Addio Garibaldi? Un nome diverso per uno dei più bei parchi della Columbia Britannica
Non un nome nuovo, ma un nome antichissimo. Anzi, il nome originale Nch’ḵay̓ (acque sporche) che la Nazione Skwxwú7mesh (Squamish Nation) dette alla montagna e al vasto territorio circostante in tempi lontanissimi, viene ora riproposto per il Garibaldi Provincial Park, situato a circa 70 km da Vancouver. un bellissimo parco pubblico di 195.000 ettari sul quale sorge Mount Garibaldi, un picco di 2.678 metri di altezza,
In un articolo apparso il 16 agosto 2020 sul North Shore News, la pubblicazione che serve le città di North Vancouver e West Vancouver in British Columbia, la giornalista Martha Perkins, reporter per gli affari indigeni e civici, riassume la motivazione dietro il movimento sorto per ripristinare il nome originale e onorare così il retaggio e la storia della Squamish Nation e dei popoli First Nations della Columbia Britannica:
“In 1860, The British Navy sent a survey team to the coast that, seven decades earlier, Captain George Vancouver had meticulously mapped out. The captain of the survey ship was George Henry Richards. As he sailed up the Howe Sound, he couldn’t help but be impressed by the snow-capped volcanic peak of the highest mountain in the Coastal Mountain range. For reasons lost in the mists of time, Cpt. Richards was also deeply impressed by the recent exploits of an Italian “freedom fighter” named Giuseppe Garibaldi. According to Encyclopedia Britannica, Garibaldi was “a republican who, through his conquest of Sicily and Naples with his guerrilla Redshirts, contributed to the achievement of Italian unification under the royal House of Savoy. Firing his ship’s guns, Cpt. Richards christened the mountain in honour of a man who had never done anything even remotely connected to this land.”
Vero. Peppino Garibaldi non mise mai piede in questo angolo di mondo. E si dice anche che non fosse uno stinco di santo. Ma resta una figura importante e non solo nella storia d’Italia. È più che doveroso tramandare con ogni mezzo alle future generazioni la storia, la cultura, la spiritualità e l’enorme contributo che tutti i popoli First Nations hanno dato e continuano a dare a questa nazione e alla nostra Provincia. È più che doveroso rendere omaggio alla loro resilienza e non dimenticare le sofferenze che hanno dovuto subire per generazioni a causa della forzata colonizzazione. Ma è anche lecito domandarsi se non sia possible affiancare l’attuale nome “Garibaldi Park” alla vera e originale definizione “Nch’ḵay̓”. Dopotutto, a Vancouver esistono già monumenti e targhe stradali con iscrizioni bilingui (nelle lingue Native e in inglese.) Forse la locale comunità italo-canadese potrebbe suggerire un compromesso di questo tipo o avanzare qualche altro suggerimento?
