Arrestato a Panama, ed estradato in Italia, presunto mafioso legato alla ‘ndrangheta calabrese
Francesco Gligora, detenuto all’aeroporto internazionale di Tocumen, a Panama, proveniente da Madrid, è stato estradato in Italia con l’accusa di essere legato a una struttura mafiosa nel nostro Paese dedita al traffico di droga dal Sud America e di armi dal Pakistan.
Fonti legate alle indagini hanno riferito che Gligora è entrato a Panama il 4 aprile e ha tentato di lasciare il Paese il 2 luglio, quando è stato intercettato da agenti della Polizia Nazionale, dopo aver verificato che aveva un allarme rosso dell’Interpol per il reato di associazione criminale, traffico di armi e droga.
Gilgora è stato relazionato a un carico di droga inviato in Europa in un container che trasportava caffè, tuttavia le autorità avevano avviato un’operazione di monitoraggio e sorveglianza internazionale in cui potrebbero essere individuati i responsabili di questo evento.
Il detenuto è un presunto membro della mafia calabrese che opera in Sicilia e ha ramificazioni in diversi Paesi europei.
Lo scorso maggio, Europol ha condotto un’operazione internazionale in cui ha arrestato 132 persone legate a questo gruppo criminale, a cui sono stati sequestrati conti bancari e immobili per la somma di 25 milioni di dollari.
A questo gruppo è attribuito il mantenimento delle operazioni in Germania, Francia, Spagna e in diversi paesi sudamericani.
L’estradizione di Gilgora è stata autorizzata dopo un’udienza tenutasi ieri davanti alla Corte Superiore d’Appello.
