Al Comitato sugli Italiani nel Mondo Silli parla del voto all’estero, della rappresentanza e dei servizi consolari
Il Sottosegretario di Stato per gli affari esteri e la cooperazione internazionale, con delega per gli italiani all’estero, Giorgio Silli ha tenuto presso la Commissione Affari esteri della Camera un’audizione con il Comitato permanente sugli italiani nel mondo, sui servizi consolari e le principali questioni riguardanti i cittadini italiani residenti all’estero. Introducendo l’audizione il presidente del Comitato permanente, Simone Billi (Lega), ha ricordato che le tematiche in esame sono al “centro di numerose proposte di legge su cui sarebbe importante acquisire gli orientamenti del governo”. Il presidente ha poi citato tra le proposte avanzate l’istituzione del portale unico telematico per gli italiani all’estero e la destinazione agli uffici diplomatici e consolari di quota dei proventi derivanti dal rilascio dei passaporti all’estero. Ha poi preso la parola il Sottosegretario che ha in primo luogo ringraziato per l’invito “che ho accolto molto volentieri perché ci dà realmente la possibilità di discutere in maniera molto chiara, a carte scoperte, tra chi conosce sostanzialmente l’argomento, il governo e soprattutto i vertici del ministero”. “E’ indubbio che quella di oggi è una relazione generale, politica” ha tenuto a precisare Silli . “Per analizzare le singole questioni, vi sarà bisogno di incontri aggiuntivi anche con alcuni miei colleghi che hanno delle deleghe specifiche”. Tra le varie questioni da approfondire il Sottosegretario ha ricordato quelle legate all’aspetto finanziario, alle risorse umane, al bilancio, “inerenti anche ai rapporti fra i vari stati, accordi bilaterali tra uno stato e l’altro, assistenza degli iscritti all’AIRE (Anagrafe italiani residenti all’estero) o dei non iscritti all’AIRE”. Su questi punti Silli ha sollecitato un parere e delle indicazioni da parte del Comitato. Il Sottosegretario ha poi esposto i numeri relativi alla presenza nel mondo degli italiani all’estero, che si attesterebbe intorno ai sette milioni. Una realtà che, per il sottosegretario, va sicuramente gestita “quando si parla di servizi, di pubblica amministrazione e delle risposte da dare”. Agli italiani residenti all’estero si aggiungono anche i circa 80 milioni di italo discendenti, “il numero di persone sulla faccia della terra – ha aggiunto il Sottosegretario – che ipoteticamente, stante com’è la nostra legge sulla cittadinanza del ’92, potrebbero chiedere ed avrebbero diritto alla cittadinanza italiana. Avere in potenza un numero di cittadini italiani, all’esterno dell’Italia, superiore rispetto a quelli che vivono sul territorio della Repubblica Italiana è sicuramente un qualcosa che merita una riflessione”. Silli ha poi sottolineato le differenze e le varie sfaccettature degli italiani all’estero. “Sappiamo tutti – ha rilevato – che gli emigrati di prima generazione sono diversi da quelli di seconda, piuttosto che di terza, piuttosto che di quarta. A queste differenze di tipo generazionale, che sono enormi, si aggiunge la differenza da un punto di vista geografico perché è chiaro che i luoghi che hanno ospitato i nostri connazionali emigranti hanno inciso, nel corso delle generazioni, sulla loro formazione”. Il Sottosegretario, dopo aver ribadito che gestire sette milioni di cittadini all’estero significa stanziare importanti risorse, soprattutto per risolvere i problemi da un punto di vista dei servizi consolari, ha segnalato l’importanza dei numerosi e variegati atti parlamentari promossi degli eletti all’estero della maggioranza e dell’opposizione. Proposte spesso ricche di contenuti. “Gli italiani all’estero hanno e sono caratterizzati da meccanismi di gestione o di collegamento interno alla madre patria o alle istituzioni da organismi dal sapore un po’ di prima repubblica per certi versi” ha affermato poi il Sottosegretario rilevando come la legga istitutiva del Cgie afferisca a periodi storici in cui i colleganti fra i vari continenti non erano così sviluppati e necessitava un organo di raccordo delle varie istanze. A seguire l’introduzione degli eletti all’estero. Riguardo invece ai Comites Silli, dopo aver rilevato le variegate realtà di questa galassia di rappresentanza, ha posto in risalto il problema della scarsa partecipazione all’elezione di questi comitati. “C’è qualcosa che possiamo fare affinché vi siano più iscritti all’AIRE che partecipino alla vita democratica delle singole aree geografiche legate agli italiani all’estero? – si è interrogato Silli – So di alcuni Comites dove ha partecipato il quattro percento degli iscritti all’AIRE. Dal momento che a questi organismi, alle associazioni, alle scuole, e al Cgie, vanno delle risorse del bilancio pubblico credo sia indispensabile che tutti noi facciamo una riflessione, per dare degli indirizzi”. Nelle note conclusive, il Sottosegretario ha voluto esporre alcune problematiche relative alla legge elettorale per quanto riguarda gli italiani all’estero, attraverso il voto cartaceo inviato per posta, ma anche sui metodi alternativi, in particolare sul voto elettronico per quanto riguarda la sicurezza. “Per il voto elettronico noi non abbiamo le infrastrutture necessarie, come, per esempio, ha la Repubblica Francese che però, a differenza dell’Italia, elegge solo alcuni rappresentanti per l’estero. Rimane comunque la necessità di dare voce alla nostra collettività all’estero che è enorme”. “Credo che questo sia un appuntamento con i parlamentari sai molto importante” ha infine concluso Silli. “Vorrei che oggi fosse solo l’abbrivio a cominciare un percorso che potrebbe davvero veder convergere un po’ tutti quanti su delle soluzioni comuni perché, come ho detto prima, proposte senza buon senso su questo tema ad oggi non ne ho viste e credo questo sia un buon punto di partenza”.
Nel corso del dibattito dai parlamentari presenti sono state rivolte varie domande che però a causa della ristrettezza dei tempi hanno avuto solo in parte risposta. In primo luogo il deputato Franco Tirelli (Maie- ripartizione America Meridionale) ha chiesto lumi sulla tempistica dei contributi supplementari per i Comites e ha segnalato come dopo gli aggiornamenti del sistema prenotami in Brasile, l’Argentina e l’Uruguay il servizio stia migliorando. Ai quesiti ha risposto il Direttore Generale per gli Italiani all’Estero e le Politiche Migratorie, Luigi Maria Vignali: “Le integrazioni delle risorse per i Comites stanno arrivando, sicuramente fra la fine del mese di novembre e l’inizio di dicembre. In alcune sedi già sono arrivate. Tutte le sedi otterranno un’integrazione per le spese di funzionamento. Siamo molto contenti di questo perché avevamo avuto delle riduzioni ad inizio anno e siamo riusciti a recuperare”. Sulla questione del servizio prenotami Vignali ha espresso soddisfazione per il fatto “che i miglioramenti al sistema prenotami stiano funzionando. Adesso vogliamo estenderlo,- ha aggiunto – anzitutto ad altre sedi dell’America Latina ed anche dell’Europa che hanno bisogno di questi miglioramenti. Questo è l’inizio di un percorso, quindi vogliamo lanciare ulteriori innovazioni tecnologiche”.
Dal canto suo l’onorevole Federica Onori (M5S- ripartizione Europa) è intervenuta ricordando la propria proposta di legge sul portale unico telematico degli italiani all’estero per le informazioni e i servizi consolari online. “In merito questa proposta – ha ricordato la deputata – la Commissione si era già espressa nella passata legislazione, attraverso una risoluzione votata all’unanimità e che quindi rappresentava il chiaro punto di vista della commissione rispetto alla necessità agire nella direzione di una maggiore digitalizzazione di tutto ciò che riguarda informazioni e servizi”. Il secondo tema toccato dalla deputata è stato quello dei “digitatori: una categoria di dipendenti contrattualizzati come collaboratori esterni presso le sedi diplomatiche all’estero. Per Onori il ruolo di questa categoria di lavoratori andrebbe rivisto anche per quanto riguarda il problema della sicurezza. Per quanto poi riguarda i “corsi di lingua e cultura all’estero” la deputata si chiede se “non possa essere utile, alla luce delle numerose circolari che si sono susseguite in un arco di tempo molto limitato, procedere ad un vaglio di quelle che sono le difficoltà sistemiche di una dinamica, di un processo che mette in difficoltà gli ente gestori”, In proposito Onori chiede l’istituzione di un tavolo di confronto con il sottosegretario,gli eletti all’estero e gli enti gestori. Ha poi preso la parola il deputato Toni Ricciardi, (Pd – ripartizione Europa) che dopo aver auspicato una giornata tecnico-pratica sulle modifiche a tutte le circolari ministeriali esistenti riguardanti gli italiani all’estero, ha sottolineato l’esigenza di seguire la questione del pagamento dell’Imu per i connazionali mondo che possiedono una casa in Italia che al momento è incardinata alla Commissione Finanze. Segnalata poi da Ricciardi sia la proposta di legge, che ha avviato il suo iter in Commissione Cultura per l’insegnamento nelle scuole italiane della storia della emigrazione italiana, sia il problema delle agevolazioni fiscali per i rimpatriati. Per quanto riguarda la scarsa affluenza alle elezioni dei Comites segnalata dal Sottosegretario, Ricciardi ha auspicato il superamento dell’inversione dell’opzione preventiva per l’esercizio del voto. Sottolineato infine dal deputato l’importante ruolo svolto dai patronati all’estero per la tenuta dell’intero sistema. E’ stata la volta dell’onorevole Christian Diego Di Sanzo (Pd – America Settentrionale Centrale) il quale è intervenuto sulla questione dei Comites. “E’ vero che votano poche persone per i Comitati, ma è anche vero che i meccanismi di registrazione al voto sono stati eccessivamente complicati e questa è una testimonianza che trovate sul territorio. In realtà si tratta di eliminare l’inversione dell’opzione preventiva del voto e di fatto tornare a prima dell’introduzione di questa modica per avere i risultati precedenti ”. Sul voto elettronico l’onorevole si è detto vicino alle perplessità espresse dal Sottosegretario. Positiva per il deputato la sperimentazione della carta di identità elettronica all’estero anche se andrebbe data la possibilità ai connazionali nel mondo di ottenere questo documento elettronico anche in Italia presso i loro comuni. In conclusione il Sottosegretario Silli ha rilevato: “c’è materiale per una serie di audizioni ulteriori. Con i ministri abbiamo preso molti appunti, su alcune cose siamo in grado di rispondere adesso mentre su questioni legate a ragionamenti un pochino più ampi ci vuole del tempo. Io incarico l’ufficio relazioni con il Parlamento del Ministero di scaricare lo stenografico (resoconto), per estrapolare ogni singola richiesta o proposta e tornare appena il Presidente convoca un altro comitato”.
Rispondendo ad un ulteriore quesito posto dalla deputata Onori sul numero dei “digitatori” all’estero, il Direttore Generale Vignali ha spiegato : “Non è semplice sapere quanti sono i digitatori, proprio perché sono servizi interinali assunti nell’ambito dell’autonomia di gestione delle sedi all’estero, quindi ogni sede prende i digitatori a progetto e il loro lavoro dovrebbe esaurirsi nel tempo massimo di quel progetto, comunque possiamo fare una verifica anche a campione”. (Alessio Mirtini- Inform)
