L’affascinante mistero della grande artista Sveva Caetani
Da alcuni anni, almeno dal 2018, Sveva Caetani mi fa compagnia. In verità il personaggio Sveva Caetani mi ha sempre incuriosito da quasi mezzo secolo da quando come amministratore della Provincia di Latina, in compagnia dell’allora presidente Severino Del Balzo, nel 1976 ebbi modo di visitare i Giardini di Ninfa e di conoscere Mr Hubert Howard. Successivamente ho potuto incontrare altre volte Mr Hubert Howard in compagnia di Riccardo Cerocchi, presidente del Campus internazionale di Musica di cui io allora sostenevo il rilancio e la definitiva affermazione. Riccardo Cerocchi è stato poi anche Presidente della Fondazione Roffredo Caetani per dieci anni dal 1987-1997. Nella mia prima visita ebbi modo di intravvedere la elegante e riservata figura di Lelia Caetani, figlia di Roffredo ultimo duca di Sermoneta e cugina di Sveva, figlia di Leone Caetani che era stato il XV Duca del Casato.
Lelia suscitava in me curiosità e inquietudine conoscendo la sua sensibilità artistica e intuendo in lei il dramma di un grande Casato che andava concludendo la sua storia secolare. In quegli anni Lelia era considerata l’ultima discendente dei Caetani di Sermoneta. Io, da sempre amante della storia, cominciai a interessarmi della storia del Casato e in particolare degli ultimi Caetani di Sermoneta. Così, ben presto, mi imbattei sia in Leone che in sua figlia Sveva che viveva in Canada, un grande sconfinato paese che di là a qualche anno avrei visitato con frequenza diventando addirittura membro della AICW (Associazione degli Scrittori Italo Canadesi).
Negli anni a seguire mi resi anche subito conto che in realtà, dopo la morte di Lelia avvenuta in Inghilterra l’11 gennaio 1977, Sveva, sua cugina, veniva ad essere l’ultima discendente in linea diretta di un Duca Caetani di Sermoneta. L’amore per la storia, con qualche particolare attenzione per la storia del territorio a me più vicino e la frequentazione del Canada, mi hanno poi spinto ad avvicinarmi alla biografia di Sveva e via via approfondirla restandone sempre più affascinato. Così ad un certo punto ho sentito l’acuto bisogno di andare a visitare la città e i luoghi in cui Sveva visse pressoché per l’intera sua vita e cioè la cittadina di Vernon e i suoi dintorni nella Okanagan Valley. Vernon è situata a circa 440 Km a nord est di Vancouver nella British Columbia.
Non fu difficile acquisire la consapevolezza di quanto Sveva Caetani fosse un personaggio di grande rilievo storico, di grande rilievo intellettuale, di come durante la sua vita ella abbia vissuto gioie e dolori infiniti e, pur vivendo in un microcosmo territoriale, come lei sia stata educata ad avere la mente aperta e incline a conoscere la storia umana nella sua interezza e complessità, nelle sue molteplici e complicate direzioni anche nel campo della ricerca scientifica e delle scoperte e/o invenzioni scientifiche più avanzate, seguendo le tracce e gli insegnamenti di suo padre Leone Caetani, uomo di vastissima cultura, intellettuale civilmente assai impegnato e storico di indiscusso valore, in particolare, ancora oggi riferimento fondamentale per tutti gli studiosi della storia dell’Islam.
Mi resi in particolare conto come nella biografia di Sveva e nella sua visione del mondo, si venisse a concentrare tutta la secolare storia dei Caetani di Sermoneta. Da questo mio interesse per Sveva è nato il mio libro “Sveva Caetani, Il viaggio nell’anima dell’ultima dei Caetani di Sermoneta”, pubblicato dalla Fondazione Roffredo Caetani nel Giugno del 2020. Il libro contiene la biografia, nonché la storia intellettuale e artistica con testimonianze di amiche di Sveva con le quali ho avuto modo di relazionarmi. Testimonianze fondamentali per conoscere Sveva e che per gli anni che tutto consumano nel loro rapido succedersi potranno ormai poter essere lette assai probabilmente solo nel citato libro biografico.
Sveva, come racconto ampiamente nel libro, ha vissuto praticamente segregata nella grande casa dei Caetani a Vernon per venticinque anni senza avere praticamente molti contatti personali con il mondo esterno. Mi pare tuttora un affascinante mistero comprendere come Sveva sia potuta comunque diventare una grande personalità, un’artista di alto valore, intellettuale raffinata, persino filosofa e scienziata come dimostrano la sua corrispondenza con Albert Einstein e Stephen Hawking e altri grandi fisici. Tutto può essere ancora indagato facendo un regalo alla storia della cultura canadese e italiana. Lo si può fare sulla base dei numerosi documenti esistenti e degli scritti pressoché tutti ancora inediti di Sveva visitando e studiando il vasto archivio di famiglia tuttora egregiamente conservato a Vernon nel GVMA (Great Vernon Museum & Archives), in particolare le scatole contenenti la corrispondenza di Sveva e i suoi scritti inediti come quelli riguardanti la filosofia e, inoltre la corrispondenza di Leone, di Ofelia Fabiani madre di Sveva e quella di Miss Ingrid Marie Kristina Juul loro segretaria, collaboratrice e amica di Sveva fino alla morte avvenuta nel 1973.
Sveva ha vissuto per venticinque anni in isolamento. Eppure questa donna, romana di nascita, dall’età di 43 anni fino alla morte avvenuta a Vernon il 27 Aprile 1994 all’età di 77 anni, in una lunga vita vissuta in una piccola città nell’entroterra canadese, riesce a intessere grandi amicizie e relazioni con importanti intellettuali e gente comune e soprattutto, oltre che eccellente pittrice con una tecnica assolutamente personale e di gran pregio diventa una insegnate esemplare, innovativa, maestra di moltissimi allievi alcuni diventati poi artisti noti e importanti. Alcuni dei suoi allievi e poi amici forse potrebbero ancora essere rintracciati per fornire testimonianze capaci di approfondire la personalità di Sveva oltre a quelli con i quali io stesso ho potuto mettermi in relazione. Le loro memorie hanno lasciato in me un acuto senso di grandezza e di mistero della personalità di Sveva.
Sveva rimarrà nella storia dell’arte pittorica perché il suo capolavoro, da lei stessa chiamato “Recapitulation”, un ciclo di 56 acquerelli, stesi con lo stile degli acquerelli, ma con una tecnica del tutto personale che ancora desta stupore negli intenditori, è tuttora custodito presso The Albert Foundation for the Arts, (AFA), in Edmonton, AB, Canada, la Albert Art Foundation come era chiamata quando Sveva era in vita. Alcune altre opere di Sveva si trovano presso il Caetani Center in Vernon e presso la VPAG (Vernon Public Art Gallery). Altre si trovano in case private di famiglie i cui componenti furono amici o estimatori di Sveva. Allo stato non esiste un catalogo delle sue opere. Solo studiosi in Canada potrebbero tentare di realizzare una catalogazione completa delle opere di Sveva. La conservazione in un unico corpo, presso l’AFA in Edmonton, del ciclo Recapitulation, è stata una grande fortuna perché altrimenti questo capolavoro, come per altre opere di Sveva, avrebbe rischiato di disperdersi non avendo i Caetani del Canada avuto eredi. Fortunatamente Sveva, per testamento, ha lasciato tutto quanto era in suo possesso al momento della morte alla Comunità di Vernon. Ella stessa nel testamento ha nominato alcune sue amiche esecutrici testamentarie con istruzioni molto precise.
Durante la rilettura di questo articolo ho ricevuto dal Canada la straordinaria notizia che l’AFA (The Albert Foundation for the Arts) ha concordato con il Caetani Centre di Vernon e il Vernon Museum, di spedire l’intera serie di Recapitulation a Vernon per custodirla permanentemente nella casa, che era appartenuta a Sveva Caetani. La casa, oggi Caetani Center, fu donata da Sveva con testamento alla comunità di Vernon con la disposizione di essere destinata all’ospitalità di artisti e per attività culturali. Sono convinto che il ritorno del capolavoro di Sveva a Vernon dove si trova pressoché tutto ciò che le apparteneva al momento della morte costituirà uno stimolo per un rinnovato interesse per le opere pittoriche di Sveva e per la sua biografia. C’è anche da augurarsi che le Fondazioni Caetani in Italia decidano finalmente di unire le forze affinché l’opera artistica di Sveva e la sua storia che è storia dei Caetani, possa diventare un evento da realizzare in Italia come Sveva ha sempre sognato che potesse accadere.
La conservazione dell’intero ciclo Recapitulation si deve ad una grande amica di Sveva: Vanessa Alexander. Nel mio libro sopracitato faccio un rapido cenno a Vanessa che ha questo grande merito. Purtroppo in tutti i numerosi testi pubblicati in Canada, che ho letto, di Vanessa si fa solo un rapido cenno e purtroppo quando ho visitato gli Archivi di Vernon, dove sono conservati accuratamente tutti i documenti appartenuti ai Caetani di Vernon, ignoravo questa amicizia e il contributo fondamentale che ha dato per la conservazione unitaria e in mani pubbliche del capolavoro pittorico di Sveva. È probabile che nel fondo dedicato ai Caetani negli Archivi di Vernon ci siano documenti legati a Vanessa Alexander.
Oggi sono comunque in grado di parlarne poiché conosco dettagli della biografia di Vanessa Alexander. Fortunatamente per me una sua figlia, Andrea Sehmel da nubile prima Andrea Lax dopo il primo matrimonio di Vanessa e poi Andrea Alexander dopo il secondo matrimonio di Vanessa, ha avuto la bontà di contattarmi avendo saputo della pubblicazione del mio libro. Andrea Sehmel ha vissuto brevemente nel 1967 a Vernon dove ha incontrato Sveva, Joan Heriot e Miss Juul. A Vernon conserva ancora amicizie. Oggi lei vive negli USA nello Stato di Washington. Nello scambio di corrispondenza tra me e Andrea Sehmel sono potuto venire a conoscenza di notizie importanti relative a Vanessa Alexander capaci di ampliare la conoscenza del mondo di Sveva, il suo carattere, i suoi comportamenti, i suoi sentimenti.
Denise Vanessa Varenne Alexander era nata a Leeds, Yorkshire, Inghilterra il 13 gennaio 1936 da Jessie “Cherrie” Cooper Gaunt e da Roger Leon Georges Varenne. Poi la madre si è risposata con Harold Ramsay[1]. Durante la seconda guerra mondiale Vanessa e la sua famiglia andarono a vivere a Edinburgh, in Scozia. Nel 1952 Vanessa, con sua madre Jessie Cherrie Cooper Ramsay, artista teatrale, e il suo patrigno Harold Ramsay, compositore e direttore d’orchestra si trasferirono a Calgary, Alberta, Canada. Anche Vanessa sin dall’età di tre anni ha cominciato ad esibirsi sul palcoscenico teatrale. Intorno al 1955 Vanessa, appena diciannovenne, sposa Noel Lax con il quale si trasferisce a Victoria. Vanessa subito dopo la licenza liceale si esibisce come cantante nel ruolo di soprano principale del “The Messiah”, diretto dal patrigno Harold Ramsay. Poi seguendo le orme della madre continuerà ad esibirsi in spettacoli teatrali e musicali a Victoria e a Calgary. Vanessa e il marito nel frattempo hanno avuto tre figli: Marc, Jonathan e Andrea. Da Victoria, Vanessa e la figlia Andrea nel 1967 si trasferiscono per un breve periodo a Vernon dove tramite le amiche Lillian e Myra deBeck che provenivano da Victoria e vivevano, in rapporto di amicizia, in una casa accanto a Sveva, ebbero modo di incontrare e fare amicizia con Sveva Caetani. Myra è probabilmente l’amica che dette a Sveva e Miss Juul la sua casa in Victoria, in uso gratuito, durante il periodo di studi di Sveva in quella città, capitale della British Columbia, per conseguire i titoli di studio superiori e universitari che la abilitarono definitivamente e ufficialmente per l’insegnamento. Myra favorì l’incontro ritenendo che Vanessa e sua madre avessero con Sveva qualcosa in comune. E in effetti iniziò un rapporto di intensa amicizia che tra Sveva e Vanessa durerà i 27 successivi anni fino alla morte di Sveva.
Ronny deBeck, nipote di Myra ricorda affettuosamente Sveva come mi testimonia Andrea Sehmel dopo averlo incontrato in una comune visita a Vernon nel 2019. Egli potrebbe essere un interessante testimone delle vita della grande artista italo canadese. Tra l’altro egli possiede pitture realizzate da Sveva.
Il rapporto tra Sveva e Vanessa fu assai profondo tanto che, come testimonia Andrea Sehmel, Sveva chiamava Vanessa Alexander affettuosamente con nomignoli, Van o Vannozza, all’italiana, appellandola Prima Figlia. E questo modo di appellare Vanessa rivela un aspetto molto interessante del carattere e dei sentimenti di Sveva. Le vicende drammatiche dei suoi anni, dai 18 ai 43, hanno probabilmente impedito il crearsi di condizioni tali da consentire a Sveva di sposarsi e magari di avere figli. Inoltre, il singolare rapporto di figlia che lei ha avuto con suo padre Leone e con sua madre Ofelia e molti particolari della sua biografia, mi fa ritenere che in Sveva fosse piuttosto sviluppato il sentimento materno che si sa fu fortemente riversato sui suoi numerosi allievi o amici più giovani che Sveva ha molto frequentato e amato. Questi allievi hanno poi nel corso degli anni fortunatamente ricambiato Sveva negli affetti. Gli stessi sentimenti furono riversati da Sveva sui suoi numerosi acquerelli che lei considerava alla stregua di figli. Lo scrive lei stessa. La vita sentimentale di Sveva, sia familiare che in ogni altro tipo di rapporto tra persone è un mistero finora poco indagato. Sarebbe utile una indagine approfondita dei suo scritti e della sua corrispondenza e cercare magari altre testimonianze. I misteri che circondano Sveva aumentano se si considera che la stessa Sveva ha ordinato per testamento che due scatole contenenti documenti suoi e della sua famiglia alla sua morte avrebbero dovute essere bruciate. Elementi di questo mistero si incontrano anche leggendo la lunga corrispondenza tra Sveva e suo zio Roffredo Caetani. Il ruolo di Vanessa Alexander nella biografia di Sveva è fondamentale per delinearne i sentimenti per la lunga e profonda amicizia che le ha legate fino a suscitare, forse anche per la grande differenza di età di quasi vent’anni, sentimenti materni in Sveva nei confronti di Vanessa tanto che di questo rapporto di amicizia se ne è pubblicamente parlato nel necrologio funebre di Vanessa nel 2014 nel quale si accenna anche al ruolo di Vanessa per la realizzazione delle mostre di Sveva e della sua costante presenza in esse.
Vanessa e la figlia dopo il breve soggiorno a Vernon tornarono a Calgary dove avevano famiglia e amici. A Calgary Vanessa dopo, la conclusione del suo primo matrimonio, ritrovò un suo amico e compagno delle scuole superiori, Robert Keith Alexander[2], giocatore di golf internazionalmente noto, analista di investimenti finanziari e politico in buoni rapporti con il governo dell’Alberta. Essi si sposarono nel 1970, così a seguito del matrimonio Vanessa assunse il cognome Alexander. Vanessa e Keith nel 1972 dettero ad Andrea la sorella minore Jenny purtroppo prematuramente scomparsa a seguito di un incidente nel 2007. Vanessa e Keith Alexander rimasero uniti fino alla morte. Vanessa non fu solo attrice e cantante, ma anche un’apprezzata sportiva come giocatrice di basket, il suo allenatore era stato Lance Alexander fratello di Keith e poi come giocatrice di golf sulle orme del marito che anche nelle competizioni internazionali raggiunse i più alti livelli. Gli ultimi anni di Vanessa furono difficili e dolorosi tanto da doversi ricoverare presso il Chinook Hospice probabilmente a causa del pesante shock subito per una serie di luttuosi eventi familiari a cominciare da quello per la morte del figlio Jonathan, dell’amata sorella Jenny e poi dell’altro figlio Robert. Gli ultimi due mesi il marito Keith visse nella stessa camera di Vanessa nell’ospizio. Il giorno della morte di Vanessa, Keith salutò medici e infermieri, familiari ed amici per tornare a stare in pace nella sua casa, ma il giorno dopo anch’egli, incredibilmente, lasciò questo mondo. Vanessa e Keith Alexander, tra loro un amore profondo nato a prima vista, vissero insieme anche la triste cerimonia del loro funerale seguito da moltissimi amici e estimatori.
Andrea Sehmel ricorda che Sveva fu molto generosa con la famiglia di Vanessa Alexander. Sveva in particolare stimava molto Keith Alexander apprezzandone tutte le qualità professionali, culturali, politiche, il carattere socievole, la sua figura magra, il suo temperamento di uomo quieto, intelligente e abile. Egli dette l’aiuto decisivo per la conservazione del ciclo Recapitulation a Edmonton. Sveva stimava molto Keith anche per avere constatato che egli aveva saputo costruire una nuova vita felice per Vanessa dopo il fallimento del suo primo matrimonio le cui vicende Sveva seguiva con apprensione durante i suoi incontri con Vanessa. Anche questo fatto testimonia il carattere di apertura mentale di Sveva capace di entrare in sintonia con i sentimenti delle persone con le quali entrava in contatto, la solidarietà e l’aiuto morale che Sveva sapeva dare ai suoi amici. Si apprende che in tutti gli anni, dall’inizio dell’amicizia nel 1967, la famiglia degli Alexander ha trascorso molte estati a Vernon incontrando Sveva Caetani praticamente fino alla morte di lei nel 1994.
Andrea Sehmel, figlia di Vanessa, ha fatto per anni ricerche su Leone, Sveva e i Caetani. Durante queste ricerche, sulla base di un certificato parrocchiale riguardante suo nonno ricevuto da sua madre Vanessa ha potuto ritrovare vari suoi cugini sparsi in Australia, Scozia e Belgio. Il cugino belga ha scritto un saggio da cui risulta che un antenato di Vanessa si chiamava Marco Aurelio Zani de Ferranti. Il cugino scozzese dopo ricerche genealogiche ha potuto accertare che questo de Ferranti proveniva da Bologna con antenati in quella città sin dall’anno 880 e che nel 1990 uno dei de Ferranti legati a Vanessa Alexander ha sposato un membro della famiglia inglese dei Lindsay, conti di Crawford, cugini di Sveva.
Si comprende l’emozione di Andrea Sehmel nello scoprire lontane parentele comuni in Europa con Sveva Caetani. Andrea durante tutta la sua vita ha considerato Sveva come una zia. Andrea conosceva bene anche Miss Juul compagna di una vita di Sveva, così come la sua cara amica, Joan Heriot, convivente e collaboratrice di Sveva. Andrea e famiglia sono stati più volte a casa di Sveva a Vernon, nella Pleasant Valley Road. Sveva li ha sempre trattati con rispetto e li ha incoraggiati a esplorare la loro creatività e immaginazione. Sveva viene ricordata come persona audace, divertente e felice. Andrea dice di essere molto orgogliosa di averla conosciuta e racconta di avere amato la cadenza della sua voce profonda. Sveva manca ad Andrea ancora oggi. Chissà quanto altro c’è negli appunti di Andrea Sehmel riguardanti la sua ricerca su Leone, Sveva e i Caetani.
Queste notizie ci dicono quante infinite e sorprendenti nervature e connessioni esistono nelle storie delle famiglie sia di grande importanza storica come il Casato dei Caetani sia di famiglie comuni che dalle città o dai piccoli villaggi d’origine si sono sparpagliate nel mondo. E si comprende come le persone più avvedute che vivono al presente in paesi lontanissimi da quelli della loro origine o di origine dei propri antenati siano innamorate, curiose delle loro storie familiari e degli alberi genealogici. Ma dai rapporti familiari e amicali, di cui finora ho parlato, emerge anche come sia stupido non capire che in questo mondo si dovrebbe camminare insieme, avere relazioni di amicizia, di fratellanza, di collaborazione fra individui, gruppi etnici e popoli. Sarebbe una straordinaria ricchezza per tutti, per i singoli e l’intera umanità complessivamente intesa.
Il rapporto di amicizia, con sentimenti quasi materni, di Sveva con Vanessa Alexander; il matrimonio di Vanessa con Keith Alexander che aveva forti rapporti con il governo dell’Alberta, e il conseguente rapporto di Sveva con Keith è stato determinante per proteggere Recapitulation, il capolavoro di Sveva. Poterlo custodire nella sua interezza in un unico ambiente consente di visitarlo, gustarlo, criticarlo e analizzarlo, di comprenderlo meglio e di capire le connessioni tra il mondo intellettuale e artistico di Sveva e la sua derivazione creativa dalla struttura poetica e di visione del mondo dalla Divina commedia di Dante Alighieri. Questa raccolta unitaria ha anche consentito la pubblicazione del libro postumo di Sveva “Recapitulation, A Journay” By Sveva Caetani con il decisivo contributo della sua amica Heidi Thompson, autrice delle foto di tutti gli acquerelli che compongono il ciclo.
Andrea Sehmel conserva quattro lavori di Sveva; un baule risalente al 1929 appartenuto alla famiglia Caetani di Vernon; foto di Gelasio Caetani quando era ambasciatore d’Italia a Washington del 1925; di Cora Caetani[3]; del signor Tin Ng, direttore del Museo di Edmonton che decise l’acquisizione del ciclo Recapitulation; una lettera di Tin Ng a Vanessa Alexander nella quale tra l’altro si fa cenno al ruolo di Keith Alexander; La poesia “IF” di Rudyard Kipling donata nel 1926 a Sveva con dedica scritta a mano da una delle sue governanti, Miss Dorothy Wallwork; una lettera di Sveva a Vanessa del 9 Giugno 1987; una lettera di Sveva a Vanessa del 23 Aprile 1991 che testimonia appunto la loro lunga profonda amicizia; due appunti manoscritti di Sveva con l’indicazione di sue opere da destinare a Vanessa dopo la propria morte.
Nell’amicizia tra Sveva e Vanessa mi sembra ci siano davvero importanti elementi che aiutano ad approfondire la biografia, i sentimenti, il carattere della stessa Sveva Caetani.
E qui posso chiudere dicendo “cara Sveva, il nostro viaggio percorrendo parte della tua vita è terminato” e il mio ricordo di te si materializza con una citazione dell’Immortale Bardo che dice …
“Separarsi è un dolore così dolce, che dirò buona notte fino a domani./ Parting is such sweet sorrow that I shall say goodnight till it be morrow.[4]”
[1] Harold (Arthur) Ramsay. Organista, maestro di coro, compositore, insegnante, nato in Yarmouth, Inghilterra, agosto 1901, deceduto in Salmon Arm, vicino a Kamloops, BC, il 29 gennaio 1976. Si trasferì a Calgary a 10 anni, studiando musica al Mount Royal College e diventando organista della Hillhurst United Church a 13 e della Knox United Church a 15. Dopo un periodo con la Lynnwood Farnam a New York all’inizio degli anni ’20 è stato coach vocale per i Paramount Studios di New York e Hollywood e organista al Rivoli Theatre di Broadway. Si trasferì nel 1932 in Inghilterra, dove divenne uno dei principali organisti teatrali, esibendosi in circa 1000 trasmissioni della BBC, apparendo settimanalmente al Granada Theatre di Londra e facendo tournée con il suo Rhythm SO, Eight-Piano SO e la rivista Radio Rodeo. La sua melodia caratteristica era il tema di Gershwin Rapsodia in blu. Nel 1950 tornò a Calgary, dove fu organista-maestro di coro negli anni 1950-71 alla Wesley United Church, fondatore (1952) della Calgary Choral Society, e direttore (1951-62) e insegnante di canto e organo al Mount Royal College Conservatory. Si ritirò a Salmon Arm, BC, nel 1971, ma continuò a insegnare e comporre. Le sue canzoni sono state pubblicate da Boosey & Hawkes, Chappell e altri. Il suo “Gran Bretagna, ricorda!” (Ascherberg 1941) divenne un tema della Royal Air Force durante la seconda guerra mondiale, e Rodeo marzo (Boosey & Hawkes) è stata adottata come sigla del Calgary Stampede.
[2] Robert Keith Alexander è nato a Vulcan, Alberta, il 23 luglio 1936. Si è subito distinto come studioso e atleta. È stato giornalista, poi importante agente di borsa. Fu giocatore di golf di grande fama. Vincitore di molte competizioni. Dopo essersi sposato si trasferì a Calgary con la famiglia. Keith ha sempre avuto una forte fede cristiana facendo di essa la guida della sua vita. Egli ha sposato Vanessa Alexander nel giugno 1970. Entrambi erano al secondo matrimonio. Essi riunirono nella loro famiglia i figli dei matrimoni precedenti. Vanessa è stato l’amore della sua vita. Keith si è sempre dichiarato stupito che una donna così bella, dentro e fuori, potesse sposare un “ragazzo come lui”. Si trasferì ad Edmonton nel 1976 per dirigere l’ufficio di Dominion Securities impegnandosi fortemente in politica raggiungendovi i traguardi più ambiti. Nel 1982 conquistò con una valanga di voti un seggio nella legislatura dell’Alberta per il distretto di Edmonton-Whitemud. Si dimise dal suo seggio nel 1985 per consentire al premier Don Getty un seggio nella legislatura. Keith continuò a rimare impegnato in politica per molti anni, sempre pronto a portare la sua mente acuta e le sue straordinarie capacità di dibattito nell’arena politica. Keith rimase fortemente scosso dalla malattia che venne a colpire Vanessa costretta a ricoverarsi presso il Chinook Care Center. Keith incontrava giornalmente Vanessa anche quando lo stesso Keith si ammalò. Essi continuarono fine alla fine a mantenere i contatti con i loro numerosi amici. Dopo aver assistito Vanessa negli ultimi due giorni di vita dormendo nella stessa camera, si ritirò serenamente nella sua casa dove morì il giorno dopo il 12 novembre 2014.
[3] Cora Antinori Caetani (Firenze 27 Febbraio 1896-Montreux, Svizzera, 10 Gennaio 1974), moglie di Michelangelo Caetani, zio di Sveva.
[4] William Shakespeare, Giulietta e Romeo, Atto II, Scena II.
