Addio a Gino Paoli: cala il sipario sul poeta che dipinse il cielo in una stanza
Gino Paoli si è spento oggi nella sua amata Genova. Aveva 91 anni. Con lui se ne va l’ultimo grande caposcuola della canzone d’autore italiana, un artista che ha saputo trasformare i sentimenti più intimi in un patrimonio collettivo, rendendo eterna la fragilità dell’amore.
Nato a Monfalcone ma genovese nell’anima e nel carattere, Paoli è stato il pilastro della “Scuola di Genova”. Fin dai primi anni ’60, ha scardinato le regole della canzonetta tradizionale per introdurre una scrittura densa, jazzistica e profondamente umana. Da “Il cielo in una stanza” a “Sapore di sale”, le sue melodie hanno accompagnato i cambiamenti di un’Italia che imparava a sognare e a riflettere.
Non è stato solo un cantante, ma un intellettuale prestato alla musica e alla politica. La sua carriera è stata costellata di successi mondiali, ma anche di momenti bui e di una vena malinconica che non ha mai nascosto. Canzoni come “Senza fine” e “Che cosa c’è” rimangono vette insuperate di eleganza compositiva.
Il mondo della cultura e dello spettacolo si stringe intorno alla famiglia. Con la sua scomparsa, l’Italia perde non solo una voce inconfondibile, ma un pezzo della propria identità culturale.
“Quando sei qui con me, questa stanza non ha più pareti…”
Oggi quelle pareti sono cadute davvero, lasciandoci soli davanti a un cielo che, grazie a lui, sarà per sempre un po’ più vicino.
