ARS, Palermo – Disabilità: un incontro disertato tra le famiglie e i deputati della maggioranza
L’incontro, avente come titolo, molto significativamente, “Il parlamento ascolta le famiglie?”, era stato fissato per le ore 9:30 dello scorso primo aprile nella Sala Gialla dell’Assemblea Regionale Siciliana Siciliana, che ha sede presso il Palazzo Reale di Palermo, con l’obiettivo di dare voce ai nuclei familiari che assistono congiunti con disabilità gravissime.
“Mentre il 2 Aprile i palazzi istituzionali si sono tinti di blu per la Giornata Mondiale della Consapevolezza sull’Autismo, il giorno prima, primo aprile, nelle stanze del potere siciliano si è consumato l’ennesimo atto di indifferenza verso chi la disabilità la vive ogni giorno sulla propria pelle”, ci dice il Blind Chef Anthony Andaloro, Ambassador of Global Integration and Solidarity e Coordinatore Nazionale della Delegazione Settore Disabilità di Chef Italia ETS, che prosegue: “Nonostante le enormi difficoltà logistiche che una famiglia con un membro disabile deve affrontare per spostarsi, molte persone sono giunte a Palermo da ogni parte della Sicilia, cariche di speranza e con la voglia di raccontare le proprie battaglie per i diritti negati. Ad accoglierli, però, il vuoto, nessuno dalla maggioranza. L’unico presente è stato il promotore dell’iniziativa, l’On. Ismaele La Vardera, affiancato dalla sensibilità di Simona Bonomo, che ringraziamo per aver provato a darci voce e per la loro sensibilità. Un grazie va anche qualche deputato dell’opposizione che è passato, ma nessuno della maggioranza, una totale mancanza di rispetto che non accetto. Vedere quelle sedie vuote è stato uno schiaffo a chi lotta quotidianamente per la sopravvivenza dei propri cari. La politica si è dimostrata, ancora una volta, sorda e distante.
Per contro, il 2 aprile, si è assistito ai consueti discorsi studiati a tavolino e ai monumenti illuminati a festa. Ma per chi ha vissuto la giornata precedente, quelle luci appaiono come una maschera ipocrita. Il mondo della disabilità è invisibile agli occhi dei politici, che si ricordano di noi solo durante le campagne elettorali. Ci chiediamo quando cambierà qualcosa, quando avremo un supporto concreto e non solo bellissime parole lette senza comprenderne il significato. Quando le istituzioni vorranno finalmente ascoltare la voce degli invisibili?”
Per concludere, è quantomeno doveroso sottolineare che l’assistenza a chi non è autosufficiente non viene garantita con gli stessi standard di qualità in tutta la Penisola o all’interno della stessa Regione o addirittura Comune; molto spesso, i servizi erogati non sono uguali per tutti. Il problema della frammentarietà dei servizi e delle prestazioni non idonee fornite viene confermato da tutte le principali associazioni, un annoso problema dei diritti negati o riconosciuti in modo insufficiente rispetto alle reali esigenze, una situazione tanto più inaccettabile dal momento che le normative in tal senso esistono e sono chiare ma puntualmente non vengono applicate.
Addirittura sconosciute, poi, nella stragrande maggioranza dei casi, risultano quelle che definiscono e disciplinano gli strumenti a favore dei progetti di vita indipendente della persona disabile, che ne tutelano il diritto a una vita quanto più dignitosa possibile e che non possono prescindere, innanzitutto, da una adeguata assistenza domiciliare.
I diritti dei disabili in Italia, pur tutelati da leggi all’avanguardia, rimangono spesso disattesi nella pratica. Le principali criticità riguardano l’accessibilità, l’inclusione scolastica e lavorativa, l’autonomia abitativa e le barriere architettoniche, oltre alla già menzionata assistenza domiciliare, con oltre 3 milioni di persone con gravi limitazioni funzionali.
