Alaska. Trump-Putin, “molto rumore per nulla”
“Molto rumore per nulla” è una delle tragicommedie più conosciute di William Shakespeare, la cui trama si basa su una serie di inganni, sia in cattiva fede che operati, invece, con le migliori intenzioni; e a questa distinzione corrisponde una differenza di tono e di stile all’interno dell’opera stessa.
Dal teatro si arriva inaspettatamente, o conseguentemente, alla politica internazionale: il vertice in Alaska tra Putin e Trump; i due leader hanno parlato di grandi progressi (senza dire quali) e si sono detti comunque molto fiduciosi anche in mancanza di un accordo per il cessate il fuoco in Ucraina.
Per Trump, Putin non vuole il cessate il fuoco ma un accordo di pace comprensivo. Il Presidente russo ha ribadito le sue condizioni avvertendo, nel contempo, Zelensky e l’Europa e invitando Trump a Mosca in un altro vertice a breve.
Il Presidente americano ha dichiarato che l’incontro è stato altamente produttivo, con, a suo dire, molti punti di comune accordo, addirittura, sempre a suo dire, tantissimi, sicuramente la maggior parte di cui si è parlato, con un grosso distinguo su un paio di temi importanti in cui non c’è stata convergenza, pur in presenza di alcuni progressi sostanziali.
“Non c’è accordo finché l’accordo non c’è”, ha aggiunto, riservandosi di parlarne con gli alleati europei e con Zelensky. Colloqui telefonici che, successivamente, ci sono poi stati, anche se non è chiaro se e quali progressi siano stati effettivamente fatti.
Il tutto ci riporta ad un’altra opera teatrale, “Il giuoco delle parti” di Luigi Pirandello, il cui tema principale è il gioco delle apparenze e delle relazioni interpersonali, in cui i protagonisti degli incontri sono indiscussi maestri. Rimane solo di sapere chi sia il più bravo, cosa che a me personalmente è sempre stata chiara.
