Addio a don Antonio Mazzi: il sacerdote che dedicò la vita ai giovani e fondò la Comunità Exodus
L’Italia perde una delle figure più autorevoli dell’impegno sociale e dell’educazione. È morto a 96 anni don Antonio Mazzi, sacerdote, educatore e fondatore della Comunità Exodus, realtà che per oltre quarant’anni ha rappresentato un punto di riferimento per il recupero di migliaia di giovani vittime della droga, dell’emarginazione e di altre forme di disagio. Si è spento nella sua storica casa all’interno del Parco Lambro, a Milano, circondato dall’affetto dei ragazzi e degli educatori che hanno condiviso con lui una vita dedicata agli ultimi.

Nato nel 1930, don Mazzi era diventato uno dei sacerdoti più conosciuti d’Italia grazie a uno stile diretto, spesso controcorrente, ma sempre animato dalla convinzione che nessun giovane fosse irrecuperabile. La sua missione prese forma nei primi anni Ottanta, quando il dramma della tossicodipendenza stava colpendo duramente il Paese. Da quell’intuizione nacque Exodus, una comunità fondata non soltanto sulla cura delle dipendenze, ma soprattutto sull’educazione, sul lavoro, sulla responsabilità e sulla riscoperta della dignità della persona.
Nel corso dei decenni Exodus è cresciuta fino a diventare una rete di comunità presenti in Italia e in diversi Paesi del mondo, impegnata non solo nel recupero delle dipendenze, ma anche nella prevenzione, nell’inclusione sociale e nell’accompagnamento di giovani e famiglie in difficoltà. Migliaia di ragazzi hanno ritrovato una nuova prospettiva di vita grazie ai percorsi educativi promossi dalla fondazione.
Don Mazzi è stato anche un volto noto della televisione e della radio, autore di libri e instancabile divulgatore. Le sue riflessioni, spesso provocatorie, affrontavano temi come la famiglia, la scuola, la responsabilità educativa e il rapporto tra i giovani e la società. Pur non sottraendosi mai al confronto, il suo obiettivo rimase sempre quello di richiamare l’attenzione sul valore dell’ascolto e della solidarietà.
La Fondazione Exodus, annunciando la sua scomparsa, ha ricordato come don Mazzi abbia lasciato «un vuoto incolmabile», ma anche un patrimonio umano ed educativo destinato a continuare attraverso il lavoro di centinaia di operatori e volontari. I funerali saranno celebrati lunedì 3 agosto nella Basilica di Sant’Ambrogio a Milano, mentre la camera ardente sarà allestita nella sede storica di Exodus al Parco Lambro, aperta a tutti, secondo lo stile semplice e informale che lui stesso aveva sempre desiderato.
Con la scomparsa di don Antonio Mazzi se ne va uno dei protagonisti del volontariato italiano degli ultimi decenni. Rimane però un messaggio che continua a parlare anche alle nuove generazioni: ogni persona può cambiare strada, se trova qualcuno disposto a credere in lei.
