Atlantico, cresce la minaccia tropicale: una perturbazione punta verso ovest
Il sistema vicino alle Bermuda perde forza, mentre quello uscito dall’Africa sale al 70% di probabilità di sviluppo. Per i Caraibi non c’è ancora un’allerta, ma la situazione merita attenzione.

L’Atlantico tropicale continua a movimentarsi e, con l’avvicinarsi della parte più attiva della stagione degli uragani, una delle due perturbazioni seguite dal National Hurricane Center sta diventando progressivamente più interessante.
La nuova carta del Centro Uragani mostra infatti ancora due sistemi distinti: uno nell’Atlantico centrale, a nord-est delle Bermuda, e uno molto più a sud e a est, al largo delle isole di Capo Verde.
È quest’ultimo che dobbiamo seguire con maggiore attenzione.
Il sistema indicato come Invest 95L, quello più settentrionale nella carta, si trova a est-nord-est delle Bermuda e si sta muovendo verso nord a una velocità di circa 15-20 miglia orarie.
La circolazione rimane ampia e allungata e l’attività temporalesca non è particolarmente organizzata.
Il National Hurricane Center ritiene ancora possibile una breve evoluzione in depressione tropicale o tempesta tropicale, ma le probabilità sono scese al 40% sia nelle prossime 48 ore sia nei prossimi sette giorni.
Il sistema sta infatti andando incontro a condizioni sempre meno favorevoli e dovrebbe entrare su acque più fredde, perdendo così la possibilità di svilupparsi ulteriormente.
Per i Caraibi, dunque, 95L non rappresenta al momento una minaccia.
Ben diversa è la situazione dell’area indicata nella parte inferiore della carta.
Si tratta di Invest 96L, una perturbazione tropicale accompagnata da un’area di bassa pressione che si trova alcune centinaia di chilometri a sud-est delle isole di Capo Verde.
Il sistema sta producendo rovesci e temporali ancora disorganizzati, ma le condizioni atmosferiche sono considerate sufficientemente favorevoli per una graduale organizzazione.
E soprattutto, il sistema si sta muovendo verso ovest-nordovest, attraversando l’Atlantico tropicale.
La probabilità di sviluppo è salita al 70%
È questo il dato nuovo e più importante dell’aggiornamento.
Il National Hurricane Center assegna ora a 96L una probabilità del 60% di sviluppo nelle prossime 48 ore e del 70% nei prossimi sette giorni.
Non significa che abbiamo già una tempesta tropicale.
E soprattutto non significa che un uragano sia diretto verso la Repubblica Dominicana.
Significa però che una perturbazione tropicale sta acquisendo caratteristiche che meritano di essere seguite con attenzione.
Osservando la carta, la differenza tra i due sistemi è evidente.
Il primo, quello vicino alle Bermuda, si sta dirigendo verso nord.
Il secondo percorre invece la grande autostrada tropicale dell’Atlantico, da est verso ovest.
Davanti a lui ci sono migliaia di chilometri di oceano prima di raggiungere l’area delle Antille.
È quindi troppo presto per parlare di una traiettoria verso Hispaniola.
Ma proprio per questo è importante seguirlo fin d’ora: nei prossimi giorni si capirà se continuerà a organizzarsi, se cambierà direzione oppure se incontrerà condizioni che ne provocheranno l’indebolimento.
Per il momento il messaggio per la popolazione dominicana deve essere chiaro:
non c’è alcun allarme per la Repubblica Dominicana.
Non sono state emesse allerte per Hispaniola legate a questo sistema e non esiste una traiettoria affidabile che possa indicare oggi un impatto sulle Antille.
La distanza è ancora enorme.
In questa fase, parlare di un possibile arrivo sulle isole sarebbe quindi prematuro.
Ma sarebbe altrettanto sbagliato ignorare il sistema.
Siamo ormai alla fine di agosto, proprio quando la stagione degli uragani atlantici tende ad aumentare rapidamente di attività.
Il picco climatologico della stagione si colloca intorno al 10 settembre.
Non sorprende quindi che l’Atlantico cominci a produrre sistemi più organizzati.
Per i Caraibi questo è il periodo nel quale la sorveglianza meteorologica deve diventare quotidiana.
La perturbazione 96L è ancora lontana.
Prima di arrivare eventualmente nei pressi delle Antille dovrà attraversare una grande parte dell’Atlantico tropicale.
Durante il viaggio troverà condizioni diverse: temperature dell’acqua, aria secca, venti in quota e altri fattori potranno determinarne il destino.
Potrebbe diventare una depressione tropicale.
Potrebbe trasformarsi in una tempesta.
Potrebbe anche indebolirsi e scomparire.
Oggi nessuno può ancora dirlo con certezza.
Ed è proprio questa l’importanza dei prossimi aggiornamenti.
Per chi vive nella Repubblica Dominicana, nelle Piccole Antille, a Porto Rico e nelle altre isole caraibiche, la direzione da osservare è quindi quella indicata nella parte destra della carta.
Africa → Atlantico tropicale → Antille.
È la rotta lungo la quale, nella stagione degli uragani, possono svilupparsi i sistemi più importanti.
Questa volta abbiamo soltanto una perturbazione.
Ma la sua probabilità di organizzarsi è aumentata sensibilmente.
La situazione può essere riassunta in tre punti:
1. 95L, vicino alle Bermuda: probabilità di sviluppo in diminuzione e nessuna minaccia per i Caraibi.
2. 96L, nell’Atlantico orientale: probabilità di sviluppo aumentata al 70% nei prossimi sette giorni.
3. Repubblica Dominicana e Antille: nessuna allerta al momento, ma la perturbazione 96L deve essere seguita perché si muove verso ovest.
L’Atlantico sta cambiando volto
Fino a pochi giorni fa la situazione appariva relativamente tranquilla.
Ora il quadro è diverso.
Una delle due perturbazioni si sta spegnendo, ma l’altra sta prendendo il suo posto e aumenta la possibilità che diventi un sistema tropicale organizzato.
Per ora non c’è motivo di allarmarsi.
Ma per noi che viviamo nei Caraibi è il momento giusto per tornare a quella sana abitudine che durante la stagione degli uragani non dovrebbe mai mancare:
guardare verso est e controllare cosa arriva dall’Atlantico.
Fatti Nostri continuerà a seguire l’evoluzione di 96L e gli eventuali cambiamenti della traiettoria nei prossimi giorni.
