Addio a Livio Macchia, storico bassista dei Camaleonti
Il mondo della musica italiana piange la scomparsa di Livio Macchia, storico bassista e co-fondatore de I Camaleonti, spentosi a 83 anni a Melendugno in provincia di Lecce, dove viveva da anni per il profondo legame con la terra pugliese delle sue origini. Era l’ultimo testimone dell’epopea del beat italiano degli anni Sessanta e Settanta.
Un Pioniere e i Suoi Successi
Nato ad Acquaviva delle Fonti nel 1941 in una famiglia di musicisti, Livio Macchia fu l’unico a intraprendere la carriera musicale professionalmente, ispirato da Elvis Presley. I Camaleonti nacquero nei primi anni Sessanta a Milano con Macchia, Paolo De Ceglie e Riki Maiocchi. Il nome fu scelto per la loro capacità di adattarsi a vari generi musicali durante le serate dal vivo.
Il successo arrivò nel 1965 con un contratto con la Kansas, etichetta legata al Clan Celentano. Grandi hit come “Sha la la la la” e “Portami tante rose” spianarono la strada. Il 1968 fu l’anno d’oro con “L’ora dell’amore” (1.600.000 copie vendute) e “Applausi” (900.000 copie), entrambe al primo posto in classifica. Seguirono altri successi come “Mamma mia” (scritta da Mogol e Lucio Battisti), “Viso d’angelo” ed “Eternità” (presentata a Sanremo con Ornella Vanoni). Macchia rimase una figura centrale della band, affiancando Tonino Cripezzi.
Legami e Numeri Straordinari
Livio Macchia mantenne un forte legame con grandi nomi della musica italiana, tra cui Lucio Battisti, che gli “regalò” la canzone “Mamma mia”. Collaborò anche con Adriano Celentano e, agli inizi, ebbe Teo Teocoli nel gruppo.
Nonostante la carriera milanese, Macchia non dimenticò mai le sue radici pugliesi, scegliendo Melendugno come dimora negli ultimi anni e celebrando i 60 anni di carriera dei Camaleonti con un concerto a Roca Nuova nel giugno 2024.
I numeri dei Camaleonti sono impressionanti: oltre 30 milioni di dischi venduti, 17 album, numerosi singoli di successo e riconoscimenti come dischi d’oro e l’Ambrogino d’Oro.
Un’Eredità Immensa
Macchia, che durante il lockdown aveva realizzato un album e nel 2024 aveva pubblicato il singolo “Dolce Armonia”, lascia un’eredità musicale straordinaria. Con la sua scomparsa, dopo quelle di Cripezzi, De Ceglie e Brunetti, si chiude un capitolo fondamentale della storia musicale italiana. I Camaleonti rimangono uno dei gruppi più longevi e influenti del beat, le cui canzoni continuano a emozionare intere generazioni, come amava dire Macchia: “Noi siamo i capostipiti.” Il suo amore per la musica e le sue radici pugliesi resteranno nel ricordo di tutti.
da acquavivalive.it
