta: diesel oltre 50 quetzales
Il Guatemala sta affrontando una nuova emergenza economica legata al prezzo dei carburanti. In diverse zone del Paese il diesel ha superato i 50 quetzales al gallone, mentre l’aumento dei costi ha già provocato proteste e blocchi stradali.
La situazione sta mettendo sotto pressione sia le famiglie sia il settore dei trasporti, mentre il governo cerca di intervenire per limitare l’impatto dell’aumento dei prezzi internazionali del petrolio.

Il diesel supera i 50 quetzales
Il problema riguarda soprattutto il diesel, fondamentale per camion, autobus e gran parte del trasporto commerciale.
In alcune stazioni di servizio il prezzo ha superato i 50 quetzales per gallone, un livello che sta rendendo sempre più costoso trasportare persone e merci all’interno del Paese.
Il rincaro non rimane quindi confinato al distributore. Quando aumenta il costo del trasporto, il prezzo tende a riflettersi anche sui prodotti alimentari e sulle altre merci.
È questo uno dei motivi per cui la questione è diventata rapidamente un problema politico ed economico nazionale.
Il governo vuole mettere un tetto ai prezzi
Il presidente Bernardo Arévalo ha chiesto di accelerare l’applicazione di una legge approvata dal Congresso per introdurre prezzi massimi sui carburanti.
Il provvedimento prevede un tetto di 39 quetzales per gallone per il diesel e la benzina regular e di 41 quetzales per la benzina superior, con validità prevista fino alla fine dell’anno.
Il problema è che la norma non è ancora entrata pienamente in vigore. Quattro obiezioni presentate in Parlamento hanno rallentato il procedimento e la questione dovrà tornare all’esame del Congresso.
Arévalo ha quindi chiesto che la procedura venga accelerata, sostenendo che il rincaro dei carburanti sta creando effetti sull’intera economia.
Dai distributori alle strade
Nel frattempo la protesta è arrivata sulle strade.
L’aumento del carburante ha provocato blocchi in diverse arterie del Paese, aumentando le difficoltà per il trasporto delle merci e per gli spostamenti quotidiani.
La situazione è particolarmente delicata per gli autotrasportatori, che non possono trasferire immediatamente tutti gli aumenti dei costi sui clienti.
Un camion che percorre centinaia di chilometri consuma infatti quantità considerevoli di diesel. Anche pochi quetzales in più per gallone possono trasformarsi, su scala commerciale, in un aumento significativo del costo del trasporto.
Il problema non è solo guatemalteco
Il Guatemala non è un caso isolato.
I prezzi dei carburanti sono aumentati in diversi Paesi dell’America Centrale. I dati comparativi pubblicati dal Ministero dell’Energia e delle Miniere guatemalteco mostrano differenze significative tra i vari mercati della regione.
In El Salvador, per esempio, dal 15 al 28 settembre la benzina superior viene venduta a circa 5,13-5,14 dollari al gallone, mentre la regular è intorno a 4,80-4,81 dollari e il diesel a 4,86 dollari.
Le differenze dipendono dalle quotazioni internazionali del petrolio, dalle imposte, dai sussidi e dalle politiche adottate dai singoli governi.
Quanto può durare la crisi?
È la domanda più difficile.
Il Guatemala sta cercando di contenere l’impatto attraverso prezzi massimi e interventi fiscali, ma queste misure non eliminano il problema alla fonte: il Paese continua a dipendere dalle importazioni di prodotti petroliferi.
Se le quotazioni internazionali rimarranno elevate, mantenere prezzi artificialmente più bassi comporterà un costo per le finanze pubbliche.
Il governo ha quindi davanti a sé un equilibrio difficile: proteggere consumatori e trasportatori senza creare un peso eccessivo sul bilancio dello Stato.
Un problema che può trasformarsi in inflazione
Il carburante è uno dei prezzi con l’effetto più ampio sull’economia.
Quando aumenta il diesel, aumentano i costi dei camion che trasportano alimenti, dei mezzi utilizzati dalle imprese e di molte attività produttive.
Per questo il caro carburante può trasformarsi rapidamente in un aumento generalizzato dei prezzi.
Ed è proprio questo il timore che accompagna la crisi guatemalteca: non soltanto pagare di più alla pompa, ma vedere il rincaro trasferirsi progressivamente sulla spesa quotidiana.
Per ora il governo cerca di fermare questa trasmissione attraverso il tetto ai prezzi. Ma la partita resta aperta, e le prossime decisioni del Congresso saranno decisive per capire quale strada prenderà il Guatemala.
