Uva e scienza, un binomio da non sottovalutare
Cari lettori oggi affronteremo un argomento molto interessante, e lo faremo sempre in compagnia dell’amico Dr. Clinton Lee esperto mondiale di vino e Executive Director of APWASI Asia Pacific Wine and Spirit Institute (www.apwasi.com) a cui poi chiederò un suo giudizio tecnico.
L’uva questo superlativo frutto, ottimo da mangiare ma che produce anche nettare da bere, può essere di grande aiuto all’ambiente.
Sappiamo che la trasformazione dell’uva in vino produce degli scarti dette “Fecce”. Sono il deposito che si ottiene alla fine della fermentazione ed è un composto da frammenti di bucce,vinaccioli e lieviti esauriti. Questi scarti devono essere smaltiti dalle aziende vinicole, hanno un costo monetario nullo, anzi hanno un costo per lo smaltimento.
Oggi hanno trovato un loro utilizzo per la produzione di celle fotovoltaiche
SSpieghiamobrevemente come funziona questo nuovo tipo di cella fotovoltaica
L’idea di sviluppare questo nuovo tipo di celle fotovoltaiche dall’incontro tra l’Università Ca’ Foscari di Venezia e Serena Wines 1881, una delle più importanti aziende produttrici di Prosecco.
Il processo brevettato permette di estrarre i coloranti naturali contenuti nei polifenoli dell’uva. Questi, se utilizzati su una base di biossido di titanio, sono in grado di catturare la luce del sole e trasmettere degli elettroni a un semiconduttore. Si tratta, in pratica, di una copia di quello che funziona con la fotosintesi clorofilliana nelle piante.
Il progetto è stato finanziato dal Fondo Sociale Europeo della Commissione Europea ed è stato gestito dalla Regione Veneto
La comodità dell’energia derivata dall’uva rispetto a quelle che si trovano in commercio al silicio, è che le celle derivate dall’uva non sono costose, e possono essere utilizzate con cielo nuvoloso e posizionate anche verticalmente. Hanno un grande rispetto per l’ ambiente perché non si producono rifiuti, e allo stesso tempo producono energia sostenibile al 100%, Ne beneficiano anche le aziende vinicole, perché, mentre prima le Fecce per loro erano un costo di smaltimento, ora per loro diventa anche una fonte di guadagno. Purtroppo, affinché le celle siano disponibili sul mercato, dovremo aspettare ancora un po’.
Chiediamo cosa ne pensa l’ amico Dr. Clinton Lee, e se questo progetto secondo Lui può essere proposto in Canada.
Grazie, Augusto. Questi sono i miei pensieri, “Come per tutto, per essere commercialmente fattibile, è necessario ottenere costi ridotti e prezzi al consumo bassi in modo che il prodotto sia conveniente. È necessario disporre di un volume di produzione. Poiché questo progetto è ancora nelle prime fasi di sviluppo, i numeri economici dovranno essere ricercati, calcolati e affrontati con attenzione e in dettaglio. La materia prima è la “feccia” e si può presumere che più “fecce” ci sono più materia prima è disponibile. Questo porta le due domande, in primo luogo, ci sono abbastanza “fecce” prodotte dal numero di aziende vinicole nel Canada occidentale e orientale? e in secondo luogo, esiste la capacità di produrre celle fotovoltaiche nel Canada orientale e occidentale? Il principio è valido, ora dobbiamo attendere l’aspetto pratico. Certamente, notizie entusiasmanti da tenere d’occhio “.
Ringrazio come sempre il Dr. Clinton Lee per la sua grande cortesia

30 Aprile 2021 @ 18:48
Molto interessante, tematica economia circolare ( riutilizzo scarti uva per produzione energia) e sostenibilità sono tematiche su cui si sta investendo molto in tutto il mondo!
1 Maggio 2021 @ 04:58
Che bel progetto! Speriamo che si finalizzi anche qui in Canada
2 Maggio 2021 @ 17:22
Articolo molto interessante, speriamo che questo progetto si possa realizzare nel più breve tempo possibile. La ricerca sta andando sempre avanti, speriamo